MONDO
-LA PACE È STATA FIRMATA. Annunciata in pompa magna da Trump, dai grandi dell’UE e dai protagonisti dell’area mediorientale, da ieri è pace in Terra Santa. Trump, al parlamento israeliano è stato accolto come un eroe e il suo discorso ha ricevuto continue osanna, tranne per un breve momento di contestazione. Gli ostaggi vivi sono stati tutti rilasciati da Hamas e viceversa i prigionieri palestinesi sono stati riconsegnati da Israele. Trump parla dell’ “alba storica di un nuovo Medio Oriente” e sostiene che con questa firma si concludono tremila anni di storia. Beati coloro che non ci credono.
-ZELENSKY VENERDÌ DA TRUMP PER I MISSILI. L’incontro ha il gusto del cruciale. Mentre la Palestina tira un breve e cauto sospiro di sollievo, il fronte ucraino è più caldo che mai. Venerdì Zelensky spera di ottenere davvero la fornitura di Tomahawk dopo l’apertura di Trump. Lo stesso presidente americano ha minacciato Mosca. L’asse russofono non ha mancato di rispondere per bocca del bielorusso Lukashenko: “L’Ucraina cesserà di esistere come Stato se Zelensky non si siede, negozia e agisce con urgenza.
-SARKOZY SARÀ INCARCERATO. L’ex presidente francese, dal 21 ottobre, sarà chiuso nel carcere della Santé, a Parigi. Tre settimane fa, infatti, Sarkozy è stato condannato a cinque anni di carcere per associazione a delinquere. Il fatto risale al 2007 quando avrebbe tentato di ottenere tangenti da Gheddafi per la sua campagna elettorale. Nel marzo del 2026 è previsto l’appello, ma l’ex presidente presenterà, non appena entrato in carcere, una richiesta di essere rimesso in libertà.
ITALIA
-IN TOSCANA RIELETTO GIANI. Il centrosinistra incassa la vittoria nella storica regione che fu dei rossi. Un 54% netto e secco quello del centrosinistra, contro il 40% di Tomasi, sostenuto dal centrodestra. Hanno però votato soltanto il 47% degli aventi diritto, un crollo impressionante rispetto ai dati del 2020, quando votò il 62%, comunque una percentuale irrisoria. Le tendenze di queste tornate regionali sembrano evidenti: astensionismo sempre più esasperato (se va bene, va a votare la metà degli aventi diritto) e polarizzazione netta della sfera politica, divisa in due poli sempre più definiti all’esterno.
L’AMARO
Non è la prima volta che ho questa impressione, ma ieri è stata più netta che mai. Ogni volta che sento parlare Trump, ho l’impressione straniante di essere scisso improvvisamente dalla realtà. Le parole del presidente americano, infatti, così nette, chiare e precise, descrivono con bambinesca semplicità un mondo che non corrisponde in nessun modo a quello di cui ho percezione io. Questo apostolo dell’odiosissima “post-verità”, tesse un’intera realtà con le sue parole che pare assai più convincente di quella in cui mi capita di vivere. Eppure no, non può essere come dice lui. Quando ieri Trump ha parlato al parlamento israeliano ha fatto passare Benjamin Netanyahu come un eroe, un martire, il vero leader forte che ha resistito all’attacco palestinese e che ha condotto il suo paese verso la vittoria. Ha espressamente detto che la pace si costruisce con l’utilizzo delle armi, americane se possibile. Quelle armi che “avete usato bene, avete usato davvero bene”. Bene come? Come si misura quel bene? Con 60.000 civili uccisi in una mattanza impari? Con una crisi umanitaria che fa imbarazzo al mondo? Nel cinismo che pure mi tenta, non desidero vivere in un mondo in cui le parole di Trump possono essere considerate normali. Non posso permettermelo. In gioco non c’è destra, e nemmeno sinistra. Non c’è la politica, né la società. Si tratta del trionfo del potere nudo, crudo, violento fino alla parodia di sé, contro quel che resta dell’umanità. In gioco c’è la verità contro la finzione. C’è qualcuno che crede davvero che questo accordo sancisca la pace in Medio Oriente? Aprite un libro di storia delle scuole superiori allora. Un altro dato? Tutto per voi. Chi è l’ebreo Steve Witkoff, il negoziatore di Trump, santificato in ogni dove? È un imprenditore arricchitosi nel settore della speculazione edilizia e immobiliare. Buon proseguimento di giornata.
IL CONTO
La pace viene dalla comunicazione. – E. P.

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