21 febbraio 2025

MONDO

-TRUMP E IL CONTROLLO DI PANAMA E GROENLANDIA. Il presidente statunitense vuole tenere il punto sul canale di Panama e dichiara: “Non lasceremo il canale alla Cina, è stata l’opera più costosa che abbiamo costruito e vi abbiamo perso molti uomini”. Torna anche sulla questione Groenlandia: “Ci occuperemo poi anche di quello”. Questa aggressività non costa solo in termini di sicurezza globale, ma grava moltissimo sullo stato americano. Il presidente infatti starebbe per eliminare il servizio postale americano, affidando il servizio, presumibilmente a privati. Qualcosa di simile sta per accadere anche al settore della difesa. Circa cinquantamila dipendenti in prova, categoria profondamente avversata da Musk, dovrebbero essere licenziati nel giro di qualche ora.

-L’EUROPA CON KIEV. Lunedì prossimo, il 24 febbraio, i vertici europei Von Der Leyen, Metsola e Costa, saranno in visita a Kiev per ribadire il sostegno dell’Unione all’Ucraina. Lo stesso giorno Macron è atteso alla Casa Bianca. Il presidente francese è sempre più in prima linea nell’autoproclamato ruolo di rappresentante della vecchia Europa. L’incontro tra Francia e Usa sarà determinante per i prossimi sviluppi della vicenda Ucraina. Che prezzo avrà Macron?

-LA NATO CHIEDE IL CONTO. Il segretario generale della Nato Rutte chiede ai paesi alleati di arrivare entro l’estate al vincolo del 2% del pil sulla spesa militare. L’Italia è tra i paesi che ancora non hanno raggiunto un simile e triste traguardo. L’Alleanza atlantica vuole spingere sull’acceleratore. Nel frattempo desta preoccupazione la proposta, fatta a Trump dal primo ministro britannico Starmer, di inviare trentamila soldati europei in Ucraina per mantenere un eventuale accordo di cessate il fuoco. Dalla Russia ci fanno sapere che una simile proposta sarebbe “inaccettabile”.

-HAMAS, DUBBI SULLE SALME. I corpi degli ostaggi israeliani morti riconsegnati da Hamas stanno creando dei problemi. Nel loro stato di decomposizione è infatti molto difficile riconoscere i corpi. Sembrerebbe inoltre che uno dei corpi non sia quello di Shiri Bibas. Netanyahu commenta: “Hamas pagherà questa violazione dell’accordo”.

ITALIA

-DELMASTRO CONDANNATO A OTTO MESI. Il sottosegretario alla giustizia è stato condannato in primo grado a otto mesi per fuga di notizie a limitata divulgazione. Il sottosegretario avrebbe rivelato a Donzelli alcune informazioni circa l’anarchico Cospito, che poi lo stesso Donzelli avrebbe utilizzato per un suo intervento alla Camera. Geni. In ogni caso Fratelli d’Italia e il governo fanno blocco attorno al sottosegretario, mentre le opposizioni chiedono a gran voce le dimissioni.

-MELONI INVITATA AL CONGRESSO DEI REPUBBLICANI AMERICANI. Domani Meloni sarà attesa al più grande raduno di conservatori del mondo. Il presidente non sarà in diretta, ma si collegherà online.

L’AMARO

L’Occidente si sta rimilitarizzando? La risposta breve è sì, e questo è chiaro a tutti. Ma chi si sta armando di più? Dare un’occhiata alla geografia delle spese militari all’interno della Nato può aiutarci a fare (amara) chiarezza. Trump è molto duro con l’Europa: è vero che moltissimi paesi dell’Alleanza atlantica non hanno ancora raggiunto il sufficiente ammontare di spese militari in relazione al pil. Però negli ultimi due anni i finanziamenti al settore bellico sono aumentati di molto. Guardando al complessivo delle spese militari nella Nato di tutti i paesi, senza considerare gli Usa, solo lo scorso anno si è superata la media del 2%. Il dato è impressionante se si tiene conto del periodo tra il 2014 e il 2024. Nei soli Stati Uniti l’aumento della spesa bellica è stato del 14%, mentre nel resto della Nato il valore si attesta addirittura al 72%. Un segnale chiarissimo: dopo anni di pace e prosperità l’Europa si sente in pericolo e si è ritrovata inadeguata. E, a riprova di questo, chi spende di più? Non gli Usa. Il paese che ha investito di più nel settore militare sul pil è, guarda caso, la Polonia, con il 4,12%. A seguire, guarda ancora il caso, l’Estonia con il 3,43%, quasi alla pari con gli Stati Uniti (3,38%). A seguire, ma tu guarda, la Lettonia con il 3,15%. E l’Italia? Secondo le previsioni di Crosetto quest’anno dovremmo essere all’1,57%. A volte non c’è niente di più amaro che considerare i numeri nella loro nuda crudezza e verità.

IL CONTO

“Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai”. Pertini – messaggio di fine anno 1979.

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