MONDO
-LA RUSSIA ENTRA A KIEV. Sono iniziati i bombardamenti anche alla capitale ucraina questa notte. Sono stati colpiti tre palazzi. Un’ultima ora di questa mattina segnala esplosioni anche in centro. Zelenski parlava di vittoria ucraina imminente, ma a scapito di ciò che dicono i media invasati di guerra, a noi pare che la Russia stia schiacciando l’Ucraina con grande facilità. Il problema sarà mantenerla.
-OGGI RIPARTONO I COLLOQUI TRA I BELLIGERANTI. BORSE CINESI IN CALO. Si riaprono i tavoli delle trattative che stanno lasciando il mondo con il fiato sospeso. La Russia spera di ottenere di più grazie ai logoranti assedi cui sta ponendo le città principali. Intanto le borse cinesi aprono in calo: l’Occidente dei mercati sta punendo la vicinanza tra i due colossi asiatici.
-L’EUROGRUPPO PRONTO AD INTERVENIRE ECONOMICAMENTE. Putin sta uccidendo gli ucraini, la finanza sta massacrando gli europei. I prezzi, a causa della speculazione, sono alle stelle. Nelle Marche il pane è arrivato a sei euro al chilo. Questo non è il tempo di scendere in piazza a favore della pace, con le bandiere, ma è l’occasione per dichiarare a tutti i costi guerra al vero grande nemico: il potere economico e finanziario. Quella sarà l’unica possibile guerra santa, l’unica guerra giusta. L’UE vuole investire miliardi per calmierare i prezzi, di fatto una tangente a chi opera di speculazioni. Quanto si convertirà in debito questo intervento? Perché se gli stati compiono il loro dovere i cittadini devono vedersi ricattati da questa astrattezza chiamata debito?
ITALIA
-ATTORNO ALLO STERCO VOLANO LE MOSCHE. Dopo gli sciacalli ululanti di ieri oggi non poteva mancare mister maglietta sbrodolata. Salvini chiede a gran voce al governo di togliere le accise sulla benzina e di ridure l’iva. Bravo, schizofrenico Matteo, ma ci ricordi per favore se la Lega fa ancora parte del governo? Il problema non è lui, non trasformiamolo in eccezione: Salvini o il suo personaggio incarna perfettamente milioni di italiani imbruttiti, buzzurri e affetti da analfabetismo funzionale. Lui è solo il figlio dei tempi.
L’AMARO
Non si tratta di prendere bandiera: a me fanno orrore tutti. Si tratta di conoscere le cose, per quel poco che possiamo, per avere un po’ di nebbia in meno avanti gli occhi. Capita un giorno che, in un paese dove l’influenza di oligarchi esteri e interni è determinante, un comico un giorno decide di scendere in campo. La sua campagna elettorale era nata per scherzo, una sorta di Cetto La Qualunque che ottenne però un successo straordinario. Tutto ruotava attorno ad un grande vaffa, un vaffa ai grandi oligarchi che governano il paese, alla casta, se vogliamo dirla tutta. Capita che attorno al comico si formi un grande seguito, che va a strizzare l’occhio agli ultra conservatori e a gruppi nazisti ben armati, così ben armati che forse c’è di mezzo lo zampino di un altra forma di oligarchia. Capita che a furor di popolo, il comico vinca le elezioni, in un paese in guerra da anni. Capita che questo paese sia in guerra contro una superpotenza mondiale, la patria degli oligarchi cui si volevano pestare i piedi. Nulla giustifica nulla. La mediocrità e la mancanza di realismo politico dei populisti di tutto il mondo fanno però danni incalcolabili.
IL CONTO
“Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno”. Shakespeare

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