31 agosto 2023

MONDO

-NUOVE DAL FRONTE OCCIDENTALE. La guerra si fa ancora più sanguinolenta e i fronti si aprono. Ieri sono stati abbattuti due elicotteri ucraini nel Donbass, ma Kiev ormai è ben armata. Sempre nella giornata di ieri l’Ucraina ha attaccato la Russia con un massiccio comparto di droni. Non si ferma poi la corsa agli armamenti dei vari alleati. La Germania sembra aver sciolto ogni dubbio iniziale sull’invio dei carri Leopard e ne invia altri dieci. Scende sullo scacchiere anche il despota nord coreano Kim con la decisione di inviare armi in sostegno della Russia. Sempre Mosca ha cominciato ad armare i sommergibili nucleari con nuovi missili Zircon, testate atomiche così veloci da sfuggire ai radar.

-COLPO DI STATO IN GABON, L’AFRICA NELLA POLVERE. Qualche giorno fa si erano svolte le elezioni nel paese, ma il nuovo presidente è stato rovesciato dai militari che hanno nominato leader provvisorio il generale Nguema. I militari hanno sciolto tutte le istituzioni della Repubblica e hanno insediato il regime marziale e la chiusura delle frontiere. A differenza di quanto accaduto in Niger o nel Mali, i ribelli non sono guidati da spirito anti-francese, ma dall’odio verso un sistema politico che da decenni era nelle mani dello stesso nucleo di potere. Più che l’Occidente, questa volta ha alzato le antenne la Cina, che nel Gabon ha molti interessi. Il paese africano è infatti ricco di petrolio e possiede diverse risorse cruciali come metano, carbone e uranio.

-LA PRIMA MOSSA E’ DEGLI USA, INVIATI AIUTI A TAIWAN. Non è affatto sorprendente. Un’ennesima volta sono gli statunitensi a lanciare la miccia. Per la prima volta il congresso ha dato il via libera a degli aiuti militari all’isola di Taiwan. Questo avviene nonostante formalmente gli USA abbiano riconosciuto soltanto la Cina come paese indipendente e ufficialmente l’isola è una regione secessionista. Il colosso asiatico non ha preso bene questa notizia, ma ancora non si hanno nuove sulle possibili ripercussioni su questo ennesimo caldissimo fronte.

ITALIA

-L’AGENDA DI GOVERNO, APPROFONDIAMO. Lo si annuncia da tempo, sarà un autunno densissimo. Vediamo nel dettaglio cosa bolle in pentola. La prima scadenza sarà il 27 settembre, entro la quale il governo deve inviare a Bruxelles l’aggiornamento delle stime economiche che poi dovrà tramutarsi in bilancio. Uno degli obiettivi sarà il taglio del cuneo fiscale, si punta al 7% per il quale servono dieci miliardi. Verrà poi la riforma del fisco che prevede: modifiche delle aliquote Irpef, il concordato per i lavoratori autonomi, una sforbiciata sugli sconti fiscali e una imposta minima per le multinazionali. Sempre con l’arrossarsi delle foglie, il Parlamento s’infiammerà ancora sul salario minimo, ormai in agenda. Ulteriore grande sfida è la riforma delle pensioni. Per ora si pensa di mantenere quota 103, che costerà quattordici miliardi, ma l’obiettivo forte della Lega è quota 41. Altro terreno di scontro sarà il DL Omnibus, ossia quel grande contenitore di norme che tanto ha fatto discutere, dalla tassa alle banche sugli extraprofitti fino alle misure contro il caro vita. Tutto andrà rimesso in discussione. Si parlerà ancora della riforma della giustizia voluta da Nordio e tornerà in auge il discorso sull’autonomia differenziata per le regioni fortemente spinta da Calderoli. Altri due importanti argomenti sono quello dei migranti, per cui l’Italia è attivissima in Europa e quello dell’energia in vista dell’inverno.

L’AMARO

Aveva fatto tanto discutere la campagna pubblicitaria di Santanché in cui la Venere di Botticelli ritagliata con lo strumento di Paint era stata incollata sulle immagini da cartolina migliori del nostro paese. Un lavoro del valore di 10 euro pagato milioni. Poi il silenzio, la Venere era scomparsa. Fino a ieri quando si è rifatta viva e ha pubblicato scusandosi per il silenzio. Un caso da far ingolosire psichiatri e sociologhi. Oggi l’Amaro sarà breve perché troppo fiele avvelena anche gli animi più temprati. Il problema più terribile di questa faccenda, il vero specchio distorto di questa maledetta nostra società, è che invece di fare dei nostri influencer dei Botticelli, abbiamo reso parte di un suo dipinto una copia idiota della già idiota Ferragni. Un meraviglioso appiattimento, istupidimento e banalizzazione del patrimonio più prezioso che possediamo.

IL CONTO

“Non c’è nulla di così umiliante come vedere gli idioti riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti”. Gustave Flaubert

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