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13 ottobre 2025
MONDO
-RILASCIATI I PRIMI SETTE OSTAGGI. La tregua, a modo suo, tiene. Questa mattina è cominciato il rilascio degli ostaggi israeliani trattenuti da Hamas. Nelle prossime ore saranno liberati gli altri. Trump è già arrivato in Israele e poi volerà a Sharm in Egitto per partecipare al vertice sull’accordo di pace. Il presidente americano è convintissimo che la tregua reggerà. In realtà negli scorsi giorni Israele ha bombardato il Libano per colpire dei siti di Hezbollah. Si prospetta comunque una giornata importantissima per le sorti immediate di quell’area del mondo.
-ZELENSKY PREME PER I MISSILI. Il presidente ucraino ha chiamato ancora una volta Trump e ha sentito anche Macron affinché siano veloci nell’inviare i missili promessi. Secondo Zelensky l’Ucraina ha urgente bisogno anche di difesa antiaerea. Kiev vorrebbe sfruttare il fastidio manifestato da Trump nei confronti di Putin per ottenere i Tomahawk. Non si fermano intanto gli attacchi russi: su Zaporizhzhia, in 24 ore si sono verificati 540 attacchi che hanno ucciso due persone. Gli ucraini hanno invece attaccato nel Donetsk.
-PROVACI ANCORA, LECORNU. Nasce il governo Lecornu secondo, dopo il primo triste e maldestro tentativo. L’obiettivo urgentissimo resta la finanziaria. L’assemblea ha reagito con scetticismo e opposizione quasi unanime alla nomina fatta da Macron.
ITALIA
-ELEZIONI, TOCCA ALLA TOSCANA. Si sono aperte ieri le elezioni per il nuovo governatore della toscana. Si sfidano Eugenio Giani, presidente uscente, sostenuto dal centrosinistra e Alessandro Tomasi, del centrodestra. I numeri sull’affluenza di ieri sera sono angoscianti per l’ennesima volta. Siamo fermi al 35,7%, ben 10 punti in meno rispetto al 2020. Tra i candidati anche Antonella Bundu, per Toscana rossa.
L’AMARO
Venerdì scorso è stato conferito il premio Nobel a Maria Corina Machado, con delusione di tutti i fan di Trump che volevano il loro beniamino premiato dall’Accademia di Stoccolma. Poche polemiche sul fronte trumpiano però, non sembra strano? Ma chi è Machado? È la leader dell’opposizione nella Venezuela del dittatore comunista Maduro, una figura in realtà molto gradita a Trump e alla politica americana in genere. Il premio è per l’impegno che Machado avrebbe impiegato per la democrazia e la lotta pacifica contro Maduro. In realtà la stessa vincitrice del premio sembra aver avuto qualche problema con la democrazia. Proveniente dall’ambiente dell’estrema destra nel 2002 ha appoggiato il tentativo di colpo di stato in Venezuela e ha firmato il decreto Carmona, che mirava a sciogliere il parlamento, la costituzione e la corte suprema. Come se non bastasse, in pieno stile Nobel per la pace, nel 2014 ha chiesto pubblicamente un intervento militare internazionale in Venezuela. E quindi tutto sommato alla destra mondiale va più che bene, la sinistra storce il naso e da tutto il mondo sono giunte perplessità: sul fronte sinistro non sono abituati a non vedersi riconoscere superiorità morale. Il premio è comunque controverso, ma se dovessimo fare una lista dei Nobel controversi ci vorrebbe un giornale intero. Basta pensare a Obama, o a Aung San Suo Kyi. Negli anni sono stati candidati anche Hitler, nel 1939 e, più tardi, Stalin. L’Accademia di Stoccolma si occupi di scienza, magari. Si occupi di lettere. Smetta di premiare la propria ipocrisia, invece.
IL CONTO
C’è chi si fa erigere un monumento come premio perché si fa erigere un monumento. S. J. Lec
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Alda Merini

