MONDO
-ALTRO MORTO IN FRANCIA PER MANO DELLA POLIZIA. Proprio quando gli scontri sembravano quietarsi ecco che spunta un nuovo caso. Un ventisettenne a Marsiglia è stato ucciso dal colpo di un flash-ball sparato dalla polizia. Le indagini sono in corso, non si sa se sia stato un manifestante oppure un passante. Macron in allerta.
-IL SANGUE DELLA TERRA PROMESSA. Dopo aver provocato la morte di una decina di palestinesi, gli israeliani hanno subito un attentato a Tel Aviv che ha registrato otto feriti, rivendicato da Hamas. Miccia stavolta è stata l’operazione militare israelita in Cisgiordania che è terminata proprio oggi con il ritiro delle truppe. Cinque missili nel frattempo sono stati intercettati dagli ebrei. Quanto sangue ancora hanno deciso di sacrificare sull’altare della promessa?
-QUESTA NOTTE E’ LA NOTTE DELL’APOCALISSE? La situazione intorno alla centrale di Zaporizhzhia si fa rovente. I russi hanno dichiarato che Kiev, questa notte, tra il 5 e il 6 luglio, ha intenzione di bombardare la centrale con delle scorie radioattive. La notizia è smentita da Zelensky che rilancia: “I russi hanno messo degli ordigni sul tetto di Zaporizhzhia”, ordigni che non sarebbero dannosi, ma sufficienti per incolpare l’Ucraina. Ora, dove che sia la responsabilità, sembra che la centrale sia a tutti gli effetti pronta ad essere attaccata. Il destino dei popoli messo nelle mani di bambini. Sempre di oggi è la notizia che a marzo Xi Jinping avrebbe messo in guardia Putin sull’uso dell’atomica in Ucraina.
-CRISI AFRICANA IN TUNISIA. A Sfax, dove è presente una fortissima popolazione di migranti subsahariani, sono scoppiati gli scontri. Un residente tunisino è stato infatti ucciso da un migrante e sono scoppiate le violenze. Siamo ormai al terzo giorno e la città è in stato di allerta. I tunisini, galvanizzati da alcune frange della politica, chiedono l’espulsione dei migranti clandestini dal paese. Si parla apertamente di reti criminali e il governo ha dichiarato di non tollerare chi non rispetta le leggi. La violenza tra migranti e cittadini tunisini in realtà non sembra cosa nuova. La pericolosa dinamica Noi-Loro, che ci pare tutto veleno europeo (subiamo anche noi una bella dose di autocrocifissione indotta), sembra invece parte integrante di un problema più radicato nell’essere umano.
ITALIA
-MELONI, MISSIONE IN POLONIA. Il presidente vola a Varsavia per incontrare l’omologo Morawiecki che, con Orban, ha messo il veto sulla soluzione europea alle migrazioni sostenuta dall’Italia. Il fronte sovranista si è trovato spaccato all’interno, guarda caso, proprio quando si parla degli interessi comuni. Sovranità (nell’accezione maldestra di oggi) è incompatibile con comunità. Meloni tenta ora di rafforzare l’alleanza con i due paesi amici, nella speranza di tirare fuori una mediazione sul tema immigrazione. Anche Salvini si muove sul fronte esteri per provare a sbrogliare le posizioni di Forza Italia che insiste, a differenza di Lega e FdI, sul Partito Popolare.
SPORT
-WIMBLEDON, LA CARICA DEI DODICI. Oggi sui prati del torneo più prestigioso del tennis in campo ben dodici italiani. Gli occhi sono puntati sul recupero del derby tra Sonego e Berrettini, con il primo in vantaggio. Tempo permettendo sarà una giornata da 87 match. Partita di cartello, nonostante siamo ancora agli inizi, quella tra Tsitsipas e Thiem.
-QUARTA TAPPA, DOMINA PHILIPSEN. Vince in volata Philipsen su Ewan la lunga tappa Dax-Nogaro. Grande gara anche del fenomeno Van Der Poel. Il tour è però ancora lungo, soprattutto per riscattare le delusioni di Sagan e per migliorare la posizione di Cavendish.
-CALCIOMERCATO IN MOVIMENTO. Oggi arriverà in casa Milan il giovane Luka Romero a parametro zero. Dopo due anni di Lazio si parla un gran bene del giovane. Intanto l’Inter blocca Frattesi e piazza il colpo per il blocco italiano. Sempre da casa Sassuolo vuole pescare la Juve, interessata a Berardi, mentre i riflettori stringono sempre più su Milinkovic-Savic. Oggi i sorteggi per il nuovo campionato.
-ANCELOTTI BRASILE! L’allenatore italiano ha raggiunto un accordo con la Nazionale Brasiliana, sarà lui a guidare i verdeoro a partire dal giugno 2024.
L’AMARO

Dilaga in tutta Europa il terrore che le rivolte francesi degli ultimi giorni possano diffondersi come una pericolosa malattia. Ciò che spaventa è che la grande massa dei rivoltosi sono stati stranieri o di origine straniera. La grande paura della famigerata soluzione etnica, lo spauracchio degli spauracchi delle destre incapaci. Basta però dare un’occhiata più attenta, se uno vuole, per capire come e perché questo non avverrà, non certo con queste modalità e in questa dimensione. La Francia, uno dei più grandi ex-imperi coloniali della storia, ha da fare i conti con il suo passato. Fino al 1945 grandi frazioni di Africa e Asia erano sotto il controllo del tricolore. Poi, un po’ la riorganizzazione del mondo post-bellica, un po’ le guerre di indipendenza hanno portato la Francia a perdere tutti i suoi territori, fino a solo pochi decenni fa. Ultimo tassello fu l’Algeria con la quale il paese europeo combatté una vera e propria guerra. Secoli di colonialismo come inteso dagli europei nell’epoca moderna, e dunque ad, esempio, profondamente diverso da quello romano, hanno prodotto risentimento, pregiudizi e odio che hanno covato e sono maturati. Bisogna poi ricordare che le ultime guerre di indipendenza sono state combattute pochissimi decenni fa e molti sono ancora in vita per raccontarle. Il risentimento reciproco, unito al sistema economico che esaspera le differenze finanziarie, ha trasformato la Francia in una polveriera, per cui basta un nulla. Si metta nel calderone che la reazione francese è quella di aver visto un fenomenale avanzamento delle destre nostalgiche del fascismo, che ha radici solidissime nella storia dell’ultimo secolo nel paese. In sostanza, scindere la storia dall’interpretazione dell’attualità è stupido e porta a fraintendimenti. Non che mi aspetti di meglio dall’opinione pubblica. In Italia non ci sono basi storiche che reggano. La nostra contrapposizione è quella dinamica Noi-Loro connaturata all’essere umano, anch’essa esasperata dall’economia. La nostra è l’Italietta, non abbiate paura. Il nostro paese, nel bene e nel male, ha smesso da troppo tempo di essere il teatro della storia. Compratevi i pop-corn e continuate con la visione.
IL CONTO
“Gli uomini sono nati gli uni per gli altri. Ammaestrali dunque o sopportali”. Marco Aurelio

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