21 marzo 2025

MONDO

-VARATO IL PIANO RIARMO. Il summit UE si apre in un clima di incertezza, con un’Europa che fatica a tenere il passo delle rapide evoluzioni globali. Il tema centrale è la difesa comune, con un pacchetto che trova consenso generale ma si scontra con divisioni su finanziamenti e fornitori di armamenti. L’Italia si mostra scettica sul riarmo e sul piano Kallas per gli aiuti a Kiev, mentre i Paesi “frugali” rifiutano l’idea di un debito comune per l’acquisto di armi. Il veto ungherese complica ulteriormente il dibattito sull’Ucraina. Intanto, la Commissione presenta il Libro Bianco sulla difesa per rafforzare la cooperazione e promuovere la produzione europea, escludendo per ora Stati Uniti e Regno Unito dai fondi Safe, una scelta che divide i leader UE.

-CONTINUANO I BOMBARDAMENTI NELLA STRISCIA. Israele ha lanciato una nuova offensiva su Gaza, rompendo definitivamente la tregua e causando oltre 500 morti. In risposta, Hamas e gli Houthi hanno attaccato Tel Aviv e Gerusalemme con missili e razzi. L’esercito israeliano ha ampliato le operazioni di terra fino a Rafah, mentre il governo di Netanyahu affronta forti proteste interne, con le famiglie degli ostaggi che chiedono di fermare il conflitto. La tensione politica cresce anche per il tentativo di rimuovere il capo dello Shin Bet. Intanto, la diplomazia tenta di riaprire il dialogo per un cessate il fuoco, con negoziati in corso al Cairo.

-L’IRAN AVVERTE GLI STATI UNITI. Abbiamo bisogno di un altro fronte di guerra? Non credo. Il capo supremo Khamenei dall’Iran avverte: “Gli attacchi degli Usa agli Houthi devono essere fermati” e continua: “L’America è complice della strage a Gaza”. L’Iran sta cercando di ritagliare il suo spazio nel conflitto mediorientale. Prima che lo faccia una Turchia sempre più potente e influente.

ITALIA

-POLVERE NEGLI OCCHI. La polemica sul Manifesto di Ventotene, sapientemente gettata come polvere negli occhi da Meloni, ha esacerbato le tensioni nella maggioranza, già divisa sul riarmo europeo. Giorgia Meloni ha ribadito la sua critica all’Europa federale, suscitando reazioni dall’opposizione. In particolare il PD ha annunciato un omaggio a Ventotene: sarà sull’isola. E qui la scenetta è sistemata. Roberta Metsola ha difeso il Manifesto, mentre Forza Italia ha preso le distanze dalle dichiarazioni della premier, ribadendo il suo europeismo. Lo scontro più acceso, però, è con Salvini, contrario a un esercito europeo. In Senato, il dibattito si è infiammato, con le opposizioni compatte contro Meloni e la maggioranza che ha rilanciato critiche al Manifesto. Anche le piazze si organizzano: il M5S protesta contro il riarmo, mentre Bologna e Firenze preparano una manifestazione unitaria per l’Europa. Solo polvere negli occhi, ed è triste che le opposizioni, deboli e conniventi, non facciano altro che lasciarsi dettare l’agenda.

L’AMARO

Ormai gli sbarchi e i naufragi di migranti passano sempre più in sordina. Un po’ perché alla maggioranza fa comodo che non si pensi troppo ai grossolani fallimenti che sta collezionando sul piano dell’immigrazione, un po’ perché altre notizie nello scacchiere mondiale ci preoccupano. Giusto due giorni fa altre quaranta persone sono morte in mare nei pressi di Lampedusa. Per noi è lontano, è tutto lontano. Sono lontani i morti di Gaza, sono lontani i morti nel mare. Qualcuno sui social si dice contento, i più, la maggior parte, è quasi del tutto indifferente. Ma di cosa si tratta? E’ forse spietato, ma sincero realismo? Oppure necessario cinismo? O ancora semplicemente sono cose lontane. Non possiamo caricarci il peso del mondo sulle spalle. Se pensassimo, però, per un solo secondo che dietro quei dati, dietro le parole “migranti”, “morti”, ci sono storie e vite come la nostra, desideri, dolori, cattiveria e bontà, insomma la stessa nostra umanità, allora ci viene la vertigine. A noi salva una cosa: che non possiamo vedere gli occhi. Siamo protetti dal gelo delle notizie. Perché oggi questo amaro? Pietismo? Facile pornografia del dolore? No, è questione di prospettiva. Questa è la verità. Dove è il dolore umano lì giace la verità. Non nei progetti di riarmo, non negli entusiasmi bellicisti nascosti dietro la parola difesa, non dietro false euforie indotte da profezie di pericolo autoavverantesi. La finzione di cemento in cui viviamo è insopportabile a chi la guarda per com’è.

IL CONTO

“La cosa più difficile: liberarsi da una vita in cui si è entrati completamente”. Canetti

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