MONDO
-A GAZA SI STA VIVENDO UN’ORRORE. E’ questa la denuncia dell’Onu dopo gli ultimi attacchi. Non si ferma l’offensiva israeliana. Nuove decine di morti si sommano nel nord della Striscia dopo i bombardamenti di ieri. Sempre nella giornata di ieri è stata colpita la residenza di Netanyahu, ma l’Iran rinnega ogni responsabilità.
-FRONTE MEDIORIENTALE, LA PROPOSTA. Israele ha consegnato agli Usa una proposta per la pace con il Libano. Netanyahu vorrebbe, come condizione, che l’esercito israeliano restasse sul suolo libanese dotato di piena libertà per poter sgominare Hezbollah. Difficilmente una simile proposta sarà accettata da Beirut. Mentre allora i bombardamenti nel Libano proseguono, il governo davidico afferma che l’attacco all’Iran avverrà con decisioni dell’ultimo secondo, senza preavviso.
-MASSICCIO ATTACCO RUSSO. Zelensky denuncia che nell’ultima settimana sono state lanciate ottocento bombe e cinquecento droni russi sul territorio ucraino. Parliamo di una media di più di 185 esplosioni al giorno. Gli occhi del mondo sono ora attenti in altre zone. L’attenzione mediatica però non corrisponde alla gravità delle sofferenze umane.
-REFERENDUM SULL’UE IN MOLDAVIA. Nel paese confinante con l’Ucraina è stato superato il quorum dell’affluenza. Si attendono i risultati. Nelle stesse consultazioni il paese è chiamato ad eleggere il presidente. Si tratta di un momento cruciale per un paese che al suo interno deve combattere contro un’intera regione autoproclamatasi repubblica indipendente, la Transinistria. Il voto non è vincolante, ma si tratta di un atto simbolico.
ITALIA
-SCONTRO TRA GOVERNO E MAGISTRATURA. La destra, insofferente a ogni ingerenza, tranne quella dei profumati finanziamenti che le vengono dalle file degli industriali, si sta scontrando con la magistratura come non avveniva dai tempi di Berlusconi. Con una differenza: Berlusconi combatteva per salvare se stesso, questi combattono per rafforzare il proprio potere e con esso quello dell’esecutivo. Il nodo della questione è legato al trasferimento in Italia dei migranti arrivati giorni fa in Albania. Meloni fa diretto appello agli italiani: “finché i cittadini ci sostengono andiamo avanti determinati”.
-UNA GIUSTA. Dopo l’alluvione di Bologna e delle zone limitrofe e dopo i disastri avvenuti nel sud Italia, Schlein attacca frontalmente il governo. Oltre a denunciare i vergognosi tagli alla sanità, la segretaria del PD coglie il punto: “bisogna fare un salto di qualità sulla prevenzione del dissesto idrogeologico e occorre fare una legge per il consumo del suolo”. Ora, da qui è un attimo che dal giusto si passi al tragico. E’ chiaro che non è possibile continuare a fare la conta dei danni a ogni pioggia, rinforzando gli argini senza fare un progetto di bonifica più ampia dalle storture a cui sono andati incontro i suoli nel corso dei decenni. Che però queste misure, che devono essere strutturali, non vadano a gravare sulle spalle dei coltivatori che su quelle terre operano. Ma già noi immaginiamo l’aumento delle spese per i lavoratori della terra e un conseguente aumento dei prezzi per tutti. Sempre se questa legge dovesse mai essere anche solo messa sul banco.
L’AMARO
Sul Corriere c’è un’intervista che mi ha colpito. Si tentava di rispondere alla domanda sul perché gli italiani non fanno più figli, raccontando la storia di una mamma che è stata costretta a una lunghissima trafila burocratica per accedere alla fecondazione assistita. Il punto della questione, suggerito dallo stesso titolo era questo: Perché gli italiani non fanno più figli? Vi racconto quanto tempo mi hanno fatto perdere con la fecondazione assistita. Certo, capisco. Di certo il problema non è che un figlio in Italia è la seconda causa di povertà, subito dietro alla disoccupazione. Il declino vertiginoso della natalità non è certamente dovuto al rischio concreto di perdere il lavoro a cui vanno incontro i neo genitori, soprattutto le madri. E non si dica che il problema sia la mancanza di adeguati servizi per l’infanzia in moltissime zone d’Italia. Ora senza dubbio la burocrazia in Italia è un male peggiore di ogni altro, ma che diciamo di nuovo? Il problema di questo disgraziato paese è anche la banalizzazione, la semplificazione di ogni dialogo. Come il discorso qualunquista secondo cui: i giovani di oggi pensano solo alla loro vita e non vogliono fare figli. Ma se anche fosse? Il punto è però che il problema non è questo. Secondo uno studio dell’Università cattolica, il costo medio di un figlio in Italia è di 640 euro al mese. E se ascoltiamo i pareri delle giovani coppie, più del 69,2% dei ragazzi non fa figli per il timore della povertà, un altro 60,4% si deve alla paura di perdere il lavoro e il 55,1% teme per la carenza di servizi. Sfatiamo un altro mito: non è vero che i giovani italiani sono dei mostri senza Dio che non vogliono figli. Negli intervistati di questa indagine, tra chi non ha figli il 40,4% ne vorrebbe almeno uno. E allora mi raccomando, occhi puntati in Albania. Occhi puntati sulle baruffe tra i partiti e tra governo e magistratura.
IL CONTO
“Il popolo, la democrazia sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole nel culo dell’umanità”. – Sciascia

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