10 luglio 2023

MONDO

-IL TOUR EUROPEO DI BIDEN. Il presidente americano è arrivato ieri in Europa per il vertice Nato che si terrà a Vilnius. Oggi incontrerà Re Carlo, ma già si è profuso in dichiarazioni importanti. In particolare ha raffreddato assai gli entusiasmi per l’eventuale ingresso nell’Alleanza Atlantica all’Ucraina. Il paese ha infatti gli importanti veti di Turchia e Ungheria. In ballo resta invece l’ingresso della Svezia richiesto tempo fa. Il vertice ci sarà domani e dopodomani e il mondo resta in attesa.

-L’ATTACCO AL PONTE DI CRIMEA FU UCRAINO. Il governo di Kiev ammette per la prima volta la sua responsabilità, fin ora fortemente smentita, riguardo l’attacco al ponte che collega la Crimea con i territori russi. I fatti risalgono ormai all’ottobre di un anno fa. Nel frattempo la guerra continua senza sconti. Si registrano ancora importanti bombardamenti russi e gli ucraini avrebbero colpito una base russa a Melitopol.

-CRISI MISSILISTICA, LA MINACCIA DI MEDVEDEV. L’ex primo ministro russo non si distingue per la pacatezza dei toni. L’aria si surriscalda pericolosamente e puzza di atomico. I russi infatti stanno indagando sull’attacco missilistico cui sono stati vittima presso la centrale di Smolensk. Se fosse accertato che i missili lanciati sono provenienti dalla Nato, i russi sono pronti ad attaccare in massa diverse centrali nucleari dell’est Europa, a partire da quelle in Ucraina. Dello stesso avviso è anche la portavoce di Lavrov che parla apertamente di incidente nucleare.

-VIOLENZE E RIVOLTE, LA LOTTA ETNICA. O così i media occidentali sono interessati a far passare i violenti episodi che interessano Francia e USA. Si sta insinuando nei sotterranei una narrazione che vede contrapposti in una lotta fatale di sostituzione genti nere contro genti bianche. In USA, il paese perverso per eccellenza, questa mania ha raggiunto livelli psicotici, nei quali addirittura si parla di “necessità di eliminare l’uomo bianco”. Il problema è complesso e ha radici antiche delle quali la nostra civiltà ha la responsabilità. Ma la dialettica della lotta etnica è errata e non andrebbe percorsa con la leggerezza con la quale se ne sta parlando. In USA un nuovo caso di un poliziotto che sbatte a terra un’afroamericana incinta fa scoppiare proteste indignate e in Francia fa discutere l’arresto del fratello di Adama Traore.

-LA CAPITALE DEL SUDAN SOTTO ATTACCO. Continua la guerriglia civile in Sudan. Vicino alla capitale Khartoum un raid aereo ha ucciso ventidue persone e non si hanno notizie sui feriti.

ITALIA

-TRIPLICE ITALIA-SLOVENIA-CROAZIA. Oggi ad Ancona è in corso un incontro cruciale tra i tre paesi europei sulle questioni dei migranti, della connettività, del mare, dell’ambiente e della sicurezza interna. Il nostro paese tenta di rafforzare la sua posizione geopolitica naturale all’interno del Mediterraneo. In particolare però è il tema dei migranti ad interessare i paesi, o meglio, la lotta alle partenze e alla migrazione stessa. Più tardi, a Numana, raggiungerà i ministri esteri impegnati anche il corrispettivo austriaco. I movimenti sono giusti, i contenuti e i focus purtroppo errati.

SPORT

-ADDIO A LUIS SUAREZ. Ieri è morto il campione della grande Inter Luis Suarez, giocatore passato alla storia per il suo eclettismo e il ruolo nell’evoluzione del ruolo di regista moderno. Cordogli da ogni lato.

-WIMBLEDON AZZURRA. Nello slam più nobile del tennis, si fa risentire l’Italia dopo mesi di calo. Sinner, dopo aver battuto Galan, si qualifica ai quarti e oggi potrebbe raggiungerlo anche Berrettini. Il romano oggi dovrà affrontare il big match contro Alcaraz. Uno dei due dovrà incontrare poi il vincente tra Rune e Dimitrov. In gioco ci sono ancora fenomeni importanti come Tsitsipas e soprattutto l’indiscusso Djokovic.

-CALCIOMERCATO. Il Real vuole Mbappé gratis tra un anno, ma il PSG è impaziente. Il Napoli ha raggiunto l’accordo per il sostituto di Kim e pesca in oriente: Itakura. La Juve punta all’attaccante marocchino del Siviglia En Nesyri, mentre la visita di Pogba in Arabia accende speranze di mercato. Il Milan dopo l’arrivo di Pulisic vuole vendere, ma il mercato in uscita è complesso: out Origi, Rebic e Messias per prendere altri. In cima alla lista c’è sempre Morata. L’Inter si contende con i cugini il giocatore del Lille Djalo mentre continua la (francamente) imbarazzante querelle con il Chelsea per Lukaku.

L’AMARO

La più grande terapia dell’anima che mi sia capitato di sperimentare è sin ora quella di iniziare da zero a coltivare un piccolo orto. Imparare ad utilizzare la zappa, conoscere i bisogni e le esigenze delle diverse specie, mi sta proiettando su un’altra dimensione di senso. Che il mondo che stiamo vivendo sia una finzione diabolica è chiaro ed è banale anche ribadirlo. Incontrare però, faccia a faccia, la vita antica a cui erano costretti i nostri antenati spalanca prospettive diverse. Da una parte non posso non pensare a quanto le condizioni di vita siano migliorate, a quanto sia duro e snervante doversi occupare di quella fatica ogni giorno per garantirsi un misero pasto. Dall’altra però mi rendo conto per quali ritmi siamo nati. Siamo fatti per la lentezza, eppure siamo gettati in un mondo la cui velocità ci sfugge e ci sfibra. Siamo fatti per l’attesa e la pazienza, eppure siamo spinti nell’ingordigia più cieca dall’accumulo dell’ora e del qui. Siamo fatti per la cura, eppure ci hanno lasciato un mondo in cui la competizione è stata resa una virtù (Jean-Jacques dove sei?). Questo non significa voler santificare la natura, auspicare ad un ritorno al mito del buon selvaggio e dell’età pastorale dell’oro. Piuttosto però è un monito a non dimenticare quali sono le nostre origini. Siamo avvelenati dal virus della modernità, che ci ha illuso di essere quello che non siamo. E non vorrei essere frainteso: questo non è un maledetto discorso new-age in cui si paventa la prospettiva di camminare a piedi nudi sulla terra bagnata o di curarsi soltanto con la lavanda. Quelli sono dei miseri tentativi di un uomo moderno che non sa più come tornare a sé. Sto parlando della vera dimensione naturale, quella che passa per la pazienza, per la lentezza, per la custodia e sì, anche per la fatica, il sano lavoro di trasformazione di un pezzo di mondo.

IL CONTO

“Una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità”. Lev Tolstoj

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