L’amaro – 17/03/22

Quando leggo, sulla primissima del Corriere della Sera, il commento giornaliero di Gramellini mi viene sempre da chiedermi: “Ma perché non io allora?” Sia chiaro, non per mie presunte particolari abilità. Solo non comprendo come un frivolo, banale, ridicolo medioman del genere riesca a pubblicare tutti i giorni queste quattro righe sul principe dei giornali italiani. Non ho nulla contro Gramellini, ma la sua retorica semplicistica mi fa impazzire ed è il mascherare ogni sua opinione opinabile da buon senso che mi spaventa. Gramellini è l’emblema del progressismo da salotto, ben comodo nel palazzo, che si indigna se sente dire “culo”, ma ben pronto a srotolare tappeti rossi, rosso color lingua, al passare del potere costituito. Gramellini, da quello che scrive, è un David Parenzo senza coraggio. Quando poi i “pacifisti” al passare di una nave dei carabinieri (che non hanno la mia simpatia in generale), gridano “assassini, dovete morire bastardi”, i pacifisti, ecco spiegato, solo esponendo i fatti, perché questo paese non ce la farà mai, perché è in mano alla destra più o meno becera (populista o liberista, scegliete voi cosa è cosa) e perché non è possibile nessuna alternativa.

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