Quello che sto per riportare è triste e crudo, ma è la guerra. Il proseguo della lettura è vostra responsabilità. Notizia di oggi: dopo l’attacco all’ospedale pediatrico non ce l’ha fatta la mamma ritratta qualche giorno fa mentre veniva trasportata, insanguinata, su una barella. Portava suo figlio in grembo, ma l’attacco ha dilianato entrambi. Bufala? Propaganda? Questo è il simbolo di quello che la guerra è, l’abisso umano sin dall’alba dei tempi. Fu un balsamo la notizia della nascita di un bambino sotto le bombe, ma è il miracolo che ci ricorda che siamo destinati ad altro. Nella guerra non c’è salvezza o redenzione. La guerra uccide, tortura, mutila, spezza tutto quello che è umano. La guerra ci colpisce come un ariete sullo stomaco. Vorrei dire che è utile a futura memoria, ma se la seconda guerra mondiale non ha insegnato nulla, allora non c’è speranza per la memoria. Io non ho fiducia alcuna nella memoria, è un palliativo per le nostre coscienze, per la nostra ipocrisia. E la smetta la propaganda americaneggiante di fare analisi psicologiche su Putin, definito pazzo e cronico. Putin è il potere, come si è visto sempre nella storia, come si vede nei palazzi delle borse e dei governi, sì anche, SOPRATTUTTO americani. Il potere è cieco e violento, non ha bandiere né idee.

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