Per quanto ancora abuserete della nostra pazienza? Parafraso Sallustio, ma in maniera indegna. La sua era un’epoca in cui i peggiori erano Catilina e Metello. Ma averceli di Catilina, Dio ci mandi i Metelli! Invece qui a Fabriano, dopo l’invasione di grilli e cavallette, che hanno portato veleno e carestia, eccoli pronti, tornare dalle fogne le pantegane. I fascisti, giovani, ignoranti, ma vincenti sulla massa di ragazzi che li conoscono per le festicciole e il cibo che preparano (panem et circenses), paiono alla ribalta. L’alfiere di Antonio Merloni torna alla carica con questo voltafaccia vile, ma sapete che vi dico? Non così clamoroso. Il mio sdegno va però ancora una volta a quei pavidi sinistroidi tutti ideali e spriz all’arci, quei miseri, poveri ignoranti arroccati nei loro castelli che hanno tradito la nobiltà della dialettica interna. Vogliono cambiare la sinistra con la negazione assoluta: hanno tradito Berlinguer, Gramsci, Nenni, Togliatti, Turati, Labriola, Marx e… Hegel. Lenin e Stalin, eccoli gli unici provincialissimi e ignorantissimi riferimenti di questa sinistra da salottino, gli assistman più prolifici del neoliberismo. Se leggessero, non dico tanto, ma se leggessero i classici cui dicono di essere affezionati scoprirebbero che non c’è cambiamento se non quello che viene dalla dialettica interna. Il resto è isolazionismo, provincialismo, inconsistenza, quand’anche, ebbene sì, fascismo.

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