MONDO
-MORTO PRIGOZHIN, ABBATTUTO L’AEREO. Sono pochi ormai quelli ad avere dubbi: il jet privato partito da Mosca e diretto a San Pietroburgo, su cui volava il capo della Wagner Prigozhin e il suo vice, è stato abbattuto dalla Russia. L’ex fedelissimo di Putin ha pagato il tentato colpo di stato di qualche tempo fa. Sui suoi canali la Wagner giura vendetta, ma la situazione è complessa. L’armata potrebbe anche mettersi al servizio di Putin attraverso comandanti più vicini allo zar. Prigozhin è solo l’ultimo di una lunga serie di oppositori che sono caduti di fronte al presidente russo.
-OGGI L’ARRESTO DI TRUMP. L’ex presidente sfrutta in suo favore anche il decisivo arresto di oggi. Ha concordato con le autorità la sua consegna in Georgia nel tardo pomeriggio, così da poter trasmettere in prima serata il suo show di auto-vittimizzazione. Proprio ieri quando i candidati repubblicani, suoi contendenti alle primarie, si sono sfidati nel confronto tv. Le attenzioni di tutti saranno però presto concentrate sull’ultima, si spera, pagliacciata del magnate americano. Purtroppo però Trump pagherà immediatamente la pesante cauzione e dunque non sconterà al momento alcuna detenzione.
-INDIANI SU MARTE. Non è il nuovo film di Guzzanti, ma quello che è accaduto ieri. Con la missione Chandrayaan-3, l’India, che qualche ingenuo si ostina a considerare ancora “paese emergente”, ha raggiunto la Luna con il suo rover che dovrà studiare l’ambiente, nel polo sud, in cui costruire una base stabile. Domani, inoltre, partirà anche una nuova missione verso il nostro satellite guidata dal Giappone.
ITALIA
-NUOVE REGOLE EUROPEE DI BILANCIO, L’ITALIA E LE ALLEANZE. Bruxelles fa muro sulla regola che prevede, nei bilanci nazionali, un deficit entro il 3% del P.I.L.. Nei lavori per il patto di stabilità, l’Italia si dice preoccupata. Il nostro paese, insieme alla Polonia e agli stati baltici, chiede che vi sia più flessibilità nei margini di bilancio. In particolare sono due le spese che l’Italia chiede di non contare nel debito: quelle per l’ambiente e quelle per il riarmo. Sono vivi i colloqui con la Spagna e la Francia, dopo i no categorici dei tedeschi, per allargare il fronte.
-SI ACCENDE LO SCONTRO POLITICO, PRIMA PROVA. Le europee si avvicinano e al ritorno agostano dalle ferie ecco che i protagonisti della nostra disgraziata “politica” ricominciano a farsi sentire. Tastano il terreno per l’inizio della campagna elettorale. In questo modo si consuma il grande scontro tra PD e il blocco di destra. A Schlein hanno cambiato il disco che ripeteva a spron battuto “Fashisti!”: si era rotto. Così attacca Meloni sulle politiche relative all’immigrazione e parte il nuovo disco: “Disumani!” e anzi, dice “Non avevano promesso che avrebbero chiuso i porti?” Almeno di questo cara Elly dovresti essere felice, no?. E Meloni controbatte invocando il realismo. Su un altro fronte, alle continue e sacrosante richieste di fondi da parte di Bonaccini per l’alluvione dell’Emilia Romagna, Tajani risponde: “Basta polemiche”. No, Tajani, un’ennesima volta sbagli. Sono anche troppo poche, perché sono passati più di novanta giorni. Non è come il terremoto del 16, la cui ricostruzione è solo un miraggio. Stavolta c’è un unico e solo governo responsabile dei ritardi. Quello loro.
SPORT
-COMINCIA L’EUROPA PER LA FIORENTINA. Italiano farebbe bene a sfruttare questa occasione in Conference. Non tutti gli anni le squadre italiane possono sperare di fare passi in avanti in Europa perché la Juve non è amica di Ceferin. In bocca al lupo contro il Rapid Vienna.
-ARBITRI: ADDIO AL DIVIETO TERRITORIALE. Parlano di norma da medioevo. Fatto sta che fino ad oggi un arbitro non poteva dirigere la squadra della città in cui abita o lavora. Da oggi questo è possibile. Il primo arbitro sarà Doveri, della sezione di Roma, che arbitrerà Roma-Verona. Ho fiducia. Siamo una nazione così intelligente e per nulla faziosa.
L’AMARO
Qui sulla Terra sprechiamo un ammontare considerevole di energie per questioni assolutamente autodistruttive e futili. Questa nostra maniera di organizzare il vivere insieme invade anche ambiti che dovrebbero rimanere puri rispetto al corso delle cose, su tutte la scienza. Ma scienza e guerra vanno a braccetto e capita così che le ricerche di un paese non siano condivise con un altro per il timore che possa ritorcersi contro. Eppure a me fa ribrezzo continuare a sentire di missioni spaziali territoriali, Nasa, Esa, varie associazioni spaziali asiatiche eccetera. Se c’è un luogo in cui deve fortemente essere istituita una salda comunità internazionale questo è il regno della scienza e della ricerca. Un unica comunità di scienziati, provenienti da tutto il mondo in cui studiare e ricercare da apolidi. Perché la sfida che ci pone innanzi l’Universo è la sfida che qui sulla Terra sta tornando con violenza contro di noi: la sopravvivenza. Solo le menti unite di tutta l’umanità possono essere in grado di spingere la nostra specie oltre i limiti di questo pianeta. Replicare le nostre stupide divisioni territoriali anche nello spazio oltre la Terra è un primo e idiotissimo passo verso l’abisso del nulla.
IL CONTO
“L’Universo non sarebbe granché se non fosse la casa delle persone che ami”. Stephen Hawking

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