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20 ottobre 2025
MONDO
-TREGUA IN BILICO. Nonostante le dichiarazioni di Trump, per cui il cessate il fuoco sarebbe ancora in vigore a Gaza, in realtà la situazione è abbastanza complicata e precaria. L’esercito israeliano ha cominciato a demarcare con dei grossi blocchi di cemento la cosiddetta linea gialla, confine oltre il quale non è concesso ai gazawi di passare. Macron ha proposto di rafforzare la missione europea presso il valico di Rafah, per garantire che gli aiuti umanitari possano passare, ma la situazione è sempre più difficile. Gli aiuti sono infatti al momento sospesi: Hamas non sta consegnando i corpi degli ostaggi e prosegue con la sua guerriglia interna. Segnali pericolosi vengono anche dal governo israeliano, che ha cambiato ufficialmente il nome delle operazioni militari: “Guerra di Resurrezione”. La pace sembra lontana.
-“CEDI IL DONBASS O SARAI DISTRUTTO”. Sono le parole che Trump ha rivolto a Zelensky nell’incontro alla Casa Bianca. Quello che doveva essere l’incontro dei Tomahawk si è rivelato l’incontro dell’ultimatum all’Ucraina. In sostanza, dopo la telefonata con Putin, Trump ha deciso di abbracciare le condizioni dello zar. Zelensky apre alla possibilità di incontrare Putin a Budapest: “se sarò invitato – dice – ci sarò”. Per qualcuno sarà cruda Realpolitik, per altri una resa alla prepotenza russa. Fatto è che la guerra prosegue.
-RODRIGO PAZ VINCE IN BOLIVIA. L’esponente dei democristiani boliviani è stato eletto nuovo presidente della Bolivia. Si insedierà l’8 novembre.
ITALIA
-LA MANOVRA, PUNTI SALIENTI. Dal momento che il panorama politico ci dona soltanto isterie sul fascismo sul fronte “sinistro” e urla contro il woke sul fronte destro, approfondiamo i contenuti della manovra economica. 1)Tagli all’Irpef. L’aliquota nella seconda fascia di reddito, oltre i 28.000, passa dal 35% al 33%. Il beneficio massimo si avrà per i redditi di 50.000. 2)Nuova rottamazione fiscale: sarà consentita la sanatoria dei carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 2020 e il 2023, per i mancati versamenti delle imposte. Si potrà pagare entro il 31 luglio 2026, o in 54 rate. 3)Flat tax per straordinari e festivi fino a 40.000. Per tutto il 2026, per i dipendenti fino a 40.000 vi sarà una detassazione fissa al 15%. 4)Aliquota al 26% per gli affitti brevi. Sale la tassazione sugli affitti brevi, sia per i privati che per intermediari che per i gestori di portali telematici. Si sopprime così la riduzione al 21% dello scorso anno. 5)Prima casa fuori dell’Iseo fino a 91.500. La prima casa, fino a 91.550, esce dal calcolo dell’Isee. Aumentano inoltre gli assegni di inclusione e di supporto per la formazione e il lavoro. 6)Agevolazioni per le imprese: possibilità di ammortizzare il 180% degli investimenti in innovazione e il 220% per la transizione energetica. È previsto anche un credito d’imposta per le imprese nelle Zone economiche speciali.
L’AMARO
Se il silenzio fosse venduto a peso d’oro. Saremmo tutti più ricchi, ma come poveri ascoltatori. Invece purtroppo, talvolta, non si comprende il momento. Cogliere il momento giusto sta diventando un’arte evidentemente riservata a pochi. Purtroppo viviamo nei tempi in cui, tra i Trump, i Putin e i Netanyahu, che almeno hanno l’indecenza della rilevanza, ci tocca sorbire le dichiarazioni di una persona come Ilaria Salis che, dagli scranni dell’Europarlamento diffonde il suo verbo. A seguito della morte dei tre carabinieri, uccisi in un agguato teso da tre occupanti durante lo sgombero di una casa, la Salis, cara al tema delle occupazioni, ha commentato che fondamentalmente di questi gesti terribili c’è la corresponsabilità della politica e del capitalismo che ha trasformato la casa da bene essenziale a bene speculativo. Ora. Comprendo lo snodo teorico all’origine delle battaglie della maestrina di Milano. Condivido il principio secondo cui quello alla casa sia un diritto che dovrebbe essere garantito a ognuno. Oltre gli slogan ci sono però i dati di fatto. La sinistra non può prendersela con la ricchezza, ma deve combattere la povertà sistemica, è questo il punto. Però è più semplice la condanna della ricchezza, ma allora siamo al pauperismo, che nega tutto il resto. Non si può pensare che per affermare il diritto all’abitazione si debba negare quello alla proprietà di chiunque, anche perché non sempre dietro la proprietà di un immobile si nasconda la terribile ricchezza, anzi. Non serve ricorrere a Marx. Il filosofo non era così stupido e ingenuo: la negazione della proprietà privata non è in assoluto (quello è puro francescanismo, scacco matto), ma in relazione ai mezzi di produzione. Tornando un attimo sulla terra, il capitalismo non ha trasformato la casa da bene essenziale a bene speculativo per due ragioni: in regime capitalista (oggi), ogni bene è speculativo; la casa non è stata mai né sempre considerata un bene essenziale. Il principio del diritto all’abitare non si trova nel passato, ma nel futuro. È qualcosa che va conquistato, ma non nel modo idiota proposto dalla maestrina. Perché questa esemplifica perfettamente il problema viscerale di questa povera sinistra che indica la luna, ma si guarda il dito: procede per slogan vecchi e svuotati di contenuto da una realtà che non riescono più a capire.
IL CONTO
Lo studio è stato per me il rimedio principale contro i travagli della vita. – Montesquieu
CORSI E RICORSI
Nel 1935, novant’anni fa, si conclude la Lunga Marcia dell’Armata Rossa cinese, al seguito di Mao Tse Tung. Il quariter generale del PCC viene posto a Yan’an. Dopo un anno di cammino nell’entroterra cinese sarà decisiva nell’accrescere il prestigio del futuro Grande Timoniere.
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Non ho più notizie di me da tanto tempo
Alda Merini

