16 marzo 2022

MONDO

-APERTURE E SPIRAGLI PER LA PACE. Dichiarazioni importanti da parte russa e ucraina fanno trepidare con attenzione il mondo. Lavrov e Zelenski sottolineano le difficoltà dei dialoghi, ma fanno sperare. Dice Lavrov che c’è spazio per un compromesso e Zelenski afferma: “I colloqui non sono andati bene, ma c’è margine per un compromesso e per accordi più realistici”. La strada è ancora lunga e difficile, ma qualcosa forse si sta muovendo.

-IL SOGNO INFRANTO DI BERGSON. Fu il grande filosofo Henri Bergson a immaginare e istituire per primo una Società delle Nazioni di cui l’Onu è diretta erede. Un primo passo verso un mondo senza guerra, un mondo di cooperazione internazionale. Oggi l’Onu si pronuncia alle 16 sulla sospensione dell’attacco militare russo. La Russia chiede all’Onu di farsi gli affari suoi. Russia e Cina sono tra i pochissimi membri permanenti dell’Onu e possono godere del diritto di veto. L’Onu può fermare una guerra, salvo il veto. L’Onu è l’ennesimo specchietto per le allodole liberaldemocratico.

-I SOMMERSI E I FALLITI. Kiev continua ad essere colpita da bombardamenti, anche questa mattina. In Corea del Nord invece fallisce l’ennesimo test militare.

ITALIA

-OTTOCENTO MILIONI DI AIUTI ALLE IMPRESE SU LUCE E GAS. Di ieri la decisione per contrastare la stretta criminale in cui la finanza mondiale sta chiudendo i paesi europei. Si ipotizzano anche nuove settimane di cassa integrazione gratuita per le aziende più in crisi.

-L’ESERCITO ITALIANO SI PREPARA ALLA GUERRA. Il ministero della difesa (da non confondersi: è il nome dato dalla neolingua alla guerra) cambia marcia. Sono stati annullati tutti i congedi e i militari sono resi da subito operativi. Inoltre il livello di addestramento si è innalzato e si è impostato sui combattimenti di guerra. In questo contesti sono previsti armamenti più potenti e sicuri. Più soldi all’esercito. I soldi piovono dal cielo per la guerra.

-CI SI SCUSI IL TERMINE, MA GIORGIA MELONI DOVE CAZZO VIVE? Furia cieca della leader di Fratelli d’Italia perché in parlamento non è passata la sua proposta di legge per mutare la costituzione italiana in senso presidenzialistico. Ira nei confronti degli alleati Lega e FI e se la prende anche con Renzi, noto sostenitore del presidenzialismo. Viene onestamente da chiedersi dove effettivamente viva la paladina della patria. Noi la capiamo, deve essere difficile, tra splendide case in centro a Roma, sonanti gioielli, capitali pressoché inesauribili, ricordare in quale situazione l’Europa e l’Italia si stanno infilando. Deve essere difficile per la fangirl del Soppressato di Piazzale Loreto, dall’alto del suo palazzo, comprendere il dramma quotidiano di vivere con lavori stentati, in un contesto nel quale avere un’automobile sta per diventare un lusso, grazie ai suoi amichetti della finanza.

L’AMARO

Ho l’imbarazzo della scelta, ma oggi ho deciso di scagliare la mia amarezza nei confronti della bella Fabriano come simbolo di dinamiche nazionali. La prossima tornata elettorale metterà di nuovo in mostra la grettezza, la provincialità, la mediocrità di una certa sinistra, causa dei suoi propri mali. Si tratta di quella veterosinistra dei mai compromessi, quella sinistra fatta di vecchi ideologi ancorati al loro orgoglio e da ragazzini che non hanno ancora fatto distinzione tra principio e ideale. Anche stavolta, questa allegra comitiva correrà da sola, come accade pressoché ovunque, condannandosi così all’inesistenza, alla marginalità. Perché il peccato mortale della sinistra è aver dimenticato che proprio da sinistra proviene la dialettizzazione della politica. Fu grazie alla sinistra che la dialettica divenne il motore pulsante delle contraddizioni. Ora queste stesse contraddizioni l’hanno spezzata, proprio perché non ha più saputo farsi carico della dialettica, perché è mediocre e stupida. Si è chiusa in un castello fatto con le macerie del muro di Berlino e nella sua attività di assoluta negazione di fatto si è mutata nell’alleata più ironica del sistema che andava a condannare. Io ho pietà di voi.

IL CONTO

“Io sono camaleontico, chimerico, incoerente, inconsistente. Qualunque mio sforzo verso l’unità riuscirà sempre vano”. D’Annunzio.

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