Uno dei doveri fondamentali del politico di professione è quello della comunicazione con il suo elettorato. In tempo di campagna elettorale poi questo dovere diventa un’opportunità. L’hanno capito bene tutti tranne i partiti di sinistra. Lo ha capito la destra, lo hanno capito Renzi e Calenda, l’ha capito, forse prima degli altri, Conte. Su Tik Tok, il social dei giovanissimi, pullulano video di Meloni, Salvini, da oggi persino del quasi novantenne Berlusconi. Grandi assenti Letta, Fratoianni e compagni. Per loro al massimo lo snobismo di Twitter. Questo dispiace profondamente perché affonda le sue radici in un atteggiamento estremamente conservatore quando non reazionario. Un ottimo articolo sul Corriere della Sera tempo fa parlava di questo. Il PD, che inevitabilmente segue le sorti istituzionali del fu PCI, ha ereditato da quest’ultimo le conseguenze dell’immunità goduta dai comunisti sotto Tangentopoli. Questo ha, in qualche modo, conferito al partito quell’aura di incorruttibilità, di superiorità morale di cui il PD oggi si fa totalmente erede. Questa presunta superiorità, data per scontata, è però deleteria e costituisce il peccato originale della sinistra da cui ci si deve liberare per tornare ad essere una realtà davvero progressista e soprattutto ancorata saldamente alla realtà.

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