MONDO
-ARRIVANO I DAZI AMERICANI VERSO L’UE. Nemici-amici, ma sempre meno amici. Adesso è ufficiale: dal primo aprile entreranno in vigore i dazi statunitensi al 25% su acciaio e alluminio europei. La commissione europea ha annunciato che la risposta sarà forte, ma proporzionata. Sempre moderati e autocentranti loro.
-IL RICATTO E’ SERVITO: SI UCRAINO A UN MESE DI TREGUA. Trovata l’intesa con gli Stati Uniti. Intesa forzata, si intende. Ora Trump è pronto a riaprire i rubinetti degli aiuti, soprattutto dopo l’ok agli accordi sulle terre rare ucraine. Ora la palla passa a Putin con il quale il magnate americano ha detto di voler parlare. Sarebbe il primo stop alle ostilità dall’inizio del conflitto. I bombardamenti di droni russi però al momento non si fermano e anche Kiev è stata colpita, mentre la riconquista del Kursk prosegue inarrestabile. Anche l’Ucraina sta proseguendo con le ostilità. Un raid ucraino di droni su Mosca ha provocato tre morti. La cosa non è piaciuta al portavoce del Cremlino che commenta: “Questo potrebbe compromettere i colloqui di pace”.
-ARRESTATO DUTERTE A MANILA. L’ex presidente filippino Rodrigo Duterte è stato arrestato dalla polizia nell’ambito di un’indagine della Corte internazionale. Le accuse sono di crimini contro l’umanità. Il settantanovenne non l’ha presa bene e ora si attendono i processi.
-TRUMP MINACCIA IL CANADA. Dopo la risposta canadese ai pesanti dazi statunitensi Trump alza la voce e minaccia. E’ un tipico meccanismo di questi nuovi sovranismi da boss. Prima si attacca e si alza la voce, poi ci si lamenta, si minaccia e si fa del vittimismo quando qualcuno prova a rispondere. Come se la colpa delle misure economiche canadesi contro gli Stati Uniti fosse dello stesso Canada. Il magnate però è chiaro: “Se non elimineranno le tariffe contro di noi farò chiudere il loro intero settore auto”.
ITALIA
-UNITI, MA DIVISI. Alla manifestazione di Roma, quella a sostegno dell’Europa, ci saranno tutti i partiti di opposizione. E già questo non è vero, perché il movimento di Giuseppe Conte non ha aderito. Però gli altri ci saranno. Sì, ma ognuno con idee diverse. Nessuno porterà le bandiere dei propri partiti, perché bisogna mostrare unità. Sì, ma ognuno si è organizzato per simboli diversi. Chi le bandiere della pace, chi quelle dell’Ucraina. La mitosi politica diventa ancora più complessa nel Pd che in se stesso si presenterà diviso. Qualcuno infatti non condivide la posizione della segretaria e invece delle sciarpe dell’Ucraina porterà quelle della pace. Un occhio strizzato a Bonelli, Fratoianni e alla Cgil. Insomma, divisi anche sui fazzoletti.
L’AMARO
Giorni di riunioni tra i leader dei paesi europei, tra questi e la Nato e con la benedizione dell’Ue. Tutto ruota ancora attorno a Macron e il tema è sempre lo stesso: nell’immediato la pace in Ucraina, nel medio tempo la difesa europea. Von Der Leyen è diventata ossessiva. Ogni giorno leggiamo una nuova dichiarazione sulla necessità di difendersi, sulla pericolosità di Putin, sull’ostilità della Russia. Insomma la carta è quella del panico e dell’insicurezza. Giustificati? Lo dirà il tempo. L’impressione è che l’Europa sia vittima dell’Effetto Pigmalione. La storia non ci aiuta a fare predizioni, non sa farle. Ci permette però di individuare alcuni snodi. Che la svolta statunitense sia il campanello di allarme che faccia finalmente svegliare il Vecchio Continente? Ce lo si augura, l’Europa ha ancora da dare e da dire al mondo, ma finché fa l’Europa, finché non scimmiotta le perversioni che vengono da decenni dalla subcultura oltreoceanica. Che però la strada sia quella del riarmo? Senza dubbio conviene a tanti, ma penalizza i più, tutti gli altri, noi che siamo quaggiù. E la guerra sono i rimasti che la pagano, sempre, quelli che non possono decidere se non a chi delegare la scelta della propria fine. L’unità politica dell’Europa allora è la strada? Forse, ma che sia possibile il movimento anti-storico e a-storico che hanno in mente i leader europei e persino quello che balenava nelle teste dei grandi padri fondatori, ecco questo è dubbio. Finora l’Unione Europea ha avuto un merito straordinario, forse l’unico davvero degno di nota, da annali: quello di evitare che le nazioni europee si ammazzassero a vicenda. Ma chiediamoci: come nascono le compagini politiche sovranazionali? Come nascono gli imperi? L’ora è cruciale e ogni errore adesso probabilmente sarà caro, carissimo in futuro.
IL CONTO
“Un impero è un immenso egoismo”. Emerson

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