11 febbraio 2022

ITALIA

-CARO ENERGIA: L’ITALIA SI SPEGNE. Ieri, per protestare contro i rincari del 33% in più sulle bollette, 3000 città spengono le luci ai loro monumenti per un lasso di tempo tra i 30 minuti e un’ora. Nel frattempo la Francia decide per il nucleare e aprirà tre nuovi reattori entro il 2035. L’Italia riflette, ma l’energia sta piegando famiglie e imprese.

-OGGI SI DISCUTE AL CDM LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. I tempi si accelerano per la riforma della giustizia, fondamentale per avere i fondi del pnrr. Oltre a una semplificazione dei tempi dei processi, la riforma va a toccare il Consiglio superiore della magistratura in questo modo: tutti i magistrati di ogni livello e tipo, i militari, gli avvocati e i procuratori che entrano in politica, se eletti, non potranno più tornare operativi. L’elezione del consiglio avverrà con un sistema maggioritario e binominale con sguardo alla parità di genere. Non si potranno fare nomine “a pacchetto” di magistrati, ma deve seguirsi un rigido criterio cronologico. Stiano sereni i togati: presto sarà studiato un modo per aggirare anche queste norme.

-GRILLO TRIONFA SUL NULLA ASSOLUTO. Dopo il colloquio tra Conte e Di Maio, da cui incassa rinnovate rassicurazioni sull’unità del partitello, Grillo esulta: “Il M5S è tornato”. Annuncia che verrà fatto ricorso contro la sentenza del giudice che ha sospeso Conte, con conseguenti enormi spese legali per le casse del partitello. Evidentemente ha trovato i fondi. Ma questa più che una vittoria pare una danza sulle macerie.

MONDO

-DICIOTTO, DICIOTTO, DICIOTTO, DICIOTTO… Anche l’Italia invia alcune forze militari per sostenere la Nato al confine caldo dell’Ucraina. Probabilmente non si poteva far nulla per evitarlo, vista l’adesione alla Nato, forse si voleva evitare la marginalità geopolitica, fatto sta che il nostro stato ha perso l’occasione di farsi… gli affari suoi. Inviati i caccia dello stato a sorvegliare il confine. E quindi: diciannove, diciannove, diciannove…

-NUOVA GUERRA CIVILE ALLE PORTE IN LIBIA. Ieri il Parlamento sostenuto dal generale Haftar ha nominato Bashagha primo ministro. Il premier uscente però rifiuta di lasciare il potere e nella notte scampa illeso ad un attentato. La Libia del post-Gheddafi è ancora al punto di partenza, una polveriera in continuo fermento.

-DE SANTIS SFIDA TRUMP PER LA GUIDA DEL PARTITO. Il governatore della Florida De Santis raccoglie consensi e sembra essere uno sfidante molto pericoloso per le primarie repubblicane cui Trump si ripresenterà.

FABRIANO

-PREPARATE LE MASTERBALL: SANTARELLI COME ZAPDOS. Anche Fabriano partecipa all’iniziativa contro i rincari delle bollette e spegne la fontana Sturninalto per mezz’ora. Il sindaco rivendica la sua vittoria affermando che grazie alle illuminazioni a led che ha impiantato per tutta la città Fabriano non sta quasi sentendo la crisi energetica. Thor…chi?

SPORT

-ALLE OLIMPIADI CHEN INCANTA TUTTI. Che spettacolo il pattinatore.

-JUVENTUS E FIORENTINA IN SEMIFINALE. Da una e dall’altra parte, penultimo turno del torneo infuocato.

L’AMARO

Quando la poltica si impadronisce di crimini contro l’umanità e di stermini, facendone un vessillo contro la sua controparte, ecco in quei casi riesce a fare più ribrezzo del solito. Succede con il ricordo del massacro delle foibe, una tragedia italiana che non ha colori, fine della storia. Se oggi i putridi destrofili nostalgici del pelato ne fanno una festività personale perché “anche la sinistra è cattiva e ha fatto più morti di noi”, è anche per colpa della stessa sinistra, che per decenni minimizzò, negò e non trattò la questione perché avrebbe significato mettere in discussione la santità di Tito. Paragonare le foibe all’olocausto è una semplificazione ignorante e storicamente ridicola. E soprattutto non c’è bisogno. Impadronirsi del ricordo di morti e di stermini è stupido. La verità è che il potere è una macchina di morte, senza compromessi. I colori sono contingenti, passano, sono come vento. Il potere e il male restano e cambiano forma.

IL CONTO

“Il potere non indietreggia mai, eccetto che in presenza di un potere maggiore” Malcom X

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