24 settembre 2025

MONDO

-MATTANZA TRUMP ALL’ONU. Nell’assemblea generale delle Nazioni Unite di ieri Trump dà spettacolo. Genere: horror. In un discorso di un’ora, tre volte più lungo del consentito, ne ha avute per tutti. L’attacco più violento è stato proprio contro l’Onu: “Io da solo ho fermato sette guerre – (quali?) – le Nazioni Unite sono inutili”. Si è anche scagliato contro il riconoscimento della Palestina e ha preso l’Unione Europea per le corna: “l’ideologia green e le migrazioni incontrollate segneranno la vostra fine”. Un intervento che ci potremmo aspettare dal dittatore sudamericano, non dal presidente degli Stati Uniti, dove l’Onu ha casa. I toni non si smorzano nemmeno sul fronte della guerra d’Ucraina. In un incontro con Zelenski, Trump ha dichiarato che Kiev è in grado riconquistare il suo territorio e che gli aerei della Nato devono abbattere i jet russi.

-DRONI: L’UE ACCUSA MOSCA. Dopo il misterioso volo dei droni sugli aeroporti di Oslo e Copenaghen, l’Unione Europea accusa direttamente la Russia, ma il Cremlino nega ogni coinvolgimento. Siamo di fronte a quei particolari snodi della storia in cui la verità si confonde con la narrazione e la menzogna con la calunnia.

-GAZA, ANCORA BOMBE. Di nuovo forti bombardamenti all’alba, nuovo sangue civile. Questa mattina sono morti altri 33 palestinesi sotto l’artiglieria israeliana. L’autoproclamata Flottilla è giunta nei pressi di Creta e nella notte ha subito anch’essa un attacco da parte di Israele. Sono state colpite, in acque internazionali con droni, bombe sonore e spray urticanti 11 imbarcazioni, ma solo 4 o 5 sono state in parte danneggiate. Non si segnalano danni a esseri umani. Dura condanna della comunità internazionale.

ITALIA

-SESSIONI INFUOCATE, TRA SANTI E SALARI. Dopo il primo ok della Camera all’istituzione del 4 ottobre come festa nazionale in onore di San Francesco d’Assisi, si accendono nuove scintille in un clima politico già tesissimo. Le bagarre più alte in Senato dove l’assemblea ha approvato il salario minimo a 9 euro e ha delegato l’attuazione al governo. Le opposizioni però, prime fautrici di una legge sul salario minimo gridano alla “legge truffa”.

L’AMARO

Problemi in paradiso, si suol dire. Ieri, uno dei coordinatori della Flottilla, il tunisino Khaled Boujemaa, si è dimesso per protesta. Il motivo? La presenza di attivisti Lgbt nella flotta. “Non devono intrecciarsi le due cause”, ha dichiarato Boujemaa che poi accusa: “Ci hanno nascosto questa informazione, avrebbero dovuto dircelo prima”. Eccoci qua di fronte ai limiti strutturali della famiglia globale della controcultura autoproclamatasi “Woke”, risvegliata. Il grande problema, che pesa su di essa come il famoso elefante nella stanza, è il sostrato di fondo naïf e qualunquista. Caratteristica del resto valida per ogni prodotto di cultura popolare esportato dagli Stati Uniti. La prima grande ingenuità di questo movimento è l’illusione che tutte le grandi battaglie sociali possano essere riassunte sotto l’unico cappello degli “oppressi contro oppressori”, che nasconde la visione semplicistica della realtà in buoni contro cattivi. Non serve una laurea in filosofia per accorgersi che la dicotomia oppresso/oppressore fornisca uno schema tipico che può certamente essere trasposto a più categorie sociali. Questa dicotomia non è però, si passi il termine, tassonomica. In altre parole, non necessariamente due o più battaglie sociali possono identificarsi soltanto perché condividono lo stesso schema formale. Da questo punto di vista Boujemaa ha persino ragione: la causa Lgbt non ha nulla a che fare con il terribile genocidio in atto a Gaza. Può essere difficile da comprendere per la società dei fiori e dei coniglietti, ma non si può pretendere da un musulmano non occidentalizzato di sostenere la causa Lgbt. Mi sembra idiota esplicitarne anche i motivi. Sarebbe anche da valutare il doppiopesismo di questa pseudo-cultura. Non scendo nel merito del giusto e dello sbagliato, ma perché se un musulmano sceglie di non accodarsi alla causa Lgbt è “fedeltà alla propria cultura”, mentre se lo fa un cristiano è un “porco bigotto retrogrado”? Il discorso ci porterebbe altrove. Il punto centrale è sempre lo stesso, la controcultura woke è una pattumiera, ma non per i motivi che sostiene, ad esempio Trump. È spazzatura perché non è supportata da alcuna teoria critica, perché non propone nulla. È puro nichilismo passivo semplificato fino all’osso. In questo modo si trasforma in mero narcisismo, in uno specchietto per le allodole poggiato sulle spalle di sacrosanti diritti e sacrosante battaglie che vengono così depauperate e finiscono per giocare allo stesso spettacolare gioco del potere.

IL CONTO

Il colonnello Aureliano Buendía smarrito nella solitudine del suo immenso potere, cominciò a perdere la rotta. – Garcia Marquez

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