MONDO
-LA PORTA DELLA PACE E’ APERTA A PAROLE, LONTANA NEI FATTI. Dichiarazioni distensive seguiti da feroci attacchi e poi da smorzamenti. Si va avanti così da giorni e ieri non ha fatto eccezione. Le borse, galvanizzate, sono tutte in rialzo per le prospettive di pace apertesi. La benzina, lentamente, torna a calare. Intanto i bombardamenti continuano con insistenza. Mariupol è ormai sotto un assedio di proporzioni bibliche.
-LA NATO, UNA CAREZZA IN UN PUGNO. Continue smentite da ambo le parti: l’Ucraina non può entrare nella Nato. Rettifica però Stoldenberg: “continueremo ad inviare nel paese aiuti umanitari e armi”.
-L’ONU ALZA IL DITINO, MINACCIOSA. “Basta eh, basta! Non si fa, non si fa proprio”. Così me la immagino la sentenza Onu che intima alla Russia di sospendere immediatamente le operazioni militari in Ucraina. Inoltre, l’Onu chiede ad ambo le parti di astenersi da ogni atto che aggravi il conflitto. Cattivo Putin, dammi la manina, dammi… Vladimiro! Non farmi arrabbiare eh!
ITALIA
-DI MAIO, LA POESIA DELLO SCOLARETTO. Ieri Di Maio ha parlato della situazione in Ucraina e leggere le sue dichiarazioni mi mette un po’ in imbarazzo. “Kiev è pronta all’accordo di pace, ma Mosca si sottrae, ogni volta inventa una scusa”. E poi dal nulla: “Putin usa le bombe a grappolo”, bandite dalle convenzioni internazionali. A me Di Maio, quando parla di queste cose, ricorda un bambino delle scuole elementari cui è stato detto di imparare a memoria una poesia del Carducci. Si assiste allora al tentativo comico, che mette quasi tenerezza, di questa piccola testolina destreggiarsi tra parole e concetti che non comprende davvero, ma che deve ripetere a pappagallo. Solo che il bambino trova giovamento da questo esercizio. Questo elemento invece mi fa rimpiangere, bontà mia, Giulio Andreotti.
-NON SIETE STATO VOI. ANZI SI. E fu così che da un giorno all’altro, letteralmente, il Parlamento trova 13 miliardi, il 2% del PIL, da destinare alla guerra e al riarmo militare. Quando per destinare i soldi di cui avevamo bisogno alla sanità ci siamo indebitati per generazioni. Quando per evitare il collasso economico delle aziende negli ultimi due anni abbiamo chiesto miliardi all’Europa. Quando sono anni che la scuola e l’università italiana fanno ribrezzo e sfornano depensanti. Quando la digitalizzazione del paese è poco sopra i livelli della Romania, quando “eh no per la riconversione ecologica ci vogliono decenni i soldi non ci sono”. Non siete Stato voi, diceva Caparezza, e invece sì: questo è esattamente quello che lo stato liberal-democratico di stampo liberista e finanziario è.
-COVID: TORNANO A SALIRE I CONTAGI. Nel frattempo ieri si sono registrati settantamila contagi. I morti continuano stabilmente a verificarsi e si segnala una recrudescenza mondiale sui contagi.
FABRIANO
-SONO ARRIVATI I PRIMI PROFUGHI UCRAINI A FABRIANO. Il Vescovo e la Caritas chiedono solidarietà, aiuti e alloggi. Ad organizzare l’accoglienza vi sono cooperative, ma soprattutto enti di volontariato: Croce Azzurra, Caritas, Migrantes, Diocesi tutta, Parrocchie, Centro Islamico della Misericordia. Chi manca? Manca il comune.
L’AMARO
Quando leggo, sulla primissima del Corriere della Sera, il commento giornaliero di Gramellini mi viene sempre da chiedermi: “Ma perché non io allora?” Sia chiaro, non per mie presunte particolari abilità. Solo non comprendo come un frivolo, banale, ridicolo medioman del genere riesca a pubblicare tutti i giorni queste quattro righe sul principe dei giornali italiani. Non ho nulla contro Gramellini, ma la sua retorica semplicistica mi fa impazzire ed è il mascherare ogni sua opinione opinabile da buon senso che mi spaventa. Gramellini è l’emblema del progressismo da salotto, ben comodo nel palazzo, che si indigna se sente dire “culo”, ma ben pronto a srotolare tappeti rossi, rosso color lingua, al passare del potere costituito. Gramellini, da quello che scrive, è un David Parenzo senza coraggio. Quando poi i “pacifisti” al passare di una nave dei carabinieri (che non hanno la mia simpatia in generale), gridano “assassini, dovete morire bastardi”, i pacifisti, ecco spiegato, solo esponendo i fatti, perché questo paese non ce la farà mai, perché è in mano alla destra più o meno becera (populista o liberista, scegliete voi cosa è cosa) e perché non è possibile nessuna alternativa.
IL CONTO
“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario” Pasolini – e aggiungo: a volte la verità è il silenzio.

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