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4 aprile 2025
MONDO
-IL VERO PIANO DI TRUMP. Il presidente americano ha smentito i suoi consiglieri che poche ore fa avevano detto che non ci sarebbe stato alcuno spazio per le trattative con i paesi colpiti dai dazi. Ecco infatti che subito Trump ha dichiarato: “Tutti i paesi ci stanno chiamando. Abbiamo preso il comando: se avessimo chiesto a questi paesi di farci un favore, avrebbero detto di no. Ora, invece, farebbero qualsiasi cosa per noi. I dazi ci danno un grande potere per negoziare”. Che si diradi la nebbia in questo senso? Che i dazi siano uno strumento di contrattazione per spingere gli azionisti a fare pressione sui governi per trattare favorevolmente con gli Usa? Le borse non hanno comunque preso bene le misure e in tutto il mondo si registra un tonfo, minimizzato subito da Vance. Trump va avanti e tenta di rassicurare tutti in Usa: “Fidatevi di me”.
-NUOVE DAL FRONTE MEDIORIENTALE. L’attacco di Israele è su due fronti. Da terra è stato sferrato un attacco a Gaza City. In ventiquattro ore di bombardamenti sono morte almeno 112 persone. Non si fermano nemmeno i bombardamenti sul Libano che hanno ucciso un dirigente di Hamas e i suoi due figli.
-NUOVE DAL FRONTE UCRAINO. Proseguono gli attacchi di droni su Kharkiv, che hanno provocato tre morti e diversi feriti. Secondo Trump, Zelensky e Putin sarebbero pronti a fare un accordo. Riporto però le parole con cautela: le parole di chi non ha valore umano lasciano sempre il tempo che trovano e più volte il presente americano ci ha dato prova della vacuità di quello che dice.
-IMPEACHMENT PER YOON IN COREA. Il Parlamento della Corea del Sud ha votato l’impeachment per il presidente Yoon che aveva tentato di introdurre la legge marziale qualche tempo fa. Il presidente, che protesta, è quindi stato subito destituito e ora ci si prepara per le elezioni anticipate.
ITALIA
Niente di davvero rilevante, per quanto ci interessa.
L’AMARO
Ci ho pensato a lungo. Stavo scrivendo un piccolo editoriale sui due casi di assassinio di quelle due studentesse, a poca distanza temporale l’una dall’altra. Scrivevo e scrivevo e mi sono reso conto di una cosa. Che qualsiasi opinione io possa aver sostenuto a riguardo, in ogni caso, andavo a ingrossare la schiera delle parole vuote, idiote, semplicistiche, inutili che vengono sprecate da stampa e politici ogni singola volta. Quindi mi sono fermato, ho cancellato tutto e ho ricominciato. Il punto è quello che ne facciamo del dolore altrui. Diamo in pasto indicibili sofferenze dell’umanità a parole scritte nella più completa comodità. A che serve? Quante parole, parole, parole vengono spese ogni volta? Retorica pura, per accaparrare la benevolenza di una o di un’altra parte, perché c’è sempre un’altra parte. Questo vale anche quando parliamo delle morti e dei dolori provocate da ogni singola strage, guerra, infamie nelle quali siamo sballottati da tronfi imbellettati e incravattati. E allora io non ci sto e sto zitto. Pur scrivendo sto zitto e vi ho teso una piccola trappola retorica, questa mattina, che non ha condotto a nulla. Forse è la maniera migliore di commentare e denunciare il dolore dell’altro. Perché è sempre il dolore dell’altro, completamente incomprensibile, finché poi non tocca a me. Io della pornografia del dolore sono stanco. Cronache, approfondimenti giornalistici, romanzi, che sprecano immagini e inchiostro gettandoti in faccia sofferenza altrui come se fosse gratuita, non capendo che il dolore ha un costo incommensurabile. “Ma bisogna denunciare!”, grida la mia ragazzina interiore, che ha per sempre 16 anni. Ha ragione, ma in mezzo a un mondo così saturo di rumore, viva la crudezza e la violenza del silenzio. Immagine e silenzio. Mostro semplicemente quello che è.
IL CONTO
“Il mare del dolore non ha sponde, non ha fondo, nessuno lo può scandagliare”. Primo Levi
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Non ho più notizie di me da tanto tempo
Alda Merini

