MONDO
-VALENCIA, TRA MORTE E CONTESTAZIONE. Dopo il disastro provocato dalla terribile alluvione su Valencia e l’Andalusia, il paese è oggetto di visite da parte delle istituzioni. Il popolo sta però duramente contestando sia il re che Sanchez, anche con lanci di fango. Poteva evitarsi una simile catastrofe sul breve termine? Probabilmente no, ma la gestione dell’emergenza, dell’allarme e dell’evacuazione è stata pessima e le responsabilità di questo cadono pesantemente sul governatore della regione, esponente dell’estrema destra di Vox.
-TESTA A TESTA STATUNITENSE. Il conto alla rovescia è ormai alla fine e mancano pochi stati cruciali. Ancora non emerge un vero e proprio vincitore, probabilmente i voti si conteranno nell’ordine delle migliaia, briciole per un paese come gli Stati Uniti. Secondo gli esperti lo stata decisivo sarà il Pennsylvania dove si conferma una sostanziale parità.
-VERSO LA GUERRA TOTALE IN MEDIORIENTE? I bombardamenti non si fermano, ma è la tensione internazionale a preoccupare. L’Iran ha annunciato negli scorsi giorni che intende rispondere all’attacco israeliano e ieri gli Stati Uniti hanno affermato che non sarebbero in grado di trattenere Israele in caso di attacco. E probabilmente non ne hanno intenzione. I segnali inquietanti si moltiplicano intanto. Israele ha ufficialmente chiuso ogni rapporto con le missioni Onu nel Libano, oggetto più volte di attacco. Inoltre questa mattina in Iran un ebreo è stato impiccato con l’accusa di alcuni reati.
-PRIMI SCONTRI CON LA COREA DEL NORD. Kiev conferma che sono in atto combattimenti, da questa mattina, con le forze nordcoreane di terra. Dopo l’incontro ufficiale tra i ministri degli esteri russi e di Pyongyang ormai è tutto alla luce del sole. La Corea del Nord è in qualche modo in guerra con l’Ucraina.
ITALIA
In Italia per oggi, solo chiacchiere. Preoccupa invece il caso dei dossier ancora non del tutto chiuso. Nessuna novità però da quel fronte.
L’AMARO
Voglio sperare con tutto il cuore che siamo in preda di apocalittici e catastrofisti, non c’è cosa che spero di più. Perché le nuove generazioni, quelle che ci saranno, ce lo chiederanno, ci domanderanno perché e come sia stato possibile procedere imperterriti sulla strada della distruzione. La ridicola notizia dell’interruzione dell’ultima Conferenza internazionale sul clima in Sudamerica è l’emblema dello Stato dei lavori riguardo la crisi climatica e come combatterla. La conferenza si è interrotta dopo che nessun accordo è stato raggiunto dagli Stati sui finanziamenti necessari per sostenere un’inversione di rotta. Parliamoci chiaro, lo sanno tutti ed è ovvio che una reale e concreta transizione energetica che non solo interrompa il flusso delle emissioni, ma lo inverta è costosa, costosissima. Non ne va però della salute dell’economia, cosa che a me pare sia l’unico vero interesse delle politiche dei popoli, ma della sopravvivenza stessa del genere umano e di altre specie. Per l’ennesima volta il cambiamento dall’alto viene disatteso, e il problema, il dramma è che quelle stesse potenze sono le stesse, le uniche dalle quali può e deve avvenire l’unico concreto cambiamento possibile per questa situazione.
IL CONTO
“L’unico motivo per cui il riscaldamento climatico sembra inarrestabile è che non abbiamo ancora provato a fermarlo”. – Easterbrook

Lascia un commento