21 luglio 2023

MONDO

-ESERCITAZIONI MILITARI NEL MAR NERO. NUOVE DAL FRONTE. La flotta russa si muove nel grande bacino dove è tornato il blocco totale, anche sul grano. Mosca fa sapere che ogni natante sarà considerato “potenziale nave militare” e quindi prontamente attaccato. Nel frattempo l’Ucraina ha cominciato ad utilizzare le bombe a grappolo sulle trincee russe, nel tentativo di rallentare l’offensiva. Per quel che riguarda la politica interna, la Russia chiede vent’anni di carcere per Navalny, il più grande oppositore di Putin che continua a definire questa guerra “ridicola”.

-MAI STATI UNITI. Negli USA, da inizio anno, è stata eseguita la quattordicesima condanna a morte e un altro detenuto è già in attesa. Cannon, di 51 anni, ucciso ieri con un’iniezione letale, era stato arrestato trent’anni fa per omicidio. Un’ennesima volta da quel paese malato viene una lezione di anticiviltà.

-FALSI SORRISI E PUGNALATE NASCOSTE. Davanti alle telecamere gli alti rappresentanti di Cina e Stati Uniti si accarezzano e danno a tutti garanzie di stabilità. E poi ogni tanto si alza un po’ di polvere dal tappeto, rivelando un mare putrescente. Secondo il Wall Street Journal alcuni hacker al soldo della Cina avrebbero violato le mail dell’ambasciatore americano. Sarebbe, se confermato, una violazione davvero grave, un’attacco di vero e proprio spionaggio d’altri tempi. Noi siamo nelle mani di questi.

ITALIA

-UN ANNO FA LA FINE DI DRAGHI. Mentre la politica estiva sonnecchia, ricordiamo che un anno fa cadde il governo Draghi. Sembra ormai una vita fa. Sono cambiate molte cose in questi 365 giorni, eppure tutto è rimasto strutturalmente identico, incastrato in un granitico monolite.

-CALMIERE AI PREZZI, SI LAVORA. Il governo sta studiando dei possibili calmieri ai prezzi ormai alle stelle anche a causa dell’inflazione. Anche. C’è la consapevolezza, almeno quello, che queste misure sono soltanto un fragile tappabuchi e che la vera sfida e far rientrare l’asticella impazzita dell’inflazione. In esame anche i prezzi dei voli, diventati da qualche mese completamente insostenibili per la famiglia media.

SPORT

-TOUR IN TESTA SEMPRE VINGEGAARD. Il danese non molla e resta saldamente in cima alla classifica del Tour.

-JACOBS PUNTA AI MONDIALI. Il campione italiano per ora ha dichiarato che non parteciperà a nessuna competizione fino ai mondiali. Tornerà quello di due anni fa?

-CALCIOMERCATO. Arthur ci riprova da Firenze, metà del suo ingaggio lo pagherà la Juventus per quest’anno, poi si vedrà. Il Bologna continua a premere su Bernardeschi, insoddisfatto al Toronto. Sembrava fatta per Sommer all’Inter ma il Bayern dice di no. Dal fronte Juve sembra farsi sempre più concreta l’opzione Kessie.

L’AMARO

Gira un video sulla rete in cui ci viene mostrato quanto siamo fortunati ad essere nati in Italia. Non ve la faccio lunga, è vero, nascere qui è una fortuna. E lo sarebbe ancora di più se non esistesse una categoria molto problematica che infesta il nostro paese da molto tempo e non se ne trova una cura: gli italiani. L’amaro di oggi non ha bisogno di considerazioni, bastano alcuni numeri. Sono andato a cercare la differenza delle retribuzioni tra il nostro paese e gli altri. Mettetevi comodi, mi raccomando, soprattutto con questo caldo. In Italia lo stipendio medio è di 34.855 euro annui (si parla al lordo), ma non facciamoci ingannare dalle medie. La maggioranza degli italiani si attesta sui 15.000 euro annui. Considerando l’inflazione superiore all’8% possiamo dire che gli stipendi (dati del 2022) sono più bassi rispetto agli anni precedenti. In Europa, peggio di noi troviamo soltanto Spagna, Grecia, Portogallo, Lituania e i paesi del Baltico. Impossibile il paragone con la Germania, con la Svizzera o con gli USA. Nello storico la prospettiva è ancora peggiore. Nel nostro paese non si vedono aumenti degli stipendi da trent’anni. Se facciamo riferimento al potere d’acquisto allora siamo nel dramma. Nel solo 2023 si è ridotto mediamente il potere d’acquisto del 60% per ogni italiano, sommando tutti gli aumenti e l’inflazione. I dati grezzi sugli stipendi sono ancora più bugiardi allora perché il cuore è esattamente qui. Significa che una famiglia italiana, pur con reddito dignitoso, è più povera di più della metà rispetto all’anno precedente perché la sua posizione sul mercato (quello reale) è dimezzata. La fascia più povera di tutte in assoluto è costituita dal famoso “futuro”, dai giovani post-studio, seguita da alcuni pensionati e da coloro che sono compresi tra i 35 e i 54 anni. Buona giornata.

IL CONTO

“Ho una tale sfiducia nel futuro che faccio i miei progetti per il passato”. Ennio Flaiano

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