MONDO
-NUOVO ATTACCO ISRAELIANO CONTRO UNIFIL. Le Nazioni Unite fanno sapere che Israele ha di nuovo aperto il fuoco contro le postazioni delle missioni Onu in Libano. Questa volta sono stati feriti due militari cingalesi, uno dei quali è molto grave. Una volta può essere un errore, la seconda volta è provocazione. Quanto ancora verrà permesso tanto a Israele? Quando il diritto alla sopravvivenza valica i suoi limiti?
-VIA LIBERA PER L’ATTACCO ALL’IRAN. Il gabinetto di guerra darà il via libera a Netanyahu per sferrare un attacco contro l’Iran. Ancora non sono chiare le modalità mediante cui questo dovrebbe avvenire, né la data. E’ certo che un attacco israeliano diretto all’Iran avrà conseguenze decisive sullo sviluppo di questo conflitto che minaccia sempre più di ampliarsi irrimediabilmente.
-NUOVE DAL FRONTE MEDIORIENTALE. Salgono a trenta i morti dell’ultimo attacco israeliano a nord della Striscia di Gaza, e a ventotto nella scuola attaccata. Per Israele l’attacco all’edificio era giustificato dalla presenza di un commando di Hamas. La verità però è ormai impossibile da accertare da qui.
-NUOVE DAL FRONTE UCRAINO. Mosca fa sapere che l’ultimo bombardamento di droni da parte dell’Ucraina a Belgorod ha causato un morto e undici feriti.
-NOBEL PER LA PACE AI SOPRAVVISSUTI. Il nobel per la pace 2024 è stato assegnato all’organizzazione giapponese Nihon Hidankyo, associazione dei sopravvissuti ai bombardamenti atomici del 1945 su Hiroshima e Nagasaki. Se questo suona oggi come un monito, d’altra parte ci ricorda come uno dei più feroci crimini contro l’umanità sia stato commesso dagli USA, ancora oggi impuniti. Sulle necessità storiche di quelle due bombe e sul calcolo di quanti morti sia giusto gettare sul tavolo della pace si lascia spazio alle coscienze di chi legge.
ITALIA
-VERTICE MELONI VON DER LEYEN. Meloni incontra la presidente della commissione europea e si concentra sui temi migratori e sul rilancio della competitività europea. Sempre sul piano internazionale l’Italia fa asse con la Francia di Macron e la Spagna di Sanchez per invocare a Israele di fermarsi.
-MATTARELLA PER LA DIFESA COMUNE. Non è il titolo di un cartone animato, ma un appello lanciato dal Presidente della Repubblica al vertice Arraiolos, gruppo informale dei presidenti di alcuni stati membri dell’UE. Mattarella ha sottolineato come sia giunto il momento di una difesa comune europea, che rientrava nei piani originari di costituzione dell’Unione, quando i suoi padri fondatori, oltre che un’aggregazione di liberi scambi, volevano farne uno stato sul modello statunitense.
L’AMARO
Un antico motto sottolineava come i Romani, popolo culturalmente gretto e feroce, al conquistare della Grecia fu a sua volta conquistato dalla superiorità della loro cultura. Oggi accade il contrario. La putrescente sottocultura americana che dall’Europa è andata pervertendosi sta vomitando i suoi fetidi miasmi sul Vecchio Continente, ormai sempre più incapace di dire la sua e di imporsi al mondo. Riprendo allora le domande con cui abbiamo iniziato. Quanto ancora verrà permesso tanto a Israele? Quando il diritto alla sopravvivenza valica i suoi limiti? E aggiungo: perché le Nazioni Unite sono inermi? Perché l’Occidente zoppicante non esita a inviare armi e soldati contro paesi che non si avvicinano neanche lontanamente ai crimini di Israele? Non è il caso della Russia, paragonare le sue situazioni è impossibile. Parlo del Libano, dell’Iran, dell’Iraq, dell’Afghanistan, delle tante guerre combattute negli ultimi quarant’anni. C’è una grande disinformazione sull’origine dello stato di Israele che non nasce né dalla famosa decisione Onu dei tardi anni ’40, ma da una migrazione di profughi che fuggivano da un’Europa sempre più inospitale e tremenda. Ciò però non giustifica la storia successiva del paese, né tantomeno il rastrellamento completo di un popolo per sconfiggere un’organizzazione criminale che quello stesso popolo affama e sottomette da tempo. Quando sarà tempo di confrontarsi con la Cina o con la Russia post-Ucraina, in che condizioni saremo?
L’AMARO
“Sventurata la terra che ha bisogno d’eroi” – Brecht

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