13 luglio 2023

MONDO

-ZELENSKY FESTEGGIA SU VUOTE PROMESSE. E fa passare le promesse per una vittoria diplomatica schiacciante. Non può far altro, non ha nulla da perdere. La verità è che la Nato frena in maniera importante sull’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza perché le conseguenze di questo, nell’immediato sarebbero chiare. A Kiev tornano a farsi sentire le bombe, c’è stato almeno un morto.

-PARLAMENTO EUROPEO: ECCO LA LEGGE SULLA NATURA. Ieri è stata approvata, tra le esultanze, una legge speciale per la tutela della natura nel territorio UE. In particolare la legge mira a ripristinare almeno il 20% degli ecosistemi terrestri e marittimi entro il 2030. In un contesto nel quale l’80% degli ecosistemi europei è in cattive condizioni, questa è una vittoria da festeggiare? Senza leggi violente e coercitive nei confronti di un’economia che ci ha avvelenati e ci sta avvelenando, trascinandoci in un baratro mortale, questa è una vittoria da festeggiare? No, questi sono specchietti per le allodole di idioti benpensanti che hanno eretto, per la pulizia delle proprie coscienze, il Parlamento Europeo a tempio laico e pagano di espiazione dei peccati della loro genia.

-LA DEBOLEZZA INERME DELLE DEMOCRAZIE. Sempre l’UE lancia l’allarme. Dalla Libia le partenze di migranti sono aumentate del 600% solo nei primi mesi di quest’anno. E parte l’appello: “La guardia costiera libica deve rispettare gli accordi internazionali”. Ma quale guardia costiera e quale Libia? E quali accordi? Davvero il commissario UE degli affari interni è così ingenua e fuori dal mondo da non rendersi conto di cosa sta parlando quando si rivolge a quella caldera di malumori e disordini che è il Nord Africa, in maniera speciale la Libia del post-Gheddafi? Qui l’alternativa è tra malafede e inettitudine.

ITALIA

-LO SCONTRO SUL CASO DELMASTRO CONTINUA. Si estende anche al Consiglio superiore della Magistratura il caso che spacca la politica sull’imputazione coatta per Delmastro a seguito del caso Cospito. L’accusa di una frangia della magistratura all’altra, in sostanza, sarebbe quella di utilizzare il potere giudiziario per fare opposizione. Niente di nuovo insomma.

SPORT

-LE BRON SCIOGLIE LA RISERVA. Il campione NBA, da giorni al centro di speculazioni sull’ipotetica fine della sua carriera, ha finalmente parlato e ha annunciato che non ha intenzione di smettere.

-TOUR DE FRANCE, VINGEGAARD SEMPRE IN GIALLA. Continua a vestire la maglia più prestigiosa il danese, ma ieri Philipsen, in volata, si conferma un gigante.

-WIMBLEDON, LE FASI FINALI. Con la vittoria di Alcaraz sull’insopportabile Rune si definisce la prima semifinale del torneo. Giocherà lo spagnolo contro Medvedev, tra i favoriti.

-CALCIOMERCATO. Dal momento che qui si parla di sport, non darò più alcuna notizia relativa agli acquisti e al campionato degli stati canaglia arabi. Per il PSG, intreccio fatale tra Mbappé, Osihmen e Vlahovic. Per il Monza è pronto Carboni dall’Inter, mentre la neopromossa Cagliari si rinforza con Palomino. La Juve gioca al ribasso: tutti i suoi grandi sono potenzialmente in vendita… il bianconero è stato scambiato per quello dell’Udinese dalla società? Il Milan fa sul serio anche per il giovane talento Isaksen, ma prima sta cercando di vendere De Ketelaere. Onana per ora parte al raduno con l’Inter.

L’AMARO

Oggi è in atto lo sciopero dei treni e come da tradizione non posso esimermi a dire la mia, di nuovo, su questo tema. A me non interessa per quale motivo i lavoratori hanno deciso di scioperare, è irrilevante. Quello che ogni volta mi fa impazzire sono le modalità idiote con le quali è impostato questa baracconata che è diventato lo sciopero in Italia. A chi crea disagi lo sciopero? Ai comuni cittadini, ai milioni di lavoratori, non colpevoli per le malefatte del potere politico ed economico, che oltre ad essere vessati dalle condizioni da secondo mondo in cui il liberalismo sfrenato e la politica dei buzzurri ci hanno condotto, si ritrovano coinvolti da proteste che devono sorbirsi senza averlo meritato. Ma chi pensate di mobilitare ogni volta, amici dell’italietta? Pensate di suscitare una ribellione, una rivoluzione. Crescete, idioti, diventate adulti una buona volta, che se la rivoluzione non l’hanno fatta nel ’45, quando c’era la fame vera, niente da perdere e l’URSS, non la faremo di certo oggi né mai. In Francia (sorvolo sugli imbecilli che hanno trasformato lo slogan “tassare i ricchi” in una baracconata techno, nell’ennesimo pretesto per fare visualizzazioni e festa), su questo, non smettono di insegnare. La pressione sulle frange politiche ed economiche si crea attraverso azioni importanti che mirino direttamente alle stesse compagini politiche ed economiche. La manifestazioncina con i fischietti e i cartelloni da quinta elementare al Circo Massimo o sulla Statale 76 o davanti alla Sede della Paninoteca di Gigi non fanno pressione nemmeno sull’erba che calpestate. Anzi, non fate altro che acuire la lotta tra poveri, l’intontimento dei prolet.

IL CONTO

“Lo sciopero è un momento di lotta e la lotta non è mai un momento gioioso”. Fassino. Siate maledetti tutti, mi fate citare Fassino. Vi odio.

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