L’amaro – 23/06/23

In Europa stanno lavorando per un nuovo impegno per le migrazioni, ma sarà l’ennesimo vuoto desolante. Mentre l’implosione del Titan è diventato una telenovela (tra quanto una serie Netflix sul tema?), nel Mediterraneo sono ancora caldi i corpi di quasi 700 uomini e donne, tanti dei quali bambini. Non voglio fare benaltrismo, penso che ogni vita umana racchiuda in sé il valore di tutti e otto i miliardi che siamo (Santo Dio, siamo troppi). Questo mi fa pensare all’assuefazione alle pessime notizie a cui siamo indotti. Ve lo sconsiglio, ma fate la conta, in una settimana, di quante morti sono mediamente riportate sui telegiornali. Di quante emergenze ci sono calzate sulla faccia come se avessimo di fronte un immenso clown liberista pronto a lanciarci torte di sterco. Siamo in uno stato di allarme perenne, di crisi strutturale, di mancanza di prospettive. Ma davvero è così, oppure è la forma mentis a cui, almeno noi, fin da bambini siamo stati indotti? E come pensare qualcosa di diverso quando nuotiamo in questa angoscia come i pesci nell’acqua del mare?

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