31 marzo 2025

MONDO

-FATE TACERE L’IDIOTA AMERICANO. Trump ha rilasciato una nuova intervista e ancora una volta fa parlare di sé. E fa crollare le borse. Che tipo di strategia ci sia dietro non mi è chiaro, ci vorrebbe dello studio e dell’approfondimento. Un po’ più evidente è invece ciò che dice. La notizia è che Trump si dice “Arrabbiato con Putin” e che i due si sentiranno in settimana. Il magnate vorrebbe che il presidente russo acconsentisse velocemente e che firmasse gli accordi commerciali. E poi lancia spauracchi vari: “Il terzo mandato è possibile, ci sono dei modi per farlo”.

-ORMAI E’ GUERRA COMMERCIALE. Gli Usa stanno valutando di imporre dei dazi d’entrata universali al 20%. Si tratta, a ben vedere, di un ricatto per spingere entità e paesi a firmare dei trattati economici più vantaggiosi in favore degli Stati Uniti. La Gran Bretagna si sta già muovendo con Starmer che ha già discusso con Trump degli accordi economici favorevoli. Poi un atto che ha suscitato proteste soprattutto di Parigi: Trump ha inviato una nota rivolgendosi direttamente alle aziende europee. Ad esse il magnate ha chiesto di vietare programmi relativi a inclusione, diversità ed equità. E se i governi europei si stupiscono, magari avrebbero dovuto pensarci prima, quando hanno permesso ai grandi fondi americani di comprarsi mezzo mercato continentale.

-TERREMOTO IN BIRMANIA, UNA CATASTROFE. In cui soprattutto, per l’ennesima volta, è l’idea di umanità a morire. La conta dei danni in termini di vite è altissima, ma fa male scoprire che, nonostante il terremoto, le ricerche, nuove scosse devastanti, i miliziani e il governo, impegnati da tempo in una guerra civile, hanno approfittato della situazione per continuare a bombardare e indebolire le fazioni nemiche. Cose dell’altro mondo? Magari, è il nostro purtroppo.

ITALIA

-NUOVO GUASTO ALL’ALTA VELOCITA’. La situazione delle infrastrutture e dei trasporti in Italia è sempre più disastrosa. Non lo scopriamo oggi, né è un problema degli ultimi anni. Forse però siamo noi che esageriamo. Del resto il ministro non pare mai preoccupato della faccenda, tanto che non sembra nemmeno ministro dei trasporti. Giustamente tra le sue priorità c’è altro, come mandare letterine d’amore agli Stati Uniti, e surfare sulle onde di sterco di un finto pacifismo tutto filo-russo. Non ce lo meritiamo forse, ma è quello che ci rappresenta.

L’AMARO

Cosa c’è dietro questa politica dei dazi trumpiana? Non si parli di follia, di pazzia, di un Trump fuori controllo. Siamo cresciuti per certe favole, mi auguro. Non ho risposte, però ci sono alcuni dati da cui possiamo partire. Prima di tutto, Trump sta giustificando questa mossa affermando che sono le aziende straniere che pagheranno. In realtà poi saranno i consumatori a subire in gran parte queste misure. L’industria americana al momento non è assolutamente in grado di rispondere alla domanda. Ciò che è peggio, chiaramente per loro, è che i paesi esteri probabilmente risponderanno in maniera speculare. Come può reggersi un simile sistema? Come possono i veri padroni dell’economia e quindi della politica statunitense e mondiale tollerare questa politica? Non oso avanzare ipotesi al momento. Sicuramente la strategia del ricatto è uno dei pilastri che sorregge questa politica. Strategia che pare funzionare benissimo nella debolissima Europa, ma con i Brics? Non spingerà ancora di più questi paesi tra le braccia della Cina? E’ tutto ben confezionato per apparire parte di una politica della potenza, o meglio, della superpotenza. Così con i dazi, così con la Groenlandia e con il Canada. Qui il significato economico è più evidente: Canada e Groenlandia sono ricchi di risorse. Meno lo è dal punto di vista geopolitico e geografico. Si guardi un planisfero centrato sul polo nord. Attualmente gran parte del polo si affaccia sulla Russia, una piccola parte sugli Usa, Una parte considerevole su Danimarca (Groenlandia) e Canada e una fetta sulla Svezia. Con l’annessione di Groenlandia e Canada effettivamente gli Stati Uniti diverrebbero dirimpettai assai fastidiosi per la Russia, accorciando nettamente le distanze geografiche tra i due paesi. Qualcuno magari ricorderà che l’Alaska e la Siberia distano pochissimi chilometri. Ma la Siberia è lontana e l’Alaska pure. Una finestra sul polo avvicinerebbe drasticamente gli Usa a città nevralgiche russe. C’è sempre un motivo, sempre. Tacciare di follia uno o l’altro potente del mondo non serve a nessuno se non a loro stessi. Nessuno di loro è folle, sono anzi drammaticamente lucidi. C’è sempre un motivo, sempre.

IL CONTO

“La depressione è una forma di lucidità. E la lucidità è insopportabile”. Caruso

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