L’amaro – 03/07/23

Un anno fa si staccava un grande seracco del Ghiacciaio della Marmolada, causando un disastro importante. Sono morte undici persone e si sono generati danni considerevoli. Li ricordate tutti quei giorni fatti di lacrimoni e proclami. Ad un anno di distanza viene revocata la zona rossa e l’inchiesta è archiviata. Ci sarà però oggi una bella commemorazione in cui sarà presente anche Messner. Ho raccontato questo fatto perché è rappresentativo in maniera eminente di quello che siamo e della nostra ipocrisia. Siamo il popolo delle conferenzine, dei proclami, delle commemorazioni al posto dei fatti. Siamo il popolo che scende per strada con le candeline a fare le fiaccolate quando muore qualcuno per violenze atroci, e tutto il resto dei giorni vive nella più crudele indifferenza perché “chi si fa gli affari propri campa 100 anni”. Siamo il popolo che quando crolla un ghiacciaio lo guarda e si scansa, che quando una valanga sommerge un albergo non invia i soccorsi, che affitta le Ambulanze per i compleanni dei veri comandanti qui, i bulletti mafiosi. Siamo il popolo che si commuove, quello tutte buone intenzioni, che sembra uscito dal peggior libro di D’Avenia, ma irretito dai propri vizi ormai in una continua autogiustificazione. Siamo il popolo che deve piangere e indignarsi nelle commemorazioni dell’Olocausto, ma che prende a calci sullo stomaco i neri che chiedono due soldi fino a farli crepare. Quelli che se due o tre africani muoiono in mezzo al mare, oh, alla fine non glielo aveva mica prescritto il dottore di partire.

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