MONDO
-MOSCA SI RISVEGLIA. Dopo la misteriosa baruffa di Prigozhin, che per una giornata intera sembrava trascinare tutti verso un baratro tenebroso, tutto sembra tornare alla normalità, una normalità assai strana. Del capo della Wagner infatti, ad ora, non si sa nulla. Lo si è visto lasciare Rostov per tornare al fronte e questo è quello che si sa. Shoigu, il ministro della difesa si è invece fatto vedere al fronte dove ha visitato le truppe. In Russia sembra esserci un clima strano, come di attesa. Se Lukashenko profitta della sua posizione di mediatore presso il Cremlino, secondo la CNN Prigozhin sarebbe stato assassinato proprio in Bielorussia. Nulla è confermato né smentito.
-SI SCALDANO LE ACQUE IN COREA DEL NORD. Il paese del dittatore Ping Pong si scaglia con violenza e apertamente contro gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Secondo il paese comunista, i suoi avversari starebbero portando la situazione in Oriente sull’orlo di una guerra nucleare. Sarà la solita sparata del piccolo Buddha da giardino, ma solo tre anni fa la guerra nucleare era assolutamente un tabù. Chiunque si asteneva dall’anche solo pronunciare quelle parole. Ora invece sembra quasi che sia un destino inevitabile. Siamo davvero tornati a sessant’anni fa, senza però alcun blocco ideologico se non quello del cieco e nudo potere.
-ASSAGGIA STI FASCISTI, SO GRECI. Alle elezioni in Grecia stravince il presidente uscente conservatore Mitsotakis che sbanca ai seggi. Il clima politico nell’Ellade va però radicalizzandosi. Per la prima volta dalla dittatura il partito neo-fascista Soluzione Greca riesce ad entrare in Parlamento. Ieri sera, con una mossa che ricorda le azioni delle squadracce, è stata assaltata e distrutta la sede del Movimento Socialista Panellenico.
ITALIA
-L’ITALIA SONNECCHIA AL CALDO. L’estate è ormai arrivata, con più ritardo del solito, ma eccola qua. Non ci sono particolari notizie rilevanti sin ora. Il MES è ancora fermo e così la vicenda Santanchè. La Serracchiani è stata investita mentre andava con il monopattino (sta bene). Si susseguono le solite liste di morti per strada o assassinii.
FABRIANO E DINTORNI
-FABRIANO E’ VERDE. Non solo per l’invidia, il sentimento preferito dei mediocri che popolano questa bella valle. La XXIX edizione del Palio è stata vinta dalla Porta Pisana. Ci sono delle polemiche sulla legittimità di questa vittoria, polemiche in realtà fondate a causa di un’irregolarità evidente. Come per ogni altra manifestazione legata al bel Palio però, i giudici sono incredibilmente inesistenti e sembrano conoscere il regolamento generale delle sfide come Ted Lasso conosce quello del calcio.
-IMPORTANTE: DISINFESTAZIONE ZANZARE, TENETE LE FINESTRE CHIUSE. Questa notte e domani notte chiudete le finestre. Dalle 23:30 alle 6 si raccomanda vivamente di tenere finestre chiuse e non esporre all’aperto alimenti, animali e indumenti.
L’AMARO
Oggi mi fa pensare una dichiarazione del Club Alpino Italiano (CAI). Forse bisognosi di visibilità se ne sono usciti con questa dichiarazione: “Basta con le croci sulle montagne, sono anacronistiche e divisive”. Bel colpo questo del CAI. Sì, perché oggi bisogna muoversi con le pattine per evitare che chiunque si offenda. Tutti sono specie protetta. Eccetto i cristiani. Attacca i cristiani e i loro simboli tranquillamente perché i vantaggi sono immediati: simpatia popolare e visibilità. I problemi sono due e sono proprio l’emblema di questi tempi, malati della malattia terminale chiamata modernità. Il primo è relativo all’incapacità di tollerare il divisivo, la dialettica interna, la contraddizione. Nulla deve essere divisivo, tutto deve essere condiviso da tutti, deve trovare comune accordo perché questa è la democrazia. Quello che divide è male. E invece la democrazia, questa utopia simpatica, non ha nulla a che fare con la concordia universale e con l’accordo totale di ognuno. Quello che in realtà stiamo creando è la versione contemporanea di un tanto odiato Stato etico, dove al posto dello stato c’è la società e l’etica imperante è quella neoliberale di stampo americanoide. La democrazia è prima di tutto coesistenza dei diversi. Il secondo problema è relativo al secolarismo sfrenato che investe valori e simboli. Evviva lo stato laico (mah, però su questo ho le mie idee strane e ok, lo capisco, non devo convincere nessuno e non mi interessa), ma laicismo è una cosa, precipitare in un mondo antisimbolico è perverso. Perché con le croci è più evidente, ma questo mondo sta distruggendo ogni simbolo che non sia interno alla grande narrazione neoliberale. Noi esseri umani viviamo di simboli, la realtà è simbolica in maniera eminente, ma ci stanno raccontando che non è così. E l’umano senza simboli non è umano.
IL CONTO
“Un simbolo non è né astratto né concreto, né razionale né irrazionale, né reale né irreale: è sempre entrambi”. Jung

Lascia un commento