• 30 settembre 2025

    AMARO NUMERO 150!

    MONDO

    -NETANYAHU DICE SI AL PIANO DI TRUMP. Nella visita di ieri alla Casa Bianca, Netanyahu figura da vassallo. Macché vassallo, valvassino. Prima Trump lo costringe a chiedere scusa al Qatar per gli attacchi a Doha e poi il premier israeliano si è detto d’accordo con il piano trumpiano di 20 punti per Gaza. Hamas però non è disposto ad accettarlo. Ma cosa prevede nello specifico questo piano? Vediamolo in breve. 1)Gaza sarà deradicalizzata e libera dal terrorismo; 2)Gaza sarà riqualificata a beneficio della popolazione; 3)Se ambo le parti accettano questa proposta la guerra finirà immediatamente; 4)Entro 72 ore dall’accettazione tutti gli ostaggi devono essere liberati; 5)Rilasciati gli ostaggi Israele deve rilasciare ergastolani e cittadini di Gaza imprigionati; 6)I membri di Hamas che smantelleranno le proprie armi e accetteranno una coesistenza pacifica avranno l’amnistia, gli altri saranno portati in altri paesi; 7)Tutti gli aiuti umanitari entreranno nella Striscia; 8)Gli aiuti saranno gestiti dall’Onu e dalla Mezzaluna fertile, sono escluse associazioni affiliate a Palestina o Israele; 9)Gaza sarà governata da un comitato palestinese tecnocratico e apolitico sotto la supervisione di un nuovo organismo internazionale il Board of Peace presieduto da Trump e con la partecipazione di ex capi di stato come Tony Blair. L’organismo governerà su Gaza e gestirà i fondi finché l’Anp non completerà le riforme che la possano mettere nelle condizioni di annettere Gaza in maniera pacifica; 10)Trump insieme a un gruppo di esperti elaboreranno un piano di sviluppo per attrarre nuovi investimenti e costruzioni; 11)Sarà istituita una zona economica speciale; 12)Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza; 13)Hamas non dovrà avere alcun ruolo nella nuova Gaza e sarà attuato un processo di smilitarizzazione; 14)I partner regionali fungeranno da garanti; 15)USA e i partner mediorientali e non creeranno una forza internazionale di stabilizzazione dell’area. L’esercito israeliano dovrà addestrare la nuova polizia palestinese. 16)L’esercito israeliano non annetterà Gaza, il suo ruolo è di contribuire alla sicurezza della regione; 17)Nel caso in cui Hamas ritardi o respinga la proposta, questo piano proseguirà nelle zone cedute dall’esercito israeliano alla forza internazionale di stabilizzazione; 18)Sarà avviato un processo di dialogo interreligioso; 19)Potrebbero crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese; 20)Gli USA avvieranno il dialogo tra palestinesi e israeliani. Hamas ha però rallentato gli entusiasmi per il piano. Non accettano in particolare Tony Blair, né alcuna tutela internazionale, né di rinunciare a quella che chiamano “resistenza armata”. Bordate anche dal ministro criminale israeliano Smotrich: “Il piano è un clamoroso fallimento diplomatico e un miscuglio indigesto. Questa mattina, Netanyahu ha però voluto ribadire che intende comunque lasciare l’esercito nella maggior parte della Striscia. I bombardamenti proseguono.

    -DIFESA EUROPEA: UN MURO DI DRONI. L’Ue ribadisce con forza che rafforzare la difesa dei confini a est è un’esigenza primaria. Vorrebbe farlo attraverso un “muro” di droni a pattugliare i cieli. I polacchi scalpitano e, nel giorno in cui una nuova pioggia di missili cade su Kiev, ha fatto partire i suoi jet chiudendo due aeroporti sul confine est. La storia non è un gioco, a stuzzicarla si rischia grosso e nessuno è in grado di pagare il prezzo.

    ITALIA

    -ELEZIONI REGIONALI, STRAVINCE ACQUAROLI. Ma è una vittoria di Pirro. Il primo dato da segnalare è che a trionfare è stato il partito dell’astensione: nelle Marche ha votato soltanto la metà degli aventi diritto. Il presidente uscente, Acquaroli ha vinto al primo turno con il 52% delle preferenze, staccando Ricci, fermo al 44%. Una debacle. Annunciatissima, tra l’altro. Un ulteriore segno di uno scollamento radicale tra questa matassa informe che pensa di aver raccolto l’eredità della sinistra storica e la realtà sociale, politica, antropica del paese. Quando tra le priorità della tua campagna elettorale c’è l’interruzione dei rapporti con Israele, il riconoscimento della Palestina, il gemellaggio con Rafah, magari si gasano gli studenti universitari e pochi altri. Non metto qui in questione la giustezza di queste proposte. Ne metto in questione l’attinenza e la priorità nel contesto di un’elezione regionale. La Regione deve amministrare la sanità e, con dei limiti, la scuola. Altre funzioni sono abbastanza secondarie, e tra queste la politica internazionale. “Eh ma per il turismo allora? Per le esportazioni? La promozione della regione?” Sì, tutto bello. Tutto interessante. Se però il tetto di casa mia cade a pezzi e le sue fondamenta sono completamente da restaurare, non posso dare la priorità a esporre la bandiera della Palestina sul terrazzo o a organizzare party a casa mia per invitare gente. Devo occuparmi del tetto e delle fondamenta, con estrema urgenza, perché i miei coinquilini potrebbero fuggire prima che la situazione diventi invivibile. Poi posso mettere tutte le bandierine del mondo, posso invitare chi voglio a casa. Ma senza quegli interventi strutturali è inutile verniciare la facciata: casa è già morta. Ah, e i fabrianesi come sono andati? Hanno raccolto, hanno raccolto molto bene. Nessuno di loro ha voti sufficienti per il seggiolino dorato di palazzo Raffaello. Forse un paio possono farcela solo tramite giochi di assessorato e subentranze. Per decenni la politica regionale è passata direttamente per questa vallata dell’entroterra a causa del servile, servilissimo assoggettamento alle volontà di una famiglia che ha potuto fare buono e cattivo tempo di qualsiasi cosa toccasse. E ora raccogliamo i frutti marci di una stagione di puro vassallaggio senza programmazione, senza visione, di, oserei dire, puro parassitaggio. Spinti all’inconsistenza.

    -SAN SIRO: IL COMUNE VENDE. Finisce la telenovela San Siro. Il comune di Milano ha disposto la vendita alle società di Milan e Inter per 197 milioni di euro dello storico stadio che molto probabilmente sarà demolito e ricostruito. L’obiettivo (irraggiungibile?) sono gli europei del 2032.

    L’AMARO

    Questa è la centocinquantesima volta che scrivo su questo giornale, nato per gioco e per scherzo, diventato un compagno per chi lo legge, uno stimolo per confrontarsi e ragionare insieme, per orientarci in questo mondo angosciante che abbiamo ereditato. Grazie a chi è stato con l’Amaro fin dagli inizi, grazie a chi si è aggiunto più tardi! C’è però poco da festeggiare, molto poco. Lo spunto di oggi è una notizia che ho letto ieri, la cui fonte è il Corriere della Sera. Vi ricordate dello Spid? Quel sistema digitale obbligatorio che obbligatoriamente lo stato ha suggerito di obbligatoriamente sottoscrivere per accedere ai servizi pubblici? Che cacofonia! Mi piace però sottolineare l’obbligatorio. “Ma non è obbligatorio lo spid!” potrebbe affermare qualcuno. E’ vero, non è obbligatorio. A meno che tu non voglia accedere a qualunque servizio pubblico. A quel punto è necessario lo spid. “Ma c’è anche la Carta d’Identità elettronica!” Certo, ma è arrivata più tardi. La notizia, insomma? Seguendo a ruota enti che già si sono adeguati, le poste, primo ente erogatore di spid, sta pensando di renderlo a pagamento. Poste Italiane, azienda pubblica. Quindi cerchiamo di ricapitolare. Lo stato decide che per accedere ai servizi pubblici è necessario lo spid. Le poste, AZIENDA PUBBLICA, sono il principale ente di erogazione del servizio spid, NECESSARIO per l’accesso a qualsiasi atto della pubblica amministrazione. Le poste, AZIENDA PUBBLICA, scelgono ora di rendere questo servizio un prodotto, portandolo a pagamento. Quindi lo stato si sta più orientando sulla Carta d’Identità elettronica. Orwell non aveva tutta questa fantasia, non ce l’aveva. Non abbiamo bisogno di cercare chissà quale guerra per guardare in faccia il male, noi ce l’abbiamo in casa. E me ne frego (!) se l’eventuale importo dovesse essere di 5 euro annui. Il sistema pensionistico è già al collasso, una frazione abbondante dell’economia italiana è completamente assoggettata di grandi fondi monopolistici esteri, la sanità pubblica è un colabrodo, la scuola pubblica è un’agenzia di appiattimento cerebrale, la pubblica amministrazione un rifugio per reietti, la denatalità è sempre più dilagante a causa dell’impossibilità concreta per un giovane di farsi una famiglia. E poi vengono fuori notizie come queste, minori, stupide, ma che hanno la fisionomia di quella famosa goccia che fa traboccare. Questo non è un paese per giovani, non è un paese per vecchi, non è un paese per nessuno e forse nemmeno è un paese. E’ solo una gloriosa tavola imbandita a fine pasto dove qualche vecchio pezzo di merda ha già mangiato tutto quello che poteva e ora stanno accorrendo le blatte ad accaparrarsi gli avanzi. Quando arriveremo noi ci saranno le carcasse delle blatte a sfamarci.

    IL CONTO

    L’italiano ha un solo vero nemico: l’arbitro di calcio, perché emette un giudizio. – Ennio Flaiano

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Non ho più notizie di me da tanto tempo

Alda Merini