MONDO
-CONTINUA L’AVANZATA A GAZA. L’esercito israeliano non si ferma e continua a mietere vittime e a macinare chilometri. È stato persino chiuso il valico agli aiuti per Gaza. Hamas alza a sua volta il muro e dichiara che nessun ostaggio sarà riconsegnato. Su Israele sono stati anche lanciati missili e droni. Tel Aviv però avanza imperterrito e ormai le sorti della striscia non sono più un segreto. È stata infatti rivelata pubblicamente una trattativa con gli americani su “Eldorado Gaza”, il progetto trumpiano di trasformare la striscia-campo di concentramento in una costa da sogno, l’ennesimo giocattolo per ricchi. Il mercato immobiliare statunitense si sfrega già le mani. Sul sangue dei gazawi.
-GUERRA D’UCRAINA, SI SCIVOLA NEL BARATRO? La Russia ha intensificato i bombardamenti e lo stesso gli ucraini che questa volta hanno provocato dei morti nella regione di Belgorod. La Nato è sul piede di guerra e le dichiarazioni del Cremlino gettano ulteriore benzina sul fuoco. Ormai dai toni conciliatori e dalle condanne a poco velate minacce, si è passati a pesantissime accuse reciproche che sanno di ultimatum. Terrorizzano l’Alleanza Atlantica in particolare le violazioni dello spazio aereo in Polonia e in Estonia. In quest’ultimo caso sono intervenuti persino aerei italiani. A complicare la situazione ci si mettono i social network e i media in quell’ormai linea di demarcazione tra verità e menzogna sempre più sfocata. Sta circolando infatti la dichiarazione dell’ex generale della Nato Shirreff, certo che il 3 novembre di quest’anno la Russia attaccherà l’Alleanza presso la Lituania.
-POLONIA: “SCUSATE CI SIAMO SBAGLIATI”. Però ditelo sottovoce. Sono arrivate le conferme che il missile caduto sul suolo polacco il 10 settembre, in occasione dello sconfinamento russo, non proveniva da Mosca bensì da aerei di Varsavia. Lo sconfinamento aereo c’è stato, ma a sparare sono stati i polacchi che hanno colpito il proprio suolo. La notizia però passa in sordina, l’importante è che ci sia sempre nuovo carburante ad aizzare le fiamme.
-TRUMP DA STARMER, ASSE D’ALTRI TEMPI. Si rafforza l’alleanza britannico-statunitense, paradossalmente in chiave anti-Starmer, laburista. Il premier americano rilancia l’antica amicizia con Londra, ma, come sempre a modo suo, strizzando l’occhio alle forze conservatrici in forte rialzo nell’isola. In quest’occasione si è detto deluso da Putin, ma non intenzionato a cominciare una guerra, e meno male.
ITALIA
-SCIOPERO GENERALE PER GAZA. Si sta svolgendo in queste ore lo sciopero generale promosso dal’USB e dai sindacati di base per condannare la guerra in Palestina. Grandi presidi nei porti di Genova e Marghera e disagi in tutto il paese. Si registrano cortei imponenti a Torino, Milano, Napoli e in moltissimi capoluoghi italiani.
-MALTEMPO E GIA’ DANNI. Forti piogge e nubifragi per questo primo vero assaggio, puntualissimo, di autunno. La Lombardia è la regione più colpita tra esondazioni e frane. Una donna è dispersa. È vergognoso lo stato della sicurezza civile in questo paese: non è possibile che ogni perturbazione si trasformi in una tragedia annunciata.
L’AMARO
La mia colpa, se posso essere accusato di averne una, è di non crederci più. Che diventa un uomo quando abbraccia l’angosciante senso d’impotenza di fronte ai flussi terrificanti della storia e del potere? Un codardo, oppure un cinico realista? Uno sconfitto o un illuminato? Un nichilista o uno stoico? Non so giudicarlo. So però che il ragazzino che ero detesterebbe l’adulto che sto diventando. Forse è giusto così? Forse deve essere così? Che non si possa crescere senza essere in qualche modo parricidi è risaputo, ma quanto possiamo sostenere l’assassinio del proprio spirito giovanile? Io oggi sto dalla parte di chi è sceso in piazza per Gaza. Eppure non ci credo più. Vorrei con tutto il cuore gran parte di quello che vogliono loro. Li invidio un po’ perché vorrei sentire quella vertigine tanto novecentesca della partecipazione sociale. Eppure non ci credo più. Non credo nello sciopero autorizzato dall’autorità. Non credo nell’efficacia della manifestazione che non investa anche i centri del potere. Non credo nella contestazione confinata nei limiti dello stesso legale contestato. Forse che la democrazia neoliberista è così tollerante da non tollerare la propria inconsistenza? E qualcuno, con tutti i crismi del giusto, potrà rispondermi: “Però almeno loro fanno qualcosa e tu?”. Io nulla e forse un po’ mi detesto per questo, ma sono troppo fedele a questo me stesso per fare cose nella cui sostanza non credo. Sono con voi, ma non posso essere con voi. Comodo? Probabilmente. Però nel mondo in cui il mercato finanziario ha inghiottito tutto quello che è puramente formale io ho bisogno di attenermi come posso al puro sostanziale.
IL CONTO
La calma è la vigliaccheria dell’anima – Tolstoj

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