MONDO
-TRUMP E’ IL 47ESIMO PRESIDENTE DEGLI USA. Ci sono tutti a Palm Beach, tutta la corte del tycoon che plaude al primo presidente con una condanna penale e al più vecchio a insediarsi, Donald Trump. “L’America sarà di nuovo grande”, dice mentre Musk porta con se il modellino di un razzo promettendo: “Il futuro sarà fantastico”.
-FRONTE UCRAINO, MOLTI NORDCOREANI UCCISI. Ne parla il New York Times. Un grande contingente di Nordcoreani avrebbe subito forti perdite durante la battaglia con i soldati ucraini. Intanto nuove bombe russe cadono su Zaporizhzhia, i morti sono sei. Zelensky ora è in trepidante attesa: l’insediamento di Trump potrebbe cambiare molte cose. Putin intanto strizza l’occhio, prima che i risultati delle elezioni americane fossero palesi: “Speriamo che gli Stati Uniti superino la crisi della democrazia”.
-PROTESTE IN ISRAELE. Grandi manifestazioni si sono sollevate contro Netanyahu dopo la cacciata del ministro della difesa Gallant, che aveva seguito le trattative per gli ostaggi. Ora la posizione di questi ultimi è in bilico. Gravi scontri anche con le forze di polizia.
ITALIA
-INCONTRO ITALIA-NATO. Il segretario generale Nato Rutte ha visitato ieri l’Italia e in un incontro con Meloni c’è stata ampia intesa su tutti i fronti. Cosa accadrà ora con Trump, quando la Nato e tutti gli alleati atlantici hanno fortemente sostenuto in questi anni la linea di sostegno all’Ucraina, così avversata dal nuovo presidente?
-TERZO MANDATO E’ LEGGE. Comincia la Campania a smantellare un sistema che ormai è un colabrodo. Una legge regionale, approvata ieri, ha proclamato la liceità di tre mandati consecutivi per il presidente di regione, cosa che proietta un gongolante De Luca verso il governo quindicinale della Campania. Il PD si oppone, inutilmente.
L’AMARO
Chissà. Chissà se ora le sinistre europee, chiuse nella loro agonia vegetale, si renderanno conto che puntare sulla dottrina woke sia quanto più fallimentare che mai. Chissà se capiranno che parlare di temi al di sopra della testa dei popoli senza accompagnare e educare i popoli non giova. A chi mi sto rivolgendo del resto? A chi mi sto rivolgendo se in questo paradiso promesso e perduto, da un mondo che ci avevano garantito unito, l’unica scelta è tra una destra ultra conservatrice e una destra liberale e moderata, entrambe alla mercé della dottrina del crescere, crescere, crescere a tutti i costi, crescere contro tutti. Soprattutto contro il popolo. Sì, ed è lo stesso popolo che, a differenza di quanto accaduto nel 2016, è stato determinante in quello che pare un vero e proprio plebiscito verso Trump. Il popolo americano è quasi completamente dalla parte del miliardario. La gente, la grande massa medio-bassa di un paese che non se la passa così bene come vorremmo credere. A questa massa i cosiddetti liberals non hanno nulla da dire. E se l’unica buona notizia di queste elezioni è la probabile scomparsa dai grandi riflettori di quel dramma della Harris, quello che ci rimane in mano è allarmante. Non parlo troppo delle possibili guerre, che ci creda o meno la generazione Bush, la tradizione democratica è generalmente molto più belligerante di quella repubblicana. Il problema è tutto il resto. Questa volta Trump ha dalla parte sua non solo il popolo, ma anche la Corte suprema, il Senato e probabilmente anche il Congresso. Con un simile consenso tutto è possibile. A preoccuparmi di più se devo essere onesto, e anche egoista, è la considerazione nulla di Trump nei confronti dell’emergenza climatica. Una nuova spinta americana sui combustibili e un freno sulle rinnovabili e gli sforzi, già esigui, per non peggiorare ulteriormente la situazione, rischia di suonare come un triste, ma ironico, requiem. Che sia un monito per le forze vitali della nostra civiltà. Siamo alle prese con sfide molto più grandi di noi, che richiedono una cultura, una civiltà e esseri umani all’altezza. Cancellare, dividere, ubriacarsi di futile ideologismo, strappare ogni legame con le radici è male e ci rende completamente inermi di fronte alle onde che finiranno per travolgerci. Perché se dimentichiamo chi siamo non siamo più nulla e la storia non è mai storia di nulla.
IL CONTO
“Ciò che ci sta alle spalle e ciò che ci sta di fronte, sono ben poca cosa rispetto a ciò che è dentro di noi”. – Emerson

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