• 18 ottobre 2025

    MONDO

    -FRENATA SUI TOMAHAWK, NUOVI TRIANGOLI. Ieri Trump si è intrattenuto in un colloquio telefonico di due ore con Putin. Si pensava a un incontro a tre a Budapest, ma probabilmente si vedranno soltanto i due presidenti di USA e Russia. All’incontro tra Zelensky e Trump, il tychoon ha frenato sull’invio dei missili Tomahawk: “L’invio dei missili rappresenterebbe un’escalation e poi non ne abbiamo bisogno per la nostra difesa”. L’obiettivo ora è raggiungere un cessate il fuoco che metta le due parti nelle condizioni di trattare. Il magiaro Orban lancia anche una frecciata all’UE: “L’incontro con Putin si terrà a Budapest perché noi siamo gli unici in Europa a volere la pace”.

    -CAOS GAZA: LASCIATI SOLI. La Striscia è nel caos più totale, completamente in preda alle varie cellule di Hamas rimaste senza un capo. Guerriglia e regolamento di conti che certo non fanno bene a una popolazione ormai stremata. Le tensioni non si fermano neanche con Israele. In attesa di ulteriori passi avanti nelle trattative, infatti, arrivano nuove accuse e atti di violenza. L’esercito di Tel Aviv ha accusato imbarcazioni palestinesi di violare il blocco navale e ieri undici membri di una famiglia palestinese sono stati uccisi dall’idf perché avrebbero superato la linea che delimita le aree di controllo dell’esercito israeliano. Insiste Netanyahu: “Hamas deve disarmarsi senza se e senza ma”.

    -BUIO VENEZUELA. Il governo di Maduro, per mano del ministro degli interni Cabello, ha dato vita a una milizia civile, che ieri ha sfilato in una marcia. L’obiettivo sarebbe quello di mantenere l’ordine pubblico. La sfilata si è conclusa con un giuramento e la partecipazione a un’esecuzione militare.

    ITALIA

    -APPROVATA LA MANOVRA AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Approvata ieri la manovra da presentare alle Camere. Molti i punti chiave. L’obiettivo dichiarato è favorire il ceto medio.

    L’AMARO

    Mi chiedo, senza retorica: come mai non si manifesta nelle piazze anche contro la violenza di Hamas? Perché non si vedono manifestazioni popolari di pressione ai governi in queste ore cruciali in cui tra la tregua e la pace passa un mare di sangue? È il dramma, gentile e violento insieme, della partecipazione pilotata. A scapito delle dichiarazioni, è evidente, c’è un intento politico e polarizzante dietro questo immenso specchio di ipocrisia che non sa più nascondere la propria verità. Ancora più tragico è che proprio coloro, così convinti di stare dalla parte giusta della storia, che invitavano tutti all’attenzione costante, alla condanna senza compromessi, al blocco di un vaghissimo “tutto”, proprio questi tacciono in un silenzio che parla per loro e parla di loro. Se stai con il popolo di Palestina devi condannare il governo d’Israele e il pattume che è Hamas. Eppure su questi ultimi tutto tace e l’eco imbarazza ogni intelletto funzionante. E allora forse il vero motivo dietro tutto non era il popolo palestinese. Forse era altro. Magari la possibilità di raccontare, con quel brivido che solo la partecipazione comoda di una giornata sa dare, che “io c’ero”.

    IL CONTO

    Quando la scienza scoprirà il centro dell’universo, un sacco di persone saranno dispiaciute nello scoprire che non sono loro. B. Baily

    CORSI E RICORSI

    Oggi, nel 202 avanti Cristo, il leggendario Publio Cornelio Scipione, poi detto l’Africano, sconfisse nella grande battaglia di Zama, in nord-Africa, l’esercito del cartaginese Annibale. Uno dei più grandi e raccontati scontri della storia tra due dei più importanti condottieri della storia. Per l’edificazione personale si suggerisce la lettura dei passi relativi tratti da Polibio e Livio.

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Alda Merini