MONDO
-NUOVE DAL FRONTE ORIENTALE. La guerra prosegue con costanza nel Mar Nero, dove i russi hanno affondato due motovedette ucraine. Nel nord del paese invece vige una calma surreale, ben bilanciata dalle distruzioni operate nel Donbass e nella striscia a sud. L’impressione di Kiev è che Mosca voglia istituire una zona cuscinetto tra i propri territori e l’area d’influenza della Nato. Intanto, all’incontro del Brics parla anche Putin tramite video e anche lui si allinea sulla proposta di abbandonare il dollaro come valuta.
-TRUMP VERSO L’ARRESTO, IL PIANO. Domani l’ex presidente sarà ad Atlanta per essere arrestato dal procuratore Fai Willis. Trump continua a schernirsi, ma la giustizia sembra averlo colto tra capo e collo. I repubblicani fedeli all’ex presidente stanno cercando di far gruppo su un nuovo nome, il governatore uscente della Virginia Youngkin. Oggi gli altri candidati repubblicani si affronteranno in un dibattito televisivo in vista delle ormai prossime primarie. Trump punta tutto sull’ipotesi di una grazia.
-TUTTI CONTRO TOKYO, DOMANI IN MARE LE ACQUE DI FUKUSHIMA. Da domani le acque contaminate, dopo il disastro di dodici anni fa alla centrale nucleare, saranno rilasciate gradualmente nel fondo dell’oceano. Secondo le autorità internazionali la carica radioattiva e tossica non raggiunge i livelli di pericolo per l’uomo e per l’ambiente, ma i paesi del mondo sono assai scettici e qualcuno sfrutta l’occasione per attaccare il Giappone. Su tutti la Cina che accusa il paese di essere “egoista e irresponsabile”.
-INSTABILITA’ SPAGNOLA, FATICA PER IL GOVERNO. Re Filippo ha incaricato il leader del Partito Popolare Feijòo, ma i numeri a destra sembrano non giocare dalla sua parte. L’uscente Sanchez, socialista, si dichiara invece pronto a trovare una maggioranza. Per ora la palla resta ai popolari, in attesa di capire cosa faranno i neo fascisti di Vox.
-IN GRECIA BRUCIANO MIGRANTI. Nei terribili incendi che stanno colpendo i boschi della Grecia sono morti ventisei migranti. Fuggiti nei boschi per salvarsi dalle fiamme, hanno trovato lì la loro lenta e terribile fine.
ITALIA
-QUANTO COSTI, MELONI? La manovra di bilancio proposta dal governo Meloni si aggira attorno ai 35 miliardi. Sono tanti, ma sembrano bazzecole rispetto alle cifre raggiunte dai governi Conte, che avevano toccato punte di 47. In particolare servono soldi per il Ponte sullo Stretto, per andare in pensione a quota 41 (3,7 miliardi), per la riforma del fisco e degli stipendi (10 miliardi), per la sanità (4 miliardi) e per scuola e pubblica amministrazione. Al momento però non è chiaro come il governo possa trovare i soldi. Quello che è certo è che, dopo il taglio dei fondi ai ministeri, che ha raggiunto la cifra di un miliardo e 200 milioni, è previsto un ulteriore sfoltimento di 300 milioni.
-ACCOGLIENZA MIGRANTI AL COLLASSO, IL FALLIMENTO DI ANNI. Pensavo, o almeno così dicevano loro, che la pacchia fosse finita. E invece… invece gli sbarchi sono già raddoppiati rispetto al totale dell’anno scorso, e siamo poco oltre metà anno. Siamo a quota 105 mila migranti e i centri di accoglienza sono al collasso. Colpisce anche il dato demografico che descrive questi migranti. Sono quasi tutti ragazzini che restano bloccati in centri sempre più affollati. Sappiamo bene poi che quando lo Stato lascia i buchi, questi vengono riempiti dalle mafie. Insomma, la situazione è grave e oltre il punto di collasso. Il governo, che prima di essere eletto faceva della lotta all’immigrazione il suo fiore all’occhiello, è inerme. Qui si pagano, sulla pelle delle persone, anni e anni di noncuranza.
SPORT
-TAMBERI ORO. Ai mondiali di atletica, l’atleta marchigiano vince l’oro nel salto in alto, raggiungendo quota 2 metri e 36 centimetri.
-GRAVINA CONTRO MANCINI. Il peggior leader che la Federcalcio abbia mai visto, un uomo che col potere subdolo piace avere a che fare, si scaglia contro Mancini per le sue improvvise dimissioni. E i suoi toni, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, sono quasi da minaccia: “noi sappiamo qual è la verità”.
L’AMARO
Quello che chiameremo provvisoriamente “neo-fascismo” sta rialzando la testa. Molti, ben più a destra della destra, sono poco soddisfatti del governo più conservatore della storia repubblicana. Ora si stanno riorganizzando. Primo su tutti Gianni Alemanno, in rotta con Fratelli d’Italia, che con il Manifesto di Orvieto, città storica della destra sociale, ha lanciato il Forum dell’Indipendenza italiana, movimento di raccordo di circa quaranta realtà di destra, “ma non quella estrema, con loro non abbiamo nulla a che fare”. Dicono. Il Forum lancia la sfida al governo: “Non abbiamo deciso ancora se fare una lista. Dipende da quello che farà Meloni in autunno”. I punti cardinali sono chiari: no al servilismo verso gli Usa, no alla guerra, no a una politica liberista, no all’Europa impostata in questo modo, no all’abolizione del reddito di cittadinanza, sì al salario minimo. No, non è il programma di Potere al Popolo, ma di un polo di ultra-destra. Che strana somiglianza, vero? Il problema è che di fronte al fallimento delle democrazie liberali la risposta delle radicalizzazioni è sempre assai simile. Il potere non vuole vuoti e non conosce mezze misure. A maggior ragione questo in un mondo nel quale ogni visione del mondo è morta e sepolta dietro un bieco cinismo da bar, l’oppio dei popoli con cui il capitale finanziario annacqua le nostre menti. Quando manca la visione del mondo, o peggio, quando le uniche disponibili sono oramai dei fossili ideologici anacronistici, inapplicabili alla nostra realtà attuale, sale la frustrazione, la rabbia e le visioni del mondo si fanno banali, semplici e per questo ancora più vuote e pericolose. E finiscono per somigliarsi.
IL CONTO
“Dicesi liberale chi non capisce che sta sacrificando la libertà se non quando è troppo tardi per salvarla”. Nicolas Gomez Davila

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