MONDO
-ASSEDIO A KIEV, LA GUERRA LAMPO RUSSA. In meno di ventiquattro ore la Russia è giunta a cingere d’assedio Kiev. Una grande manovra a tenaglia con un attacco a tre fasi: un assalto missilistico, seguito da elicotteri a spianare la strada, dopodiché i carri. Da tre fronti l’Ucraina è stata devastata: da sud ossia dalla Crimea, da nord ossia dalla Bielorussia e dal centro, direttamente dal Donbass. I numeri dei morti sono incerti, ma in aumento. Oggi è stata colpita anche una scuola. Zelensky dichiarato obiettivo numero uno, mentre Putin avverte ancora: “Non intervenite”. Nelle città russe c’è tumulto. Grandi manifestazioni contro la guerra e altrettanti arresti.
-SANZIONI PIU’ DEBOLI DELLE ATTESE: IL FALLIMENTO DELLA LIBERALDEMOCRAZIA. Come cento anni fa, le liberaldemocrazie si mostrano totalmente inefficaci in casi come questi. Le temibili sanzioni si rivelano meno dure del previsto. Questa mattina la borsa di Mosca vola a un +14%, in un gioco mortifero di speculazioni. Biden e Johnson parlano duro, ma paesi dell’UE tra cui l’Italia stanno lavorando per non essere travolti dall’impennata dei prezzi di petrolio, gas e grano. Attualmente interdette diverse banche russe. Putin lo sa: gli USA possono sanzionare quanto vogliono, l’UE è ancora troppo dipendente dalle risorse russe.
-LA NATO RINFORZA I SUOI CONFINI. Per ora la Nato non attacca, nonostante le pressioni dei paesi baltici che vorrebbero un intervento. Una mossa di questo tipo dell’Alleanza Atlantica porterebbe ad una guerra mai vista. Per ora tutti, compresa l’Italia, stanno schierando migliaia di truppe lungo la linea est di confine Nato. Oggi nuovo vertice dell’Alleanza.
-LA CINA IN AVANSCOPERTA A TAIWAN. L’isola che la Cina rivendica da anni denuncia l’incursione di nove caccia cinesi sul loro territorio. Si tratta di un aumento considerevole di presenza bellica cinese in quella zona. I riflettori sono puntati anche nell’estremo oriente.
ITALIA
-DRAGHI ATTACCA PUTIN E I PARTITI VANNO IN PASSERELLA. Mentre Draghi ieri ha fortemente condannato Putin ribadendo forte sostegno all’Ucraina, i vari leader dei partiti dichiarano unità e chi scende in piazza a fianco dei manifestanti ucraini, chi porta i fiori all’ambasciata e chi tace. Meloni e Salvini denunciano la guerra, ma senza mai nominare Putin e la Russia. Colpisce il silenzio di Berlusconi, quello che voleva fare il Capo di Stato.
FABRIANO
-ECCO TOPOLINO, QUESTA E’ CASA SUA. Ebbene sì. Anche la coalizione di destra ha il suo topolone da battaglia per le elezioni. Si tratta di un volto noto. Ottaviani? Casoli? Notari? Macché. Il Robertone cittadino, il vecchio Roberto Sorci torna all’arrembaggio dopo dieci anni. Solo che i partiti di destra si presentano tutti con liste civiche di supporto, senza i simboli di partito per mascherare questo clamoroso (clamoroso?) colpo di scena. In realtà siamo in perfetta continuità con la storia politica di Sorci, valvassino di Spacca, valvassore di Merloni. E comunque, povera Fabriano nostra, sarebbe comunque un salto di qualità rispetto all’attuale reggenza: almeno avremmo l’originale Casa di Topolino, in questi cinque anni abbiamo avuto Prostitue Mickey.
SPORT
-LO SPORT CONDANNA MOSCA. Da Malinowski a Medvedev, tutti gli sportivi hanno duramente attaccato Putin.
L’AMARO
Anche oggi la realtà mi ruba il lavoro e la cronaca diventa l’amaro migliore che possa scrivere. Si noti solo la disposizione neoplatonica delle notizie. Si parte da un livello di gravità assoluta, di seria vicenda, di storia che si svolge. Questo livello poi degrada non appena si parla di Italia perché già la gravità diventa commedia, la serietà goliardia, la storia farsa. Salvini che fino all’altroieri avrebbe scambiato Renzi con Putin oggi si fa fotografare con un mazzo di fiori davanti all’Ambasciata Ucraina, senza aver mai nominato il suo caro idolo d’oltreurali. E il Demoenrico che non perde l’occasione di fare polemica con i grillini, a loro volta assenti dalla manifestazione pro Ucraina. E poi scendiamo ancora e arriviamo a Fabriano, dove la degradazione raggiunge il limite insostenibile. Come comparare il Regno Divino con del fango. Siamo ancora qui, dopo decenni. Fabriano feudale cittadella dello stato ecclesiale era, feudale è rimasta, ma di stampo economico. Dove sono gli Zobicco? Dove gli Alberghetto II? Dimenticati, e chi sono?
IL CONTO
“Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità si è sprofondati. Soltanto l’intelligenza, l’intelligenza che è anche leggerezza, che sa essere leggera, può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità”. Sciascia.

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