PERCHÈ LA CRISI UCRAINA?
La crisi in Ucraina sta infiammando il mondo e preoccupando molti. Ci sembra che il mondo sia davvero sull’orlo di una possibile terza guerra mondiale, la prima guerra in Europa dopo la crisi balcanica di 30 anni fa. Per capire meglio cosa sta accadendo vediamo quali sono gli elementi che hanno portato la Russia e l’Ucraina sul piede di guerra.
1. LA STORIA. Il territorio dell’attuale Ucraina con Kiev capitale, fu insieme a buona parte dell’attuale Russia occidentale, il primo grande Stato russo. Ancora oggi molti aspetti della lingua e della cultura sono simili tra i due paesi, senza contare che formavano un unico grande Stato fino al 1991.
2. STATO CUSCINETTO. Per la Russia sarebbe un vantaggio interporre tra sé e gli Stati della Nato uno stato cuscinetto. L’Ucraina è il candidato ideale a svolgere questa funzione perché si trova proprio al confine con Polonia, Romania e Bulgaria. Questi tre paesi, dopo l’annessione alla Nato a seguito del crollo dell’Urss, erano stati delegati dagli USA a svolgere un ruolo di contenimento nei confronti della Russia.
3. LA RIVOLUZIONE ARANCIONE. L’Ucraina, come molti Stati europei, si serve di gas russo. Negli anni 90 i due paesi erano alleati E la Russia forniva all’Ucraina gas a prezzo ridicolo ignorando i molti debiti. A seguito degli anni 2000, quando vinse le elezioni un partito filo occidentale, momento passato alla storia come rivoluzione arancioni, l’Ucraina pretese il pagamento dei debiti e aumentò così vertiginosamente il prezzo del gas.
4. JANUKOVIC. Si tratta di un ex presidente ucraino filorusso Che rifiuto nel 2013 di fare accordi di tipo economico con l’unione europea. Questo scatenò grandi rivolte che furono represse nel sangue. Ciò aumentò moltissimo la tensione sociale e la rivolta divenne una rivoluzione. Il presidente dovette fuggire e si insediò un governo filo occidentale che firmò gli accordi con l’Unione Europea. La Russia però non riconobbe questo governo e parlo di colpo di Stato. A questo punto la Russia decise di invadere l’Ucraina.
5. LA CRIMEA. Nel 2014, l’invasione russa si svolse in Crimea, una penisola decisiva per il controllo del Mar Nero che era stata donata all’Ucraina da Krusciov. completata l’invasione Putin decise un referendum in cui chiedeva ai cittadini si avessero voluto annettere la Crimea al territorio russo e vi fu un plebiscito chiaramente guidato da forti pressioni. Per questo motivo unione europea e USA non hanno mai riconosciuto l’annessione.
6. I SEPARATISTI DEL DONBASS. A questo punto delle milizie di separatisti delle regioni del Donbass, la zona dell’Ucraina che confina direttamente con la Russia, cominciarono una guerriglia contro lo Stato ucraino che la Russia sostenne economicamente e militarmente. Questo conflitto dura tuttora. Quella zona attualmente è una terra di nessuno e la guerra ha già fatto 10.000 morti e 30.000 feriti. Aiuta anche a comprendere la situazione il fatto che il Donbass rappresentava il 20% del Pil dell’Ucraina.
7. LO SGUARDO A OCCIDENTE. Nel 2019, per difendersi dalla Russia, l’Ucraina ha messo nella costituzione come obiettivi l’essere annessa all’unione europea e alla Nato. È in questo momento che gli Stati Uniti d’America hanno cominciato ad armare le milizie ucraine. La Russia vede così concretizzarsi il suo più grande terrore ed è iniziato il dispiegamento di un esercito colossale.
8. PUTIN E USA. A questo punto Putin vorrebbe annettere l’Ucraina per allontanare lo spettro della Nato dei suoi confini e rafforzare lo Stato russo. Gli USA vogliono continuare con la loro strategia di destabilizzazione nei paesi vicini alla Russia per contenere la superpotenza.

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