MONDO
-ELEZIONI IN SPAGNA, VINCE IL PARTITO POPOLARE. Il partito di Feijoò vince le elezioni, ma la destra è lontana dall’avere una maggioranza. Il partito socialista dell’uscente Sanchez tiene inaspettatamente dietro ai popolari. Un crollo importante lo ha visto Vox, il partito di estrema destra che vede le sue preferenze dimezzate. La situazione resta molto instabile. Sanchez potrebbe provare a formare una nuova maggioranza con altri partiti minori, ma la situazione è assai difficile. Anche a destra si rischia lo stallo e l’ipotesi di nuove elezioni non è così fuori luogo.
-LA GRECIA VA A FUOCO. Nell’Ellade si registrano incendi su tutto il territorio. Si parla di 2500 persone evacuate a causa della distruzione operata dalle fiamme che il forte vento caldo sta alimentando. A soffrire particolarmente è l’isola di Corfù.
-NUOVE DAL FRONTE ORIENTALE. Zelensky torna a fare pressione sulla Nato. Dice di aver bisogno di un vero scudo aereo e insiste sull’invio di altri armamenti. Nella giornata di ieri la città di Odessa è stata nuovamente colpita. Anche la sua cattedrale, patrimonio UNESCO è stata oggetto di bombardamenti e ha subito parecchi danni. Secondo quanto riportato dai russi, sarebbe stato sventato un nuovo attacco di droni ucraini contro la capitale Mosca.
-LO SPETTRO DEL ’39. Lukashenko, incontrando Putin, si lamenta dell’armata Wagner. Le sue parole sono allarmanti. Secondo il presidente bielorusso, i mercenari starebbero premendo per marciare contro Varsavia, lanciando quindi un’offensiva verso la Polonia, paese europeo e membro Nato. Putin però ha ricevuto le sue garanzie: per ora i mercenari devono restare in Bielorussia.
ITALIA
-CONFERENZA INTERNAZIONALE DI ROMA, PROVE DI STORIA. L’evento, in atto alla Farnesina, ha sicuramente una valenza geopolitica essenziale, quantomeno in prospettiva. Sono presenti i leader di quasi tutti i paesi del Sud Mediterraneo, del Medio Oriente, del Golfo, degli USA e alcuni membri del Corno d’Africa. Insomma, dopo un anno di incontri testa a testa, l’Italia fa le prove per tornare ad essere il centro pulsante del Mediterraneo, da troppi secoli relegato a periferia. Meloni vuole presentare il nostro paese come un ponte tra Africa, Europa e Medioriente, ma allo stesso tempo arriva una chiusura netta nei confronti dell’immigrazione irregolare che il presidente vorrebbe fermare totalmente. La strategia dell’Italia è quella di diventare il partner europeo privilegiato del continente africano, incrementando gli scambi e le importazioni commerciali, stroncando quelli tra persone. Politicamente e storicamente potrebbe essere un primo passo importante verso nuovi sviluppi interessanti, ma va utilizzato con quella saggezza che non si vede oggi tra i reggitori del potere politico ed economico.
SPORT
-MONDIALI PALLANUOTO, L’ITALIA IN SEMIFINALE. La squadra femminile batte i campioni in carica degli USA e vede il traguardo.
-SI CONCLUDE IL TOUR DE FRANCE. Si riaccende l’entusiasmo per il ciclismo, in una generazione che vede nuovi campioni. Vince il danese Vingegaard che ha fatto un tour eccezionale, secondo Pogacar con uno svantaggio di sette minuti. La maglia verde se l’aggiudica invece Philipsen con netto distacco. Grande soddisfazione italiana per Giulio Ciccone che si aggiudica la maglia a pois. Maglia bianca del miglior giovane all’indiscutibile Pogacar.
-CALCIOMERCATO. Da Torino arriva l’ufficialità: ecco Tameze dal Verona. Icardi torna definitivamente al Galatasaray per 10 milioni. La Lazio spinge per il giovane Zakahryan del Dinamo Mosca, mezz’ala del 2003. I biancocelesti in lizza anche per Hudson-Odoi, ottimo esterno del Chelsea. A Cagliari è arrivato Shomurodov. Forse è la settimana decisiva per Chukwueze al Milan. Si tratta ancora invece per Sommer-Inter.
-DIAMOND LEAGUE ATLETICA, OTTIMA ITALIA. Iapichino vince nel salto in lungo e si conferma tra le atlete più in forma del momento. Battocletti realizza invece il record italiano sulla 5×1000 a soli 23 anni. Il record durava dal 1996.
L’AMARO
Quando oggi, sulla scia di quei pervertiti di americani, si portano avanti delle battaglie sociali o politiche, lo si fa in una maniera così fastidiosa, indegna e ignorante che mi fa tremare le mani. Mi fa venire voglia di diventare il più grande e becero oppositore. Qualche giorno fa, degli attivisti del clima, hanno circondato la statua di Montanelli, sì sempre quella che era già stata imbrattata, con dei nastri. Il grande giornalista italiano era accusato di rappresentare la “cultura della crescita infinita eccetera eccetera, (aggiungete voi banalità sessantottine da centri sociali)”. A difendere Montanelli sul Corriere della Sera ieri era Gian Antonio Stella. Adesso, se vogliamo dire che Stella è anche solo vagamente di destra io mi arrendo. Montanelli è stato un conservatore, facciamo la pace con questo. Perché un conservatore come Montanelli è incommensurabilmente più avanzato e utile alla società di questi quattro o cinque attivisti imbecilli odierni la cui unica fonte di conoscenza e informazione sono i meme del Superuovo su Instagram. Stella, raccoglie diverse citazioni tratte da vecchi articoli di Montanelli in cui, assolutamente pro-tempore, il giornalista si batteva fortemente per la causa ambientale e attaccava con crudezza l’industria petrolchimica e la furia inquinante del capitalismo moderno. Quindi attaccare Montanelli come simbolo anti-ambientalista, è come attaccare Pertini per essere stato un repubblichino fascista. Ma per forza oggi tutte le battaglie sociali diventano circo e cabaret: sono portate avanti da pagliacci alla maniera dei guitti. Questo non fa che produrre gli effetti esattamente opposti. Un tempo non esistevano battaglie senza intellettuali che le guidassero. Una battaglia senza studio, cultura e ragione diventa cieca negazione, un muoversi al buio in nome di una vaga idea di giustizia.
IL CONTO
Ridono di me perché io sono diverso. Rido di loro perché sono tutti uguali. (Kurt Cobain)

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