• 30 ottobre 2025

    MONDO

    -INCONTRO TRUMP-XI. Nella mattina, in Corea del sud, si sono incontrati i presidenti di Stati Uniti e Cina. Nell’arco di un paio d’ore si sono affrontati diversi temi e le parti si dicono molto soddisfatte. In particolare è stata trovata un’intesa sulle terre rare e sulla riduzione dei dazi. Le parole dei due leader sono concilianti e assai collaborative su tutti i fronti, dalle guerre in atto nel mondo fino all’economia. Si aprono le possibilità della riapertura dei canali economici fra le due superpotenze, in particolare per quello che riguarda il settore della tecnologia.

    -GAZA, RIPRISTINATO IL CESSATE IL FUOCO. Almeno questi sono le parole di Trump dalla Corea. Negli ultimi giorni la tregua sta tremando come non mai. A causare i principali disordini e il mancato rilascio delle salme degli ostaggi da parte di Hamas, che nei scorsi giorni avrebbe consegnato dei resti fasulli alle autorità israeliane. Israele ha reagito con nuovi bombardamenti che hanno ucciso 100 persone. Netanyahu insiste con gli Stati Uniti per il disarmo completo del gruppo terroristico palestinese. Si attende in giornata il rilascio di due corpi.

    -L’ACCUSA DI ALBANESE. La relatrice speciale dell’ONU, Francesca albanese, ha consegnato un rapporto di 24 pagine alle Nazioni Unite in cui l’Italia e 62 altri paesi sono accusati di essere complici di genocidio.

    -NUOVE BOMBE A KIEV. L’attacco russo si fa più forte che mai. Nei nuovi bombardamenti a Kyiv sono morte tre persone e ne sono rimaste ferite altre 21. Si registrano blackout in tutto il paese, proprio quando ormai l’inverno è alle porte. Zelensky commenta: “Mosca vuole distruggere tutto.” e spinge per nuove sanzioni.

    ITALIA

    -LA CORTE CONTRO IL PONTE. La corte dei conti ha deciso di negare il visto di legittimità alla delibera sul ponte dello stretto. Salvini non ci sta e afferma che i lavori cominceranno comunque. Duro attacco anche di meloni che vede lo stop come “l’ennesimo atto di invasione dei giudici”.

    L’AMARO

    Arcobaleni e fiorellini dopo l’incontro tra i due presidenti di Stati Uniti e Cina. È però lo stesso Trump, proprio pochi minuti prima del colloquio, ad annunciare che gli USA riprenderanno i test nucleari. A poco varrebbe ricordare al presidente che non si può gestire la politica e i rapporti internazionali come se fossero negoziazioni economiche o affari. E purtroppo i sorrisi e le parole concilianti dei più grandi leader del mondo, in questo preciso contesto storico, mi mettono più paura rispetto alle minacce reciproche. Quasi che, lo dico con timidezza, siamo spinti mano a mano a interessarci sempre più del nostro piccolo orticello, cercando di far quadrare i conti all’interno di un’area precisamente delimitata dove non c’è spazio per le grandi questioni lontane. Se non fosse che queste grandi questioni così lontane non sono e la scintilla che viaggia attraverso l’aria per decine di migliaia di chilometri fa poi divampare l’incendio esattamente in quell’area delimitata in cui ci piaceva tanto rinchiuderci.

    IL CONTO

    “Tornate a casa nani/ Levatevi davanti/ per la mia rabbia enorme/ mi servono giganti”. – F. Guccini

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Non ho più notizie di me da tanto tempo

Alda Merini