MONDO
-FRONTE MEDIORIENTALE. LA SITUAZIONE Sia questa notte che nelle prime ore del mattino, i bombardamenti israeliani non si fermano. In un raid è stato anche ucciso il leader delle brigate Al-Qassam, milizie di sostegno ad Hamas. Il Libano sta organizzando il contrattacco. Nel frattempo il ministro degli esteri iraniano è arrivato in Siria. Ieri l’ayatollah Khamenei ha attaccato duramente Israele e Stati Uniti, assicurando che l’Iran adempirà a qualsiasi dovere contro lo stato di Tel Aviv. Nel frattempo gli USA si sono espressi e hanno intimato a Israele di non colpire i pozzi petroliferi dell’Iran. Trump invece incita Netanyahu: “colpite i siti nucleari dell’Iran”.
-IL VECCHIO E IL MALE. Nel cuore dei democratici americani si è insinuato un dubbio, reso noto da Biden: e se Netanyahu stesse ignorando gli appelli del presidente americano per favorire Trump e influenzare le imminenti elezioni? Biden afferma che non ci crede molto, ma la caccia all’alibi da parte democratica è ulteriore sintomo di debolezza interna e di scarsa autoconsiderazione.
-NUOVE DAL FRONTE UCRAINO. Con una mossa a sorpresa i russi hanno rivolto il loro attacco su Kupiansk rispetto che su Pokrovsk, distante solo 7 km dal fronte. L’avanzata russa nel Donbass prosegue. Nella notte l’Ucraina ci riprova: sono stati lanciati 10 droni su tre regioni russe, tutti abbattuti. In questa situazione la Polonia ha cominciato, su iniziativa del consolato ucraino, ha iniziato il reclutamento di volontari ucraini residenti in Polonia che saranno addestrati da Varsavia.
ITALIA
-TAJANI PREPARA L’ORTO. Dopo le affermazioni di Giorgetti, che aveva richiesto sacrifici da parte di tutti, Tajani ha fatto sentire la sua voce: “Finché saremo noi al governo non ci saranno nuove tasse per gli italiani”. Suona tanto di novello “Avete capito?”. Magari non ci saranno nuove tasse, ma chi ci garantisce che non aumenteranno quelle vecchie? In ogni caso le dichiarazioni di un sempre più giolittiano Tajani paiono confermare un’impressione: il vecchio berlusconiano mira al Quirinale.
L’AMARO
La sorpresa, negli ovetti Kinder, ce la mette letteralmente Ferrero. La famiglia più ricca d’Italia, secondo un’inchiesta, avrebbe affidato nel tempo il 90% della sua produzione a cooperative che pagano gli operai soltanto 5 euro l’ora. Letteralmente costa di più qualsiasi confezione di cioccolatini Ferrero piuttosto che un’ora di lavoro dei suoi dipendenti di linea. Affidando il lavoro a delle cooperative esterne, il colosso dei dolciumi evita così di applicare il favorevole contratto agroalimentare alla maggior parte dei suoi lavoratori. Questa buffa storia valga come una perfetta metafora del sistema economico in cui siamo impantanati: morte, mancanza di dignità, sfruttamento, ben confezionati in un involucro di dolcezza e di vuote battaglie sui diritti. La famiglia più ricca d’Italia.
IL CONTO
“Quando un uomo ti dice che è diventato ricco grazie al duro lavoro, chiedigli: di chi?” – Don Marquis

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