16 febbraio 2022

ITALIA

-CALMA TRA LE TEMPESTE. In questi giorni di prepotente crisi internazionale, la politica interna sembra tacere. O meglio, è un po’ come quelle pentole ricolme d’acqua poste sul fuoco. Dentro è tutto un ribollire, ma ancora la pressione esterna del coperchio è troppo forte per lasciar trasparire qualcosa. Per i tempi di oggi un anno è nulla e un anno di campagna elettorale è un battito di ciglia. Partiti e fazioni stanno lavorando in sé.

-LA CURVA COVID SEMPRE IN CALO, MA LA STRETTA TIENE. Da oggi, con settantamila casi al giorno, entra in vigore l’obbligo di super green pass per i lavoratori over 50. Una misura nota da tempo, ma entrata in vigore solo oggi per garantire un ragionevole periodo per la prima somministrazione. Qualcuno ancora tiene duro e a Trieste ieri sera si è svolto un corteo di no vax. Corteo autorizzato. Corteo in cui le pavide forze dell’ordine non hanno fatto vedere i muscoli dei loro manganelli.

MONDO

-MOSCA ANNUNCIA LA FINE DELLE ESERCITAZIONI. Con un comunicato del ministro della difesa russo, la Russia annuncia il ritiro delle truppe dai confini con l’Ucraina, proprio nel giorno in cui gli USA avevano annunciato l’imminente attacco. Un segnale da Mosca, come se nulla fosse accaduto. Cosa stia accadendo davvero non è concesso sapere al popolino, ma una cosa è certa: la tensione continua e la paura è più utile al potere rispetto al conflitto aperto. La guerra fredda insegna. Oggi è previsto il vertice della Nato.

-LA STRATEGIA DEL TERRORE AMERICANO. Mentre Mosca annuncia la fine delle esercitazioni il petomane Biden ha bisogno di fazzoletti: è l’uomo più deluso del mondo. Ora non ha più un pretesto. Ora non può più utilizzare la Russia per tenere stretta nei suoi artigli di aquila l’Europa. E quindi subito si sbriga, già da ieri sera, a dichiarare che “un attacco russo all’Ucraina resta possibile”. Capito Europa? Non è finita ve lo giuro state attenti, il male è alle porte voi avete bisogno di noi, mettiamo altre basi Nato ad oriente. Gli Stati Uniti sono la relazione tossica in cui è incastrata l’Europa, in un mondo che non conosce il divorzio.

-DI MAIO IN VACANZA AD EST. Si perché questa di fatto è. Una lieta vacanza pagata tra alcuni personaggi famosi. Ieri l’incontro a Kiev, oggi a Mosca. Ma Di Maio resta Di Maio, qualunque ruolo rivesta. Ieri a Kiev il suo commento dopo il colloquio: “C’è spazio per la diplomazia”, ripetendo a pappagallo quello che sentiamo da giorni. Solo che la Francia manda Macron, la Germania Scholz. Noi mandiamo questo strano cosplayer di Mahmood a parlare nemmeno con i presidenti, ma con i ministri suoi omologhi.

SPORT

-MBAPPE’ DUCA DI PARIGI. Il francese allo scadere segna un gol straordinario dopo una grande partita. Sotto gli iberici del Real.

-LOLLOBRIGIDA PORTABANDIERA ALLE OLIMPIADI. Alla cerimonia di chiusura sarà portabandiera per l’Italia.

L’AMARO

Putin è un avido zar assetato di potere e fin qui nulla di nuovo. L’espansione ad occidente della Russia sarebbe un male importante per l’Europa, è vero. Ma quella gigantesca isola di spazzatura fumante che sono gli Stati Uniti d’America, guidati dal petomane Biden, ecco quello là è l’incarnazione dell’ubiquità viscerale del male e del potere. Quando il male e il potere sono facilmente riconoscibili noi li scansiamo. Non è una strategia evolutiva intelligente: allora il male evolve, si adatta. E così facendo entra nel nostro cervello, costituisce il nostro DNA sociale, ci mostra un incubo e ce lo chiama sogno. Gli USA sono una potenza così immensa che possono permettersi ogni tipo di errore: possiede delle strutture tali da attutire bene il rinculo. L’Europa non ha questa forza e resta imbambolata, succube, intontita. Capace di andare in panico e decidere contro se stessa. Putin è un male importante, sì. Ma cosa sarebbe accaduto se Mosca avesse un’alleanza militare con il sudamerica e Cuba e puntasse ad annettere il Messico? Gli USA vogliono portare il nemico in casa dei russi e poi fanno gli isterici quando la Russia muove le sue truppe. Cari miei, sempre sulla pelle degli altri però. Questa volta la pelle è Ucraina.

IL CONTO

“L’America è un errore, un gigantesco errore”. Freud

Lascia un commento