17 marzo 2025

MONDO

-DOMANI COLLOQUIO TRUMP PUTIN. I presidenti tornano a parlarsi. Le parole di Trump sono al miele: “Domani io e Putin ci sentiremo, forse avremo qualcosa da annunciare”. Ormai la politica segue i tempi dello spettacolo e Trump lo sa. Il suo ottimismo non è condiviso dalla linea ufficiale dell’Ue, che continua ad appoggiare l’Ucraina in senso militare. Del resto quale riarmo senza un nemico?

-TRUMP DURO SUI DAZI EUROPEI. Il magnate statunitense non arretra di un passo sui dazi. Saranno colpiti per il momento l’acciaio e l’alluminio, con una tariffa al 25%. La data è stata fissata per il 2 aprile e l’Unione ha promesso per lo stesso giorno una pari risposta.

-TENSIONE ALTISSIMA NELLO YEMEN. Dopo i bombardamenti americani sullo Yemen in direzione degli Houthi, che hanno provocato 53 morti, il gruppo risponde con un attacco alla portaerei statunitense Uss Harry S. . Gli Houthi occupano una posizione scomoda negli equilibri del Mar Rosso e sia Usa che UK ne hanno abbastanza. Per ora gli Stati Uniti non hanno confermato l’attacco. Gli Houthi avevano precedentemente preso di mira la portaerei Truman e questo atto aveva scatenato i bombardamenti americani.

ITALIA

-MELONI PREPARA L’INTERVENTO ALLA CAMERA. Domani pomeriggio Meloni interverrà alla Camera. L’obiettivo è compattare la maggioranza, soprattutto a seguito delle diverse e difficilmente conciliabili posizioni prese dai vari gruppi a seguito del giro di volta trumpiano. Un discorso probabilmente non facile, in cui dovranno essere tenute insieme sia le posizioni ufficiali dell’Ue, sia il sostegno all’Alleanza Atlantica, ormai sempre meno di moda.

L’AMARO

Oggi è il 17 marzo, giorno dell’unità nazionale, e chi se ne ricorda? Mattarella salirà all’altare della patria, e chi se ne accorge? In un paese nel quale la maggior parte dei giovani non conosce la differenza tra il 25 aprile e il 2 giugno, chi farà caso al giorno dell’unità nazionale? Questo è uno dei gravi problemi della coscienza nazionale italiana: non si è lavorato sufficientemente sull’identità, non si è introiettata la significatività di tutto quel comparto di festività laiche che oggi passano completamente in sordina. Il 25 aprile? La sbraciolata con gli amici. Il 2 giugno? La prima gita al mare. Il 17 marzo? Il 4 novembre? E che feste sono queste? L’Italia è un paese senza identità, un popolo senza radici. E’ così che il concetto di patria è finito in pasto alle urla insensate di una destra che crede di aver capito cosa sia l’identità nazionale. Provate però a chiedere a qualcuno, qualcuno di serio, cosa significhi essere italiani. Forse è questo che succede quando, per non fare i conti con la storia, si nasconde tutta la polvere sotto il tappeto e la grande ruota di prepara a fare il suo giro. L’elmo di Scipio ancora giace e non cinge più alcuna testa.

IL CONTO

“Gli italiani amano le grandi parole e i fatti piccoli”. Pareto

Lascia un commento