MONDO
-FRONTE MEDIORIENTALE: UN ANNO DI GUERRA. Un anno fa veniva sferrato l’attacco di Hamas a Israele che ha determinato lo scoppio del conflitto che in questi giorni fa acuendosi. Univoche le condanne dei governanti occidentali all’organizzazione terroristiche. Hezbollah nel Libano afferma che “Israele è un cancro che deve essere eliminato” e annuncia il combattimento a oltranza. Lo stesso Khamenei dall’Iran annuncia in un comunicato scritto in ebraico, che l’attacco del 7 ottobre ha riportato Israele a 70 anni fa. In Israele i familiari degli ostaggi ancora in vita fanno suonare una sirena fuori casa di Netanyahu. Nel frattempo Biden ha lanciato il programma: “non ci arrenderemo finché i rapiti non saranno liberi”, confermando il sostegno condizionato a Israele che, in un anno, è costato 17,9 miliardi di dollari. Nel frattempo le violenze non si fermano. A Beersheba un attacco terroristico ha provocato una vittima e otto feriti, mentre a Jaffa è morto anche un italiano.
-LA FRAGILITA’ DEL GIGANTE. Il Cremlino ha annunciato che la tv di stato russa è stata oggetto di un attacco hacker senza precedenti. Nessun danno significativo sarebbe stato registrato, ma ciò mette alla berlina la fragilità delle infrastrutture digitali russe.
-SAIED VERSO LA STRETTA AUTORITARIA? Le elezioni in Tunisia darebbero, secondo gli exit poll, vincente in misura schiacciante il presidente della repubblica uscente Saied, già al potere dal 2019. Il giurista tunisino si era già reso protagonista nel 2021, in occasione della pandemia, di quello che molti hanno letto come un colpo di stato, sciogliendo le camere e governando di proprio arbitrio. Oggi annuncia, in un bagno di folla, che ripulirà il paese da corrotti e cospiratori. A fare le spese di questa politica, che ha come obiettivo quello di porre il corano come fonte del diritto, sono Zimmel, già condannato sei giorni fa a dodici anni di prigione e Maghzaoui, leader della sinistra panaraba e ammiratore del brasiliano Lula. L’ombra dell’islam in Nordafrica è ancora lunga.
-IL PAPA CREA NUOVI VENTUNO CARDINALI. Di questi ben diciotto hanno diritto di voto in un futuro Conclave. Tutti i continenti sono ben rappresentati.
ITALIA
-LA SANTA ALLEANZA DEGLI IMBECILLI. Nell’assemblea leghista di Pontida un Salvini in delirio papista annuncia, davanti ai sovranisti di Ungheria (Orban), di Austria e dei Paesi Bassi, la “santa alleanza dei popoli europei, sul sacro suolo padano”. E’ stata ribadito un programma fortemente sovranista e soprattutto si è ribadita l’assoluta priorità alla legge criminale sull’autonomia differenziata, legatasi al nome di Calderoli. Eminenti leghisti sono stati visti con magliette che gridavano: “L’Italia non è una e non lo sarà mai”. Ma tutti li supera forse Zaia, il governatore del Veneto che afferma: “Per me la patria è solo il Veneto, non c’è altro”. La verità è che non sono mai cambiati. Continueremo a godere del comico spettacolo dei patrioti italiani che riempiono di consensi un partito che della patria unita non sa che farsi. Finché la farsa si muterà in dramma.
L’AMARO
Sabato Roma è stata teatro di violentissimi scontri tra il grande corteo dei manifestanti pro Palestina e le forze dell’ordine. La capitale è stata teatro di una vera e propria guerriglia. La manifestazione, si ricorda, non era stata autorizzata e partiamo da qui. Finalmente qualcosa si muove, ma lo fa nella direzione sbagliata. Ho sempre trovato comico che occorresse chiedere al potere contro cui si manifesta le autorizzazioni per manifestare, con tanto di percorso prestabilito. Non che voglia risultare un sindacalista anarchico d’inizio secolo ventesimo. Penso però che il popolo non debba chiedere il consenso del potere per esprimere il suo dissenso, che al solito viene ingabbiato nei confini dell’inefficacia. Ben vengano manifestazioni popolari non autorizzate, di lavoratori e di studenti. Capito però il soggetto veniamo all’oggetto. Manifestare per la Palestina libera guerreggiando contro la polizia italiana, nelle strade pulite di una città italiana, distruggendo macchine, vetrine, beni di poveracci come tutti noi, è davvero utile a qualcuno se non all’ego del poter raccontare di esserci stati? Se non al brivido di una violenza adrenalinica di ardita memoria? Se queste energie fossero impiegate per occupare fabbriche storiche che chiudono per l’arbitrio di manager che nemmeno sanno dove queste fabbriche siano? Se queste energie fossero impiegate per occupare le reali sedi del potere economico e finanziario? E invece ogni impeto si ritorce inevitabilmente contro se stesso, in un tragicomico vortice che lascia ogni re, divertito, seduto sul suo trono.
IL CONTO
“I grandi si sentono tali solo perché noi siamo in ginocchio”. – Prudhomme

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