Mattarella ha pronunciato un discorso che, ad orecchie accoglienti, potrebbe diventare un vero e proprio programma di governo, in una direzione profondamente riformista. Mattarella è pacato, ma le sue parole, di nuovo, se si hanno orecchie, possono affilare e colpire. Il problema è che Mattarella non si muove in una generazione politica di migliori: è lui il migliore e lo abbiamo messo al ruolo più carico di forma, ma più vuoto di contenuto. Il corredo di cinquantacinque applausi, più di uno al minuto mi fa venire in mente la frase che la senatrice Padme Amidala pronuncia in Star Wars III: “è così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi”. Una classe di uomini e donne mediocri ed inetti che applaudono alla fine di se stessi, alla propria ignavia e al proprio insuccesso.

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