12 gennaio 2022

ITALIA

-OMAGGIO COMMOSSO A SASSOLI DALL’UE. Oltre ai tanti e unanimi messaggi di cordoglio, a Bruxelles gli europarlamentari rendono omaggio al Presidente. Un grande abbraccio si stringe attorno a Sassoli, ma sui social non mancano gruppi di bestie che esultano alla morte di un “potente”. Tra gli umani vizi uno dei più vili messi alla berlina dai social è la bassezza della frustrazione dei mediocri.

-ALLA CORTE DEL RE. Berlusconi convoca i suoi. Salvini preme il leader di FI affinché sciolga ogni riserva sulla sua autocandidatura. Meccanismo questo che rischierebbe, a causa della dialettica legata all’elezione quirinalizia, di tramutarsi in un autogol più che in un vantaggio. Con l’oscura figura di Berlusconi però tutto è possibile.

-MATTALETTA, IL BIS DELLA VENDETTA. Il PD continua imperterrito a volersi ritagliare la sua fetta di inconsistenza. I tentativi affatto dissimulati di mantenere Draghi a Palazzo Chigi non riescono a concretizzarsi, apparentemente, in una proposta seria di leadership politica. Questo è strano, visto il DNA democristo dell’attuale segretario.

-BERSANI: CI VUOLE L’ULIVO. L’ultimo uomo della sinistra mainstream tenta di scuotere quel vegliardo addormentato della sinistra italiana, che dopo Occhetto ha deciso di intossicarsi dello Xanax offertogli da Berlusconi. Bersani auspica un grande partito che raccolga tutta la sinistra. Un esempio, forse inattuabile ormai, di saggezza politica: i partiti vivono di dialettica interna più che esterna.

MONDO

-IL PETOMANE E IL PUTIN: IL BORDELLO MONDO. Nulla di fatto a seguito del primo incontro-scontro di ieri tra USA e URSS, pardon, Russia. Le due superpotenze restano in stallo sulla questione ucraina e non parlano del Kazakistan. Intanto la Cina, silenziosa, osserva.

-IL PETOMANE ALLA PROVA DECISIVA. Si avvicinano le elezioni di metà mandato, ma Biden sembra più in difficoltà che mai. In parte a causa di quel gran tumore manifesto che è Trump (forse l’unico americano onesto in realtà) che ha avvelenato politica e società, in parte per scelte deboli e scellerate. Nel frattempo vagheggia: “Salveremo la democrazia”.

FABRIANO

-14 MILIONI PER IL NUOVO POLO CHIRURGICO. Si tratta di un progetto all’avanguardia da attuare per l’ospedale fabrianese. Il plesso, che sorgerà in continuità con l’ospedale, sarà totalmente antisismico e dotato di nuove tecnologie. Un passo in avanti, significativo, per il mantenimento dell’ospedale di Fabriano in prima fascia.

-BANKSY DELLE GRAZIE. La chiesetta della Madonna delle Grazie vandalizzata da ragazzi con le bombolette spray. Grande scandalo nella città, una città di farisei pronti a indignarsi, ma mai a capire. Il gesto: da condannare; le reali cause dell’atto: da guarire. Un segno, piccolissimo, che non rende giustizia dell’oscuro disagio dei giovani e giovanissimi. Il problema è immenso e non va né minimizzato né giudicato. Soprattutto da una generazione che, nei loro quindici anni, non si chiedeva se avrebbe lavorato, ma che lavoro avrebbe fatto, la cui cupidigia cieca e vuota ci ha portati qui.

SPORT

-SUPERDERBY D’ITALIA. Stasera si contenderanno la supercoppa italiana Juventus e Inter.

-COVID: PARTITE SOSPESE SOLO IN CASO DI FOCOLAIO. Ma quale squadra non si trasforma suibito in focolaio?

L’AMARO

Biden che, in stato politico confusionale, promette: “Salveremo la democrazia” è il remake di un’insopportabile film che va in onda da decenni. Un film che parla di un sogno presto divenuto un incubo. Gli Stati Uniti d’America sono il prodotto storico e perverso dello spirito europeo, sono la concentrazione depravata di quello che l’Europa non vorrebbe più essere. Biden deve soltanto occuparsi di salvare se stesso, tentando di non bombardarsi casa. Non c’è bene o male, in America, c’è solo la furia liberista, scevra da ogni vincolo immaginabile, dove anche le battaglie sociali sono consumo, dove è il capitalismo stesso a sputarti in faccia le sue contraddizioni così da lasciarci inermi, in attesa che Sansone cada su se stesso, trascinandoci tutti.

IL CONTO

“Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare”. Giovanni XXIII

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