MONDO
-MEDIORIENTE, TENSIONE HAMAS. Il gruppo palestinese è diviso sul sì al piano trumpiano. Permangono forti contrarietà sulla smilitarizzazione della Striscia e sulla presenza di una tutela internazionale. Trump però mette pressione: “Se Hamas rifiuta sarà un inferno”, e lo sarà davvero. Non cede di un passo l’esercito israeliano, che chiude la strada verso Gaza city. Ora si può passare solo per evacuare.
-USA IN SHUTDOWN: E’ CAOS. Scatta oggi il termine previsto dalla legislazione americana per l’approvazione del bilancio negli Stati Uniti. Il Congresso, radicalmente diviso, non è riuscito a votare la legge e dunque da oggi tutte le attività amministrative, non essendo rifinanziate, si fermano. La pubblica amministrazione è già nel caos. Parchi, musei e monumenti sono chiusi, i pazienti non sono più ammessi nei centri di ricerca medica, vengono rinviati i processi civili, sono ridotti al minimo gli impiegati alla Nasa così come sono sospesi alcuni servizi di assistenza ai veterani. Anche i finanziamenti ai privati subiscono ritardi. Vengono garantite solo attività di base come i servizi postali, di riscossione tributi, assistenza medica, polizia, militari e vigli del fuoco. Era dal 2013, con la presidenza Obama, che non si verificava un caso così grave. Il nodo gordiano, che i democratici non intendono sciogliere è sulla proposta di eliminare la sanità gratuita per gli immigrati.
ITALIA
-SCHILLACI: 2 o 3 MILIARDI IN PIU’ ALLA SANITA’. Il ministro Schillaci ha detto che sta dialogando con Giorgetti per fare in modo che nella prossima manovra economica siano previsti ulteriori 2 o 3 miliardi, oltre ai 4 già stabiliti, per finanziare la sanità pubblica. Dice Schillaci: “Credo che sia importante pagare meglio di operatori sanitari e assumere più medici e infermieri”. Non si vede però all’orizzonte alcuna riforma strutturale.
-AVANTI UN ALTRO. Le elezioni nelle Marche sono ancora calde, ma subito i grandi della politica volano verso la Calabria per sostenere i propri candidati in prima persona. Presente tutto il governo, ma anche Schlein e Conte. Si prepara una nuova partita. Per ora siamo 1 a 0. Tanto è questo il punto, vero?
L’AMARO
No, non riporto notizie dalla flottiglia. La situazione è fin troppo seria e dolorosa per dare ulteriore visibilità a dei viziati bisognosi di ripulirsi la coscienza, a dei ragazzini che hanno visto troppo One Piece e si sono messi a fare i pirati. “Eh, ma portano gli aiuti”. Pochi, pochissimi. Che pensate? Che questi sbarcano a Gaza e risolvono la fame nel mondo? “Eh, ma è un atto politico”. Non c’è bisogno adesso di atti politici, si tratta di fermare un massacro, avete armi? Avete una forza bellica in grado di proteggere i gazawi dall’esercito israeliano? Dai missili? “Eh, ma intanto loro fanno qualcosa, tu sei lì”. Esatto, eccolo il punto. Il senso colossale d’impotenza di fronte alle tragedie e alle ingiustizie del mondo. Che non si combatte con azioni eclatanti da pubblicità, indossando la maschera da “buoni”, contro tutto il mondo che sta fermo a guardare. Perché la vita, il mondo, non funzionano così purtroppo. “Eh ma è uno strumento di pressione politica”. Certo perché se venisse attaccata o respinta questa flotta allora l’Occidente intero insorgerà bloccando davvero tutto. Sicuramente. Anche fosse, purtroppo, non sortirebbe alcun effetto. Quale pressione? La stessa che ha messo lo sciopero di qualche giorno fa? La stessa pressione? Non sapete fare più nemmeno la rivoluzione. Che poi non capisco perché non sia partito un convoglio anche verso la Libia, dove è in atto una delle più grandi tragedie che abbia visto il secolo XXI. Perché non sia partita una carovana verso il Sudan, dove si stanno letteralmente massacrando. Perché non è partito nulla verso il Myanmar? Fumo negli occhi. Io, davanti alla sofferenza indicibile, vergognosa, spaventosa, di due milioni di persone, davanti agli occhi già adulti di bambini che conoscono solo fame e odio, in tutta coscienza non ho le forze di fare la pubblicità a questa cazzata. Se volete fare qualcosa vi invito a tornare all’Amaro del 23 settembre, dove ho suggerito qualche organizzazione umanitaria che davvero sta patendo sul campo. Se volete fare qualcosa, parlate delle guerre del mondo, ma fatelo per sensibilizzare le coscienze di quei pochi che potete raggiungere attorno a voi, non siete né Gandhi, ne Cristo. Se volete fare qualcosa donate, donate, donate fondi a chi sta morendo insieme ai gazawi, nel privato del vostro conto in banca, senza sventolare una bandierina avanti a voi, che serve solo a ripulire il vostro ego.
IL CONTO
Non accarezzate se avete le mani sporche di ipocrisia. – Rita Godino

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