MONDO
-ANCORA FUOCO E MORTE IN FRANCIA. La guerriglia per la morte del giovane Nahel non si ferma, anzi, si moltiplicano feriti, morti e arresti. Particolarmente feroce è la reazione della comunità nera francese cui Nahel faceva parte. Appelli da ogni lato per fermare l’onda di violenza dilagante in ogni parte del paese. Se i razzisti stanno costruendo una narrazione sul tema del nemico interno, d’altra parte il tema etnico è effettivamente uno dei temi conduttori della rivolta. Tanto che ora i focolai si stanno diffondendo negli altri paesi francofoni limitrofi, Belgio e Svizzera. Come al solito una situazione complessa viene banalizzata e polarizzata dai bambocci di destra e sinistra, scissi in razzisti e terzomondisti esasperati. La realtà è che, un Occidente in crisi sta pagando a caro prezzo alcune vicende del suo passato. La dialettica non è un’opinione.
-LA CAVALCATA DELLE VALCHIRIE. Molti ex membri del gruppo Wagner hanno scelto di unirsi all’esercito regolare di Putin. Secondo le indagini il gruppo avrebbe preso dal governo ben diciassette miliardi. La fiducia nelle forze armate è però assai labile e ciò crea stallo in Ucraina. E quello che crea stallo nelle guerre genera anche rancore, odio e durissima repressione. Scende in campo anche Pechino, deciso a rafforzare l’unità militare con la Russia. In Giappone e a Taiwan tremano.
-SHAME ISRAEL. Non Shemà, ascolta, ma Shame, Vergogna. Perché lo stato criminale continua imperterrito a generare vergogna. Sono stati uccisi negli attacchi di questi giorni quattro palestinesi e ci sono molti feriti e corpi sotto le macerie, ovviamente civili. Immaginate un paese che occupa uno stato sovrano a seguito delle indicazioni di una potenza straniera. Immaginate questo stato compiere continui crimini contro l’umanità nei confronti della popolazione civile. Putin de che?
ITALIA
-INCULATA SOVRANISTA. La guerra d’Ucraina ci ha fatto dimenticare chi fossero davvero il governo polacco. Il più gretto e becero esempio di sovranismo in Europa insieme a quello ungherese. I grandi amici del blocco sovranista nostrano, gli esempi a cui mirare. Che all’ultimo vertice UE sulla migrazione bocciano i piani italiani. Perché la nostra è una terra di confine e il problema migranti è un’emergenza cui fare i conti, sovranità o no. Polacchi e ungheresi hanno la comodità invece di proseguire la loro battaglia razzista. Il che è del tutto legittimo, l’avete voluta voi la democrazia rappresentativa, non di certo io. Però all’improvviso, ecco che nel fronte sovranista si apre una crepa meravigliosa: non esiste alleanza tra sovranisti, perché l’uno nega l’altro. E Meloni abbocca.
-SALARIO MINIMO, ARRIVA LA PROPOSTA. I partiti di opposizione, tranne quella latrina di Italia Viva hanno presentato in blocco una proposta unica per il salario minimo a 9 euro l’ora in Italia. Questo sarebbe un buon passo in avanti, se non fosse che la nostra è una repubblica fondata sulla frode, l’inganno e la mafia. Raggiungere questa piccola tappa di civiltà potrebbe tradursi in una violentissima recrudescenza del costo della vita, senza però la struttura di un paese che può permetterselo. Basta vedere come hanno utilizzato la guerra e il covid come giocherello. I prezzi saliti per le emergenze sono in aumento costante, nonostante il rientrare delle emergenze. L’aumento sembra diventato endemico. Che succederebbe con l’aumento degli stipendi? Siamo in ostaggio.
FABRIANO E DINTORNI
-CADE LA PRIMA TESTA. Il primo assessore a dimettersi dopo nemmeno un anno dall’insediamento è Lidia Spuri, medico di famiglia, a causa della difficoltà comprensibile nel conciliare impegno in comune e professione. Nella giunta dei dottori cade già la prima testa e a sostituirla è Serafini. Però una domanda. In tutti i mesi in cui si è giocato al giocarello chiamato Progetto Fabriano, non hanno mai pensato a quanto fosse impegnativo prendersi questa responsabilità? Non hanno mai pensato a quanto fosse complesso gestire una macchina comunale letteralmente stuprata da quei criminali che ci sono stati prima, la più grande disgrazia vista da Fabriano dopo il terremoto del 1997? Quanto mi fanno ridere questi gruppetti di impegno civico che si creano a ridosso delle elezioni. Un bel giochetto per adulti annoiati. Ecco a che si è ridotta la politica.
L’AMARO
Un anno fa si staccava un grande seracco del Ghiacciaio della Marmolada, causando un disastro importante. Sono morte undici persone e si sono generati danni considerevoli. Li ricordate tutti quei giorni fatti di lacrimoni e proclami. Ad un anno di distanza viene revocata la zona rossa e l’inchiesta è archiviata. Ci sarà però oggi una bella commemorazione in cui sarà presente anche Messner. Ho raccontato questo fatto perché è rappresentativo in maniera eminente di quello che siamo e della nostra ipocrisia. Siamo il popolo delle conferenzine, dei proclami, delle commemorazioni al posto dei fatti. Siamo il popolo che scende per strada con le candeline a fare le fiaccolate quando muore qualcuno per violenze atroci, e tutto il resto dei giorni vive nella più crudele indifferenza perché “chi si fa gli affari propri campa 100 anni”. Siamo il popolo che quando crolla un ghiacciaio lo guarda e si scansa, che quando una valanga sommerge un albergo non invia i soccorsi, che affitta le Ambulanze per i compleanni dei veri comandanti qui, i bulletti mafiosi. Siamo il popolo che si commuove, quello tutte buone intenzioni, che sembra uscito dal peggior libro di D’Avenia, ma irretito dai propri vizi ormai in una continua autogiustificazione. Siamo il popolo che deve piangere e indignarsi nelle commemorazioni dell’Olocausto, ma che prende a calci sullo stomaco i neri che chiedono due soldi fino a farli crepare. Quelli che se due o tre africani muoiono in mezzo al mare, oh, alla fine non glielo aveva mica prescritto il dottore di partire.
IL CONTO
“Molto presto nella vita, dovetti scegliere tra l’onesta arroganza e l’ipocrita umiltà Io scelsi l’onesta arroganza e non ho mai avuto il motivo di cambiare”. Frank Lloyd Wright

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