L’amaro – 27/06/23

Il telescopio spaziale Webb ha appena scoperto, nella nebulosa di Orione la prova finale della presenza di una molecola (catione metile) determinante per lo sviluppo di molecole a base carbonio, essenziali per la vita. Si tratta di una scoperta meravigliosa che mette in diretta relazione la morte di una stella con la vita di quello che viene dopo. L’Universo funziona così e anche noi. Dalla morte nasce sempre qualcosa che porta alla vita. C’è speranza allora per noi? Abbiamo costruito una società della morte che umilia e schiaccia sotto il suo peso nullificatore, dove alla morte non c’è scampo e orizzonte. C’è possibilità di rinascita e di vita dietro la morte del nostro Occidente? Dalle macerie di acciaio e plastica possono nascere frutti benefici per chi verrà dopo? In sostanza, cosa vincerà? La legge naturale dell’universo o la tracotanza ignobile dell’uomo che ha preso a venerare Mammona? Oggi io tifo per la prima. Perché dalle più grandi catastrofi del cosmo deriva sempre nuova possibilità di vita. E chi siamo noi, minuti microbi su un pianetucolo periferico, di fronte all’ordine delle cose?

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