MONDO
-IL GIORNO DEI DAZI. E’ attesa oggi la chiusura di quel cesso di Wall Street alle ore italiane 22 che darà via ai dazi nei confronti dell’Ue. Nella sua gonfia saccenza però il magnate ha avvertito che sarà “gentile”. Ancora le conseguenze non sono chiare, né si sa a quanto ammonteranno le tariffe. I membri del governo statunitense sono in giubilo, come Scipione di ritorno da Zama, più preoccupati e cauti sono i grandi del mercato. E noi invece qua, in attesa che il padroncino getti l’osso. Von Der Leyen, che ormai ha sostituito la giacchetta con l’elmetto, è pronta: “Ci vendicheremo dei dazi Usa, non abbiamo cominciato noi. Abbiamo un piano forte”. Tiragli una bomba, Ursula. Le fa l’eco Weber: “Allora noi colpiremo le big tech americane”. Magari fosse.
-CONTINUA L’OFFENSIVA IN PALESTINA. Israele continua i bombardamenti e miete vittime nella Striscia. Il ministro Katz ha invitato gli abitanti di Rafah e Khan Younis a evacuare la zona: vi sarebbe stato l’ordine di conquistare direttamente diverse aree della zona.
-LE PEN FUORIGIOCO: UN ASSIST? La notizia di ieri è che Marine Le Pen è stata condannata in primo grado per diversi reati, tra cui quello di aver utilizzato i fondi europei in maniera illecita. In questo modo è stata dichiarata ineleggibile. Questo favorisce senza dubbi il giovane rampollo di Front National, Bardella. Le piazze sono già ricolme di sostenitori del partito. Che questa mossa giudiziaria sia in realtà un assist per l’estrema destra francese?
-VENT’ANNI FA LA MORTE DI GIOVANNI PAOLO II. Il terzo pontificato più lungo della storia si chiuse vent’anni fa esatti con la morte del papa polacco, primo papa non italiano dopo più di 400 anni.
ITALIA
-LA MAGGIORANZA AL LAVORO SUL DEF. Il Documento di Economia e Finanze è in fase di lavorazione. Le opposizioni attaccano: “è un diktat”. Il 9 aprile teoricamente dovrebbe essere presentato alle Camere.
L’AMARO
E chi cala subito le braghe appena Trump alza la voce? Nessun dubbio: i più sovranisti di tutti. Ma tu guarda che strano. Proprio quelli del popolo sovrano. Proprio quelli del decidiamo noi a casa nostra. Subito i leghisti spaventati dai dazi hanno cominciato ad abbaiare: “Trattiamo subito! Trattiamo subito!”. Prima i soldi dai russi, adesso questo, una cosa è certa: sta sempre da una parte per questa gentaccia, ma mai dalla nostra.
IL CONTO
“Vorrei che il popolo romano avesse una sola testa”. Caligola

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