7 marzo 2025

MONDO

-L’UE CON L’UCRAINA: SIAMO TUTTI PIU’ SOLI. Al vertice Ue la risoluzione è chiara e (se si eccettua Orban) unanime. Da un lato i leader europei sono concordi nel voler promuovere una pace in Ucraina che prenda fortemente in considerazione anche il paese invaso. La condanna alla politica di Trump è totale. Von Der Leyen, dall’altro lato, preme sull’acceleratore, ormai è un mantra: riarmiamoci, dobbiamo difenderci. Lo dirà il tempo se questa direzione sarà premiata o meno, una cosa però è certissima: l’Europa si è scoperta sola e fin troppo dipendente da altri. Macron prova a rafforzare il suo ruolo di pivot, nell’attesa che si insedi Merz in Germania, e propone di estendere a tutta l’Unione il suo ombrello atomico. Intanto la Gran Bretagna di Starmer pare volersi sempre più riavvicinare all’Unione e promuove un nuovo incontro per l’invio di militari sul suolo ucraino, dove i bombardamenti russi non si sono mai interrotti. Se non vi unisce l’economia, lo farà la guerra.

-LA CINA PRENDE POSIZIONE. La risposta di Pechino ai piani di Trump per Gaza si è fatta attendere, ma è stata sferzante: “Gaza appartiene ai palestinesi”. Xi ha poco gradito i dazi e si dice pronto a rispondere: “Non importa se sia una guerra militare, commerciale, doganale. Se ci invitano a combattere siamo pronti a rispondere”.

-TRUMP FA TREMARE LA TREGUA. L’altro ieri gli Stati Uniti hanno ammesso di aver preso contatti diretti con Hamas e che Israele ne è consapevole. Non si tratta però di un riconoscimento, tutt’altro. Trump ha promesso l’infermo e Hamas ha risposto: “Le parole del presidente americano spingeranno Israele ad abbandonare la tregua”. Ma la tregua probabilmente sarà abbandonata comunque, sia che Hamas rilasci tutti gli ostaggi, sia, a maggior ragiona, se non lo faccia.

ITALIA

-I PARTITI SPACCATI SUL PIANO DI RIARMO. Sono in imbarazzo tutti, dalla maggioranza all’opposizione. Adesso saltano gli altarini. Fratelli d’Italia ha scelto la linea della moderazione. Da una parte Meloni non può rompere con l’Ue, ma dall’altra spinge per l’unità dell’Occidente, leggasi, con gli Stati Uniti. Per il primo partito d’Italia è meno facile che per le controparti europee schierarsi contro Trump. La Lega, filiale russa sul suolo italico, è fortemente allineata con il presidente americano e con Putin. Ricordiamo tutti il siparietto con la Polonia e le magliette in sostegno dell’Ucraina a guerra appena iniziata. Forza Italia di Tajani è invece perfettamente allineata con la linea dell’Ue. Linea avversata completamente da Conte e i suoi, che si posizionano fermamente sull’antibellicismo. Anche Schlein vorrebbe proporre un PD antibellicista, ma il suo partito è spaccato anche su questo. C’è chi, come Gentiloni, sostiene il riarmo, chi, come Franceschini, che il riarmo non lo vuole.

-IL PAPA MIGLIORA, ECCO L’AUDIO. Dopo tre settimane compare un audio del Papa, ancora ricoverato al Gemelli. Le condizioni appaiono migliori, nonostante dalla voce Francesco appaia fortemente affaticato.

L’AMARO

Marc Rubio, segretario di stato degli USA, durante una conferenza stampa andata in onda mercoledì, si è presentato alle telecamere con una vistosa croce sulla fronte, in onore del Mercoledì delle Ceneri. Immaginabile la polemica da ambo le parti. C’è chi da sinistra si è dannato e si è stracciato le vesti. “Non vogliamo questo indottrinamento!”, “Non vogliamo che ci diciate voi cosa pensare!” (Due pesi e due misure, quindi?). C’è chi da destra esulta come al goal del beniamino. Due reazioni, due mondi, due tifi da stadio per una becera miseria. Personalmente, in quanto cristiano, mi sento offeso. Vedere il simbolo sacro per eccellenza, con tutto quanto esso comporta, utilizzato per un mesto spettacolo politico, lasciato in pasto al più pungente ludibrio o al fanatismo della strumentalizzazione, mi fa ripugno. E’ solo un simbolo, si dirà, ed è vero. Ma quando le persone smettono di comprendere la realtà simbolica, è allora che l’essere umano si scopre soltanto un grumo sofferente di carne.

IL CONTO

“Quegli aspetti e quelle particolarità della vita che vengono fissati attraverso simboli logici nella filosofia e nella scienza trovano nell’arte le loro formule simboliche espresse in immagini”. Florenskij

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