• 3 marzo 2025

    MONDO

    – L’EUROPA PREME PER UNA PACE GIUSTA. All’incontro di ieri a Londra, i leader europei hanno ribadito il sostegno a Kiev e la necessità di una pace che sappia rispettare anche e soprattutto l’Ucraina. Il piano, sostenuto in prima linea da U.K. e Francia, prevede anche il dispiegamento di forze militare europee (“un gruppo di volenterosi”, li hanno chiamati), sul territorio ucraino. Tra gli obiettivi anche quello di ricucire un legame con gli Stati Uniti. In questo, Macron non si fida di Meloni e richiama l’Italia: “Abbiamo bisogno di Roma al nostro fianco”. La risposta del presidente italiano non si fa attendere: “L’Occidente deve restare unito” e spinge per un vertice tra Ue e Usa.

    -ZELENSKY PRONTO A FIRMARE SULLE TERRE RARE. Ieri a Londra Zelensky ha affermato di essere pronto a firmare l’accordo sulle terre rare con gli Stati Uniti. Il presidente ucraino, nonostante l’infelice incontro col ciuffo più ribelle del West, si dice pronto a dialogare e a collaborare. Nessuna sorpresa dunque. Del resto Zelensky era di fronte a un Aut-Aut che lasciava poco spazio alle manovre.

    -LAVROV: “ZELENSKY E’ UN VERO NAZISTA”. Il ministro degli esteri Lavrov ha definito Trump “uomo di grande buonsenso” e ha attaccato duramente Zelensky definendolo un “vero nazista”. Continua la narrazione al rovescio, ma che rischio. Presto, piano piano, tutto l’Occidente finirà per aderire all’idea che in fondo Zelensky ha causato questa guerra, che in fondo era solo un nazista, che alla fine la Russia aveva le sue valide ragioni, che gli Stati Uniti come sempre sono intervenuti con il loro cavallo bianco a salvare il mondo. Perché questo fanno le narrazioni, quando nessuno racconta più.

    -SI VIS PACEM, PARA BELLUM. L’antico motto latino oggi è più che mai reale. Vuoi la pace? Prepara la guerra. Rutte, segretario generale della Nato, continua a battere: “Dobbiamo superare gli investimenti sul settore militare” e gli fa eco Von Der Leyen: “Dobbiamo riarmarci come europei”. Insomma, si parla di pace in Ucraina, ma si prepara già la prossima guerra. Mi viene in mente un altro motto latino, le parole di Calgaco, re dei Caledoni, riportatoci da Tacito: Desertum fecerunt et pacem appellaverunt. “Facevano un deserto e lo chiamavano pace”.

    ITALIA

    -MELONI: TELEFONATA CON AL SISI. La chiamata con il presidente egiziano per ribadire la sfera d’influenza italiana sul sud del Mediterraneo. Oggetto della telefonata è stata Gaza, e la necessità di stabilizzare gli equilibri.

    -TRE MILIARDI CONTRO IL CARO BOLLETTE. Ne abbiamo parlato di recente, è il solito cane che si morde la coda. Sostegno alle famiglie con ISEE fino a 25000 euro una tantum. Però nel frattempo libero mercato energetico, tranquilli.

    -MORTA ELEONORA GIORGI. L’attrice, scomparsa questa mattina a 71 anni, era malata da tempo.

    I BEI TEMPI ANDATI: ACCADDE OGGI

    150 anni fa debuttava a Parigi la Carmen di Bizet.

    L’AMARO

    “Bisogna passare meno tempo a preoccuparsi di Putin e dedicare più tempo a preoccuparsi delle bande di immigrati stupratori”. Parole testuali che Trump ha scritto su quel gabinetto di social network che ha creato prima che l’amico Musk gli riaprisse la strada su X. Parole dell’uomo più potente del mondo, quello che qualche romantico ancora chiamerebbe “il leader del mondo libero”. Strana idea di libertà. Certo non sia mai che gli Stati Uniti finiscano come l’Europa. Nella visione di Trump e di moltissimi americani, l’Europa è divenuta un coacervo di immigrati e di terroristi, un continente debole senza più identità e forza. Su questo hanno perfettamente ragione, ma quali i motivi? Come mai l’Europa è in preda a questa profondissima crisi? Non sarà certo a causa di una superpotenza mondiale che, con la minaccia di interrompere finanziamenti e rapporti, ha tenuto saldamente in mano le politiche interne di intere nazioni. No di certo. Non sarà certo a causa di una globalizzazione soltanto finanziaria imposta dalle élite della stessa superpotenza all’apice della sua presunta invincibilità. Non deve essere a causa di un’unione delle economie passata assolutamente sopra le teste delle persone, ma nelle tasche degli stessi fedelissimi alleati. Non sarà per nulla colpa di chi ha scelto di non proporre più alcuna visione alternativa del mondo. Non sarà colpa poi dei progressisti che hanno cominciato a guardare dalla parte sbagliata del planisfero tradendo così se stessi. Allora voi tenete le vostre battaglie sull’asterisco alla fine dei plurali, mentre i costi della vita aumentano insostenibilmente, mentre un vecchio bullo d’oltreoceano senza freni inibitori chiede e toglie, stringe una mano ai peggiori dittatori del nostro tempo e punisce le frange ultime della popolazione, accontentando tutti indicando chiaramente chi è il vero nemico: mi raccomando continuate a guardare a quelli in basso, che noi in alto abbiamo da fare.

    IL CONTO

    “Non c’è nulla interamente in nostro potere se non i nostri pensieri” Cartesio

    marzo: 2026
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Alda Merini